Manuale Came BXV04AGM – BXV04AGS – BXV06AGS – BXV08AGS – BXV10AGS PDF

In questa pagina è possibile scaricare gratuitamente il manuale di istruzioni in formato PDF per i modelli Came BXV04AGM, BXV04AGS, BXV06AGS, BXV08AGS e BXV10AGS. Il manuale contiene tutte le informazioni necessarie per l’installazione, la programmazione, la manutenzione e la risoluzione dei problemi relativi a questi automatismi per cancelli scorrevoli. Grazie alle istruzioni dettagliate e alle illustrazioni presenti nel documento, sarà più semplice utilizzare correttamente il prodotto e garantirne un funzionamento sicuro ed efficiente.

Cosa Troverai nel Manuale Utente Came BXV04AGM – BXV04AGS – BXV06AGS – BXV08AGS – BXV10AGS

Il manuale dei modelli Came BXV04AGM, BXV04AGS, BXV06AGS, BXV08AGS e BXV10AGS spiega come installare e programmare l’automazione per cancelli scorrevoli della serie BXV, pensata per ante da 400 fino a 1000 kg e fino a 20 metri di lunghezza, in ambito residenziale o condominiale. Si tratta di una “quasi-macchina” ai sensi della Direttiva Macchine, cioè di un componente che diventa sicuro solo quando è inserito in un impianto completo progettato a regola d’arte; per questo il manuale è rivolto espressamente a installatori esperti e insiste molto sulle verifiche meccaniche preliminari del cancello, sulla presenza di battute meccaniche in apertura e chiusura, su guide e carrelli ben fissati e lubrificati, sull’assenza di punti di schiacciamento tra anta e parti fisse e sulla necessità di protezioni aggiuntive se l’automazione è a meno di 2,5 m da zone accessibili al pubblico. Un disegno nelle prime pagine evidenzia i punti pericolosi tipici: zona del pignone e della cremagliera, bordi dell’anta, area davanti al cancello, zona di passaggio pedoni, con i relativi pittogrammi di pericolo.

Il documento specifica i limiti d’impiego dei vari modelli: tutti hanno motore a 24 V in corrente continua, alimentazione di rete 110–230 V AC, grado di protezione IP44, funzionamento intensivo e temperatura di esercizio da –20 a +55 °C. Cambiano la spinta massima e quindi il peso supportato: 400 kg per il BXV04, 600 per il BXV06, 800 per il BXV08 e 1000 per il BXV10, tutti con pignone modulo 4. La versione BXV04AGM è dotata di finecorsa magnetici, mentre le versioni AGS usano finecorsa meccanici a molla; lo schema di un impianto tipo, mostrato nella figura di pagina 6, fa vedere come intorno al motore trovino posto cremagliera, fermo meccanico a fine corsa, fotocellule con relative colonnine, selettore a chiave, lampeggiatore, bordo sensibile e pozzetto di derivazione.

Subito dopo il manuale passa a descrivere la struttura interna dell’automazione. L’esploso di pagina 7 mostra il coperchio esterno, il supporto su cui è fissata la scheda elettronica, il motoriduttore con il pignone, la piastra di fissaggio che si ancora al blocco di cemento, il trasformatore, il finecorsa meccanico, il foro per il passaggio del cavo di sblocco, gli alloggiamenti per due batterie di emergenza, per il caricabatterie RLB, per il modulo radio GSM, per il modulo di rete RGP1 e per sensori aggiuntivi. Nella parte bassa si vede la leva di sblocco con serratura e, all’esterno, le alette da fissare sulla cremagliera; nel caso del BXV04AGM compaiono anche il sensore magnetico e le alette magnetiche. Le prime immagini del manuale mostrano, senza testo, come funziona lo sblocco manuale: si inserisce la chiave nella serratura alla base, si ruota, si agisce sulla leva per disaccoppiare il motoriduttore e si può muovere il cancello a mano; per ribloccare si rimette la leva in posizione e si richiude con la chiave.

