In questa pagina puoi trovare il manuale di istruzioni per Urmet Mikra2, disponibile in formato PDF per il download gratuito. Il manuale ti guiderà nell’installazione, configurazione e utilizzo del videocitofono Urmet Mikra2, offrendo spiegazioni dettagliate sulle sue funzionalità principali e risolvendo eventuali dubbi o problemi che potresti incontrare. Scaricando il manuale potrai avere sempre a portata di mano tutte le informazioni necessarie per sfruttare al meglio il tuo dispositivo.
Cosa Troverai nel Manuale Utente Urmet Mikra2
L’apertura inquadra il prodotto: una pulsantiera antivandalo con frontale in zama, grado IP55 e IK07, camera a colori grandangolare con LED integrati, cartellino e tasto retroilluminati, predisposizione per modulo ILA per audiolesi e, sulla versione a un tasto, le segnalazioni ottico-acustiche DDA sullo stato di impianto. È esplicitato anche che c’è la predisposizione per un ingresso dedicato alle funzioni “Stato porta” o “Letterbox” (quest’ultima come futura implementazione). Tutte queste caratteristiche sono raccolte nella descrizione generale e nella prima tavola dei componenti con viste frontali e interne, utile per riconoscere a colpo d’occhio speaker, microfono, telecamera, viti, DIP e morsettiere.
Per la posa, il manuale suggerisce l’altezza tipica 155–160 cm al centro, con i campi di ripresa verticali e orizzontali della camera disegnati a margine, e ricorda le altezze alternative per esigenze di accessibilità. La sequenza fotografica mostra fissaggio, cablaggio, inserimento cartellini, programmazione e chiusura con coperchio metallico, con una raccomandazione semplice ma spesso trascurata: rimuovere le pellicole protettive solo a fine lavori. Guardando la pagina con le quote vedi anche gli ingombri (100×180×28 mm), utili se stai preparando una nicchia o un parapioggia.
Dietro il frontale ci sono due morsettiere: a sinistra SE–/SE+ per la serratura pedonale gestita a scarica capacitiva, PA per il pulsante androne e SP (riferimento) per il contatto dedicato a “Stato porta/Letterbox”; a destra LINE per il bus 2Voice, N.O. come contatto pulito per passo carraio e il secondo morsetto SP (segnale) per completare l’ingresso del sensore. È una ripartizione comoda che evita equivoci quando porti in campo sia la serratura sia un secondo varco o un sensore porta.
La configurazione si gioca su tre DIP e un selettore rotativo. Il gruppo SW4 decide il ruolo del posto esterno (principale o secondario), l’eventuale indirizzo del secondario (0/1), la politica dell’apriporta (“sotto segreto”, che consente l’apertura solo quando il collegamento con quella postazione è attivo, oppure “libero”, che abilita l’apertura dalla colonna corretta anche senza chiamata), l’eventuale “interruzione” delle occupazioni (una chiamata può o non può interrompere autoinserzioni o conversazioni intercom), l’accensione dei LED camera e il numero utenti della placca (monofamiliare/bifamiliare). Il manuale nota espressamente che il parametro “Numero utenti” non va modificato: è vincolato al modello fisico 1784/1 o 1784/2. Tutta la matrice è disegnata in chiaro accanto ai DIP, con gli stati ON/OFF già illustrati per ogni funzione.
Il gruppo SW3 programma l’ID della postazione: da 0 a 3 se è principale, da 0 a 31 se è secondaria. Non possono esistere due principali con lo stesso ID; due secondarie possono coesistere con lo stesso ID ma indirizzo differente (0 o 1). Se in impianto c’è l’interfaccia di colonna 1083/50, l’ID della secondaria deve coincidere con l’ID di colonna impostato su quell’interfaccia. È una regola semplice che previene conflitti di chiamata fin dal collaudo.
Con SW2 imposti il comportamento “fine grana”. I primi due interruttori definiscono il “Door Time” della serratura pedonale a 1, 3, 6 o 9 secondi. Il terzo abilita la “restrizione autoinserzione”: gli utenti con codice pari possono autoinserirsi in video sulle postazioni con ID pari, quelli dispari sulle postazioni con ID dispari, lasciando sempre libera l’autoinserzione sul principale ID=0 per tutti. Il quarto consente di cambiare l’indirizzo della chiamata del pulsante sulla versione monofamiliare (CODE 0 o 1), utile quando componi impianti multiblocco. Il quinto seleziona la funzione dell’ingresso SP tra “Stato porta” e “Letterbox”; il sesto cambia la frequenza di scansione della telecamera tra 50/60 Hz. Anche qui, ogni combinazione è illustrata con icone e caselline degli switch, pratica da leggere in cantiere.
