Manuale Urmet 1061 PDF

In questa pagina puoi trovare il manuale di istruzioni Urmet 1061 in formato PDF, disponibile per il download gratuito. Il documento fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione, l’utilizzo e la manutenzione dell’apparecchio, con spiegazioni dettagliate e illustrazioni utili per facilitare ogni operazione. Scaricando il manuale, avrai sempre a portata di mano una guida completa per risolvere eventuali dubbi e assicurare il corretto funzionamento del tuo dispositivo Urmet 1061.

Cosa Troverai nel Manuale Utente Urmet 1061

Il documento si apre con la mappa dei comandi e delle segnalazioni: sulla centrale i LED verdi, rossi e gialli raccontano in modo univoco stato impianto, allarmi, sabotaggio, linea telefonica, batteria/guasto, rete e ingressi L1–L6, mentre i sei pulsanti sotto ai LED servono a escludere temporaneamente i singoli ingressi. La pagina accanto fa lo stesso per la tastiera retroilluminata (icone di allarme intrusione/sabotaggio, “ingresso aperto”, “ingresso escluso”, “batteria bassa/guasto” e i quattro tasti di zona A–D) e per l’inseritore, che con i quattro LED di zona, la sede per chiave elettronica e il lettore transponder permette attivazioni e disattivazioni rapide anche senza digitare codici. È tutto riassunto con disegni chiari nella tavola iniziale “Descrizione dei comandi e delle segnalazioni (tasti e LED)”, subito a inizio manuale.

Per leggere al volo ciò che la centrale ti sta dicendo, il manuale dedica un capitolo alle semantiche dei LED con esempi concreti. Il verde “impianto” fisso significa attivato, lo stesso lampeggio lento è il tempo d’uscita/entrata; il rosso “allarme” fisso indica allarme in corso, il lampeggio lento un allarme memorizzato che si cancellerà alla prossima attivazione; il giallo “carica batteria bassa/guasto” fisso è batteria tampone scarica, il lampeggio segnala un guasto generico (fusibile), e così via per linea telefonica e rete. Molto utile il comportamento dei LED L1…L6: con impianto disattivato il fisso è “ingresso aperto”, con impianto attivo il fisso è “ingresso in allarme”; il lampeggio veloce è “ingresso escluso”, quello lento indica un allarme (intrusione/sabotaggio/tecnologico/soccorso) in corso o memorizzato; se tutti i LED vanno in sequenza, l’impianto è in manutenzione. Le stesse logiche sono riprese per tastiera e inseritore, con le priorità di zona e gli stati speciali come “bus occupato” (doppio lampeggio di tutti i tasti) ben evidenziati nella tabella di pagina riassuntiva.

Il centro operativo è la gestione degli allarmi, presentata con una sequenza pulita. L’allarme antintrusione scatta quando un ingresso di una zona attiva si apre; attiva sirene e uscite dedicate e, se presenti i comunicatori, parte l’invio dei messaggi “Intrusione”. Si arresta con codice valido o chiave. Il sabotaggio è sempre 24h salvo lo stato “manutenzione”: nasce da tamper, linee 24h, sbilanciamenti, mancata risposta di una periferica o collegamento “a caldo” di un nuovo dispositivo; si gestisce come l’intrusione ma resta tracciato in memoria finché non riattivi l’impianto. La funzione “rapina” è altrettanto chiara: digitando il proprio codice con l’ultima cifra aumentata di uno disattivi l’impianto e, dieci secondi dopo, generi una chiamata silenziosa “Rapina” (solo comunicatore, senza sirene né LED) — utile ma da usare solo dove previsto da progetto. Seguono gli allarmi “tecnologico” e “soccorso”, sempre attivi 24h, con attivazione delle uscite programmate e messaggi dedicati; l’allarme “guasto” e “batteria bassa” sono spiegati con una nota importante: non si fermano da tastiera, cessano solo quando sparisce la causa. C’è anche la voce “guasto linea telefonica”, distinta tra PSTN mancante e rete GSM assente, con la possibilità di farle valere come sabotaggio per attivare sirene e uscite se abilitato. Questa sezione è il prontuario per capire “cosa è partito” e dove intervenire.