Per l’installazione vera e propria il manuale parte dalle opere murarie. Spiega che va preparata una cassa in cemento leggermente più grande della piastra di fissaggio e che questa deve sporgere di circa 50 mm rispetto al livello del terreno, con all’interno una gabbia di ferro per armare il calcestruzzo. Prima del getto si predispongono i tubi corrugati che arrivano dal pozzetto di derivazione: uno più grande (circa Ø 40 mm) per i cavi del motore e della scheda, altri di diametro inferiore per accessori e, se previsto, un tubo dedicato al cavo dello sblocco da esterno. Sul fondo del cassero si posiziona la piastra con le viti già montate e bloccate con rondelle e dadi; dopo il getto e l’indurimento (almeno 24 ore), si rimuove la cassa, si riporta a quota il terreno attorno al blocco e si lasciano sporgere dai tubi i cavi elettrici di circa 60 cm. Nel caso in cui la cremagliera sia già stata montata, una quota di 95 mm tra piastra e cremagliera aiuta a posizionare correttamente il motore rispetto ai denti.

Il paragrafo “Preparazione del motoriduttore” indica di togliere il coperchio e appoggiare l’automazione sulla piastra facendo passare i cavi dal basso, attraverso il passacavo in gomma che va forato e inserito nell’apposita sede. Il motore va poi sollevato di qualche millimetro con i piedini filettati, così da poter regolare in seguito l’accoppiamento pignone-cremagliera. Se la cremagliera non è ancora montata, si sblocca il motore, si appoggiano le barre di cremagliera sul pignone e si fissano all’anta per tutta la lunghezza, saldando o avvitando, usando un pezzo di cremagliera di scarto per allineare i giunti. Quando la cremagliera è posata, si apre e chiude il cancello a mano e si gioca sui piedini e sulle asole della base per ottenere un gioco di uno-due millimetri tra denti e pignone: in questo modo il peso dell’anta non grava sull’automazione e il movimento risulta fluido.

La determinazione dei finecorsa cambia a seconda che si usino alette meccaniche o magnetiche. Con i finecorsa meccanici si porta prima il cancello tutto aperto, si fa scorrere sulla cremagliera l’aletta di apertura fino a sentire lo scatto del microinterruttore a molla all’interno del motore, poi si blocca l’aletta con i grani; si ripete la stessa cosa in chiusura, con il cancello appoggiato al fermo meccanico. Per il modello BXV04AGM, con sensore magnetico, l’operazione è simile ma riguarda il magnete: si posiziona il supporto dell’aletta sulla cremagliera in modo che il magnete stia tra 10 e 30 mm dal sensore, lo si blocca con le viti senza testa, quindi si allinea il magnete perpendicolare al sensore e si serra la vite finale. Il manuale mostra con disegni ingranditi le distanze corrette e richiama sempre la presenza obbligatoria di battute meccaniche separate dai finecorsa elettrici.

Una volta definita la meccanica si passa all’elettronica. La scheda integrata nei BXV è alimentata a 24 V AC/DC dal trasformatore interno e gestisce sia il motore sia accessori e comandi. Nella figura di pagina 16 si vede la disposizione di morsetti e connettori: a sinistra quelli del motore e dell’encoder, poco più in là i morsetti dei due finecorsa NC, quindi il blocco per comandi e sicurezze con gli ingressi 1-2 (stop), 2-3, 2-3P, 2-7, 2-CX e 2-CY e il morsetto TS per il test delle fotocellule; in alto il connettore della scheda radio AF, della Memory Roll, dei moduli R700/R800 per tastiera e transponder, della scheda RSE per il collegamento in abbinato o CRP, della scheda RIOCN8WS per i dispositivi wireless; a destra i morsetti per l’alimentazione 110/230 V, per l’ingresso 24 V di scheda e per l’uscita accessori 24 V fino a 40 W; in basso l’uscita per lampeggiante o lampada ciclo 24 V 25 W, l’uscita per la spia cancello aperto e il connettore RGP1. Due fusibili rapidi proteggono linea e accessori.