Il selettore rotativo SW1 stabilisce la “comunicazione garantita”, cioè quanto tempo il sistema resta occupato dopo la risposta oltre ai 60 secondi massimi di attesa. La tabella va da 1 a 70 secondi e il manuale chiede di uniformare questo valore su tutte le postazioni di chiamata in impianto, per evitare comportamenti diversi a seconda della pulsantiera. Accanto, una pagina riassume i “valori di default” di fabbrica con la foto dei DIP già posizionati per 1784/1 e 1784/2, così verifichi al volo se qualcuno ha toccato ciò che non doveva.
Sulla versione a un tasto c’è la DDA, cioè le icone frontali che parlano all’utente: “chiamata inoltrata” in verde con doppio beep, “occupato” in rosso con quattro beep, “conversazione in corso” in arancione con un beep e “porta aperta” di nuovo in verde con un beep per la durata del tempo porta impostato. È un linguaggio semplice che riduce richieste all’installatore e dà feedback chiari anche quando la luce ambiente è bassa. Il manuale precisa che la DDA non è presente sulla bifamiliare a due tasti.
Il capitolo “serrature” è essenziale e pragmatico. La pedonale si pilota a scarica capacitiva dai morsetti SE–/SE+, in risposta al PA o al comando dai posti interni secondo la tua scelta “libero/sotto segreto”, con tempo programmabile da SW2. Il passo carraio si comanda con un contatto N.O. di relè per un secondo, pensato per dare un impulso a una centralina cancello; c’è la nota che questo relè non è fatto per carichi di potenza, ma solo come comando. Subito sotto ci sono i numeri: alimentazione 36–48 Vcc, 35 mA a riposo e 250 mA al massimo con video e cartellini accesi, –5…+45 °C, IP55 e IK07, contatto N.O. massimo 200 mA @ 30 Vcc.
La parte “tipologie d’impianto” ti toglie molti dubbi quando devi scalare dal kit al condominio leggero. In quattro pagine sono disegnati i layout base: monofamiliare e bifamiliare con un’unica postazione principale, doppia postazione principale per dividere i pulsanti tra utenti, fino a quattro principali con interfaccia 1083/75, e il caso misto con una principale bifamiliare più due secondarie monofamiliari dove la “restrizione autoinserzione” impedisce che tutti possano accendersi su tutte le targhe. A seguire c’è anche l’integrazione con interfaccia TVCC 1783/69 per aggiungere una telecamera di sorveglianza alla colonna, sempre con DIP e ID già mostrati a margine. Sono figure “da banco”, perfette per evitare tentativi in cantiere.
In coda, il manuale raccoglie note e schemi a pagina piena. Le “note legate agli schemi” richiamano il pulsante di piano (VD.007), i set dei CODE per i posti interni, l’obbligo del filtro di rete quando colleghi alimentatori a monte, e soprattutto il collegamento del contatto magnetico per la segnalazione “porta aperta” sui dispositivi predisposti, con elenco dei contatti consigliati per legno, alluminio, ferro e blindate. Subito dopo trovi tre schemi completi: un monofamiliare semplice con un solo interno e Mikra2, la versione con due interni in parallelo e, infine, due interni e due pulsantiere, ciascuno con legenda, terminazioni “Z” evidenziate e posizioni dei DIP di esempio.

Manuale di Istruzioni Urmet Mikra2 PDF
Se hai bisogno di consultare il manuale di istruzioni per il citofono Urmet Mikra2, qui puoi trovare la versione PDF da scaricare comodamente sul tuo dispositivo. Il manuale è una risorsa utile per comprendere tutte le funzionalità del prodotto, le modalità di installazione, configurazione e risoluzione dei piccoli problemi che possono presentarsi durante l’utilizzo. Scaricando il documento, avrai sempre a portata di mano tutte le informazioni necessarie per un corretto funzionamento del tuo citofono Urmet Mikra2.