Il manuale spiega poi nel dettaglio i collegamenti principali. Il motore 24 V DC è cablato sui morsetti M e N, l’encoder sui morsetti dedicati con fili di colore diverso (verde, marrone, bianco, arancione, rosso) secondo lo schema, mentre due ingressi NC gestiscono i finecorsa di apertura e chiusura. I morsetti 24-0 alimentano gli accessori in bassa tensione, i morsetti 10-E comandano un lampeggiatore o una luce di ciclo, i morsetti 10-5 una spia che segnala lo stato del cancello, e 10-11 consentono eventuali altri collegamenti. Le fotocellule tradizionali si collegano come contatti NC su CX o CY con la possibilità di usare il filo TX dedicato per il test sicurezza; il manuale mostra schemi con coppie DELTA, DELTA-S e DIR. I bordi sensibili possono essere collegati direttamente, oppure tramite moduli DFW con scheda DFI che gestisce catene di coste resistive.

Per i comandi l’ingresso 1-2 è previsto per un pulsante di stop NC, 2-3 per un comando di apertura totale, 2-3P per un comando che può essere configurato come apertura parziale o come seconda apertura, 2-7 per il comando principale passo-passo o sequenziale. A questi si affiancano i dispositivi radio collegati alla scheda AF, i selettori a tastiera su morsettiera dedicata, i lettori transponder tramite scheda R700 e R800, l’eventuale modulo GSM per comandi via rete mobile, sempre con l’avvertenza che le schede a innesto vanno inserite solo a centrale disalimentata.

Un capitolo è dedicato al sistema RIO wireless: la scheda RIOCN8WS si inserisce in un apposito connettore e permette di associare a ingressi logici virtuali coste sensibili radio RIOED8WS, fotocellule wireless RIOPH8WS e moduli RIOLX8WS. Le funzioni delle loro uscite si configurano dal menu funzioni della centrale, con voci F65–F68. Il manuale avverte che se i dispositivi non sono correttamente abbinati, sul display appare l’errore E18, mentre in presenza di disturbi radio importanti il sistema può bloccare la manovra con errore E17.

La parte di programmazione ruota attorno al piccolo display a tre cifre e ai quattro tasti ESC, ENTER e frecce destra/sinistra. I tasti freccia servono a spostarsi tra le voci del menu e a cambiare i valori; ESC esce dal menu, annulla le modifiche e, durante il funzionamento, agisce come stop; ENTER entra nelle funzioni e conferma i settaggi. Il manuale raccomanda una sequenza di base: definire il tipo di motore con A1, impostare il verso di apertura con F54, decidere se utilizzare l’ingresso di stop totale con F1 e infine eseguire la taratura automatica della corsa con A3, sempre con impianto fermo e area libera da ostacoli.

Le singole funzioni sono molte, ma il manuale ne evidenzia alcune chiave. Gli ingressi CX e CY possono essere configurati come riapertura in chiusura, richiusura in apertura, stop parziale o attesa ostacolo, sia per fotocellule sia per bordi sensibili; se non si usano vanno disattivati per non bloccare l’impianto. La funzione di test sicurezza F5 fa sì che, a ogni comando, la scheda controlli il corretto intervento delle fotocellule, inibendo la manovra e mostrando errore E4 in caso di guasto. Le funzioni F19 e F20 gestiscono i tempi di chiusura automatica dopo aperture totali o parziali, con valori impostabili da 1 a 180 secondi e con il vincolo che non si attivano dopo uno stop totale, in caso di mancanza rete o se i dispositivi di sicurezza sono in allarme. F28 e F30 regolano velocità di corsa e di rallentamento, mentre F34 e F35 regolano la sensibilità amperometrica all’ostacolo, in un intervallo in cui valori piccoli indicano maggior sensibilità. Con l’encoder attivo si possono definire in percentuale i punti di inizio rallentamento in apertura e in chiusura (F37 e F38) e la percentuale di apertura parziale (F36); se invece l’encoder viene disattivato, la parzializzazione si basa su un tempo prefissato tramite F71.

La centrale integra anche una gestione utenti piuttosto evoluta. Con la funzione U1 si possono memorizzare fino a 250 dispositivi radio o di comando, assegnando a ciascuno la logica desiderata: passo-passo, sequenziale, solo apertura, apertura parziale. Durante la registrazione, il display mostra il primo numero di posizione libero che lampeggia finché si invia un codice dal trasmettitore o da un selettore BUS; il manuale mette a disposizione tabelle stampate dove annotare chi corrisponde a quale numero. Con U2 si cancella un singolo utente, scegliendo il suo numero o facendo trasmettere direttamente il dispositivo da eliminare; con U3 si cancellano tutti i codici, mentre U4 decide quale tipo di codifica radio accettare, includendo la modalità TWIN che consente più telecomandi con la stessa “chiave blocco”.

La funzione A3 gestisce la taratura automatica della corsa: si posiziona il cancello a metà, ci si assicura che le battute meccaniche siano presenti, si abilita A3 e, dopo la conferma, il quadro comanda una chiusura fino alla battuta e poi un’apertura completa, memorizzando i punti di inizio e fine corsa e le rampe di rallentamento. Durante questa fase i dispositivi di sicurezza sono esclusi, tranne lo stop sul tasto ESC; se la procedura viene interrotta o qualcosa impedisce il corretto movimento, il display segnala errori E1 o E2.

Per facilitare il lavoro in caso di sostituzioni, il manuale introduce la Memory Roll: una piccola scheda su cui si possono salvare, tramite la funzione F50, tutti i parametri e gli utenti di un’installazione e trasferirli su un’altra scheda ZN7 uguale con la funzione F51, sempre a quadro disalimentato. Le illustrazioni mostrano l’inserimento sul connettore dedicato e ricordano che, dopo il caricamento, il cancello effettua automaticamente un ciclo di chiusura e un ciclo di apertura per riallinearsi ai finecorsa.

Un capitolo è dedicato al “funzionamento in abbinato”, che permette di sincronizzare due automazioni BXV con una sola logica di comando, utile per due cancelli scorrevoli affiancati o per due varchi distinti che devono muoversi insieme. Si inserisce la scheda RSE su entrambi i quadri, si collegano tra loro con un cavo UTP CAT5 sui morsetti A, B e GND, si definisce uno dei quadri come MASTER e l’altro come SLAVE. Tutti i comandi, le sicurezze e la radio si collegano solo al MASTER; con F49 si imposta la modalità abbinato, con F52 si trasferiscono i parametri al quadro SLAVE. In esercizio, il comando passo-passo o solo apre fa muovere entrambe le automazioni, mentre il comando di apertura pedonale apre solo quella MASTER.

Nelle ultime pagine il manuale riporta le “operazioni finali” e alcune indicazioni per l’utente. Una volta completati collegamenti, programmazione e prove, i cavi vanno fissati a un cavallotto interno con una fascetta, il coperchio rimontato con le sue viti laterali e, se previsti, applicati i cartelli di avvertimento. Una tabella molto sintetica indica cosa controllare se il cancello non si muove o se si apre ma non si chiude: presenza di rete, posizione di sblocco del motore, batterie del trasmettitore, eventuali ostruzioni davanti alle fotocellule, stato di integrità dei cavi, rimandando comunque all’assistenza qualificata se il problema non si risolve. Un’altra sezione descrive i codici di errore visualizzati dal display, dal guasto encoder (E3) agli ostacoli ripetuti, dai contatti NC aperti (E13) ai problemi di comunicazione seriale o con il sistema wireless.

Manuale di Istruzioni Came BXV04AGM – BXV04AGS – BXV06AGS – BXV08AGS – BXV10AGS PDF

Per facilitare l’installazione, l’uso e la manutenzione dei motori per cancelli scorrevoli Came BXV04AGM, BXV04AGS, BXV06AGS, BXV08AGS e BXV10AGS, mettiamo a disposizione il manuale di istruzioni ufficiale in formato PDF. Questo documento contiene tutte le informazioni tecniche, le indicazioni di sicurezza e le procedure necessarie per un corretto funzionamento del dispositivo. Scaricando il manuale, potrai consultare facilmente le istruzioni dettagliate e le schede tecniche relative a ogni modello.

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