Le modalità di attivazione e disattivazione sono descritte passo passo. Per l’attivazione totale, con inseritore appoggi la chiave, la rimuovi e tutti i LED di zona si accendono mentre la centrale lampeggia sul verde “impianto” per il tempo d’uscita; con tastiera digiti il codice e confermi con OK (hai 30 secondi), i tasti A–B–C–D si accendono e il buzzer scandisce un bip al secondo fino a fine tempo. La disattivazione totale segue la stessa logica in senso inverso; la “disattivazione sotto coercizione” (se c’è un comunicatore) si ottiene digitando il codice con l’ultima cifra aumentata di uno e invia un evento “Rapina” senza segnali locali. Per l’attivazione parziale, il manuale ti insegna tre strade: con transponder o con chiave elettronica tieni il token per tre secondi e scorri le combinazioni di zone lampeggianti finché vedi quella desiderata, poi confermi riavvicinando (la centrale “impara” l’ultima combinazione usata e te la propone per prima ai cicli successivi); con tastiera, dopo il codice, selezioni/deselezioni i tasti A–D entro il tempo d’uscita (ogni pressione rinnova il timer) e alla scadenza restano attive solo le zone illuminate. La disattivazione parziale si rifà all’inseritore ripercorrendo la sequenza oppure, da tastiera, si passa da una disattivazione totale seguita da una nuova attivazione parziale.

Una pagina molto pratica è quella sulla “gestione ingressi”. Prima regola: durante l’attivazione gli ingressi delle zone che stai attivando devono essere chiusi, altrimenti l’impianto non entra e viene generato un allarme; se in installazione è stata prevista l’autoesclusione (jumper JP2), l’ingresso rimasto aperto viene escluso automaticamente allo scadere del tempo d’uscita e l’impianto entra comunque, segnalando l’esclusione con il lampeggio veloce del LED di linea; quando quell’ingresso tornerà chiuso, verrà automaticamente reincluso. Se ti serve forzare un ingresso “chiacchierone”, a impianto disattivato puoi escluderlo manualmente premendo L1…L6 sul frontale (si riconosce dal lampeggio veloce quando l’impianto è poi attivo) e riattivarlo con la stessa pressione; la nota in grassetto ricorda che è una misura d’emergenza da rimuovere al più presto. Per i rivelatori difettosi c’è anche la disabilitazione automatica: se un ingresso genera più di otto aperture con impianto inserito, la centrale lo autoesclude fino alla prossima attivazione, proprio per limitare i falsi allarmi.

Il capitolo “comunicatori telefonici” spiega bene cosa succede durante le chiamate di allarme e come gestirle. Ogni numero programmato viene richiamato tre volte e, per ciascuna, la centrale riproduce tre cicli “messaggio base” (personalizzabile: ad es. indirizzo del sito) + “messaggio evento” (preset: intrusione, tecnologico, guasto, mancanza rete, richiesta soccorso, batteria bassa, batteria carica). Se stai ascoltando e ti basta la prima chiamata, digitando *# su un telefono DTMF interrompi la ripetizione corrente e blocchi l’intera sequenza di chiamate vocali/SMS per quell’evento, evitando di far suonare inutilmente gli altri destinatari; le chiamate numeriche verso i centri di sorveglianza, invece, non si fermano. A seguire trovi la “telegestione”: da qualunque telefono a toni puoi chiamare la centrale (serve un comunicatore e un “ring di risposta” diverso da 0), autenticarti con un codice e poi interrogare lo stato, attivare/disattivare impianto o singole zone, comandare le uscite, o attivare l’ascolto ambientale se è presente il modulo microfonico. La tabella dei comandi è una mini–cheat sheet: 0# per lo “stato impianto”, 511#/510# per attivare/disattivare l’uscita 1, 521#/520# per l’uscita 2, 601# per “attivo totale”, 611#/621#/631#/641# per attivare A/B/C/D, 600#/610#/… per disattivarle, 800# per l’ascolto; se sbagli sintassi, un tono prolungato segnala “comando errato”. Anche lo “stato impianto” letto via voce ha priorità: prima eventuale “batteria scarica”, poi “allarme guasto”, infine “assenza rete”, e naturalmente la combinazione “attivo/disattivo” o quali zone sono inserite.

Il libretto si chiude con il capitolo “test dell’impianto”, che invita a una prova periodica — specie prima di assenze prolungate — simulando apertura di varchi e passaggi davanti ai sensori e, se presenti, verificando i tecnologici e gli ingressi soccorso. La raccomandazione “di metodo” è avvisare i destinatari che è in corso un collaudo, poi a fine test chiedere conferma della ricezione dei messaggi: è il modo più rapido per validare anche la catena di comunicazione. Se qualcosa non funziona, l’ultima pagina suggerisce le informazioni da fornire all’installatore (prodotto, sintomo, stato dei LED) e un’avvertenza utile: non riattivare prima della diagnosi per non cancellare memorie e perdere indizi. Completano il manuale l’informativa RAEE e i contatti del servizio clienti.

Manuale Urmet 1061 PDF
Manuale Urmet 1061 PDF

Manuale Istruzioni Urmet 1061 PDF

Se hai bisogno di consultare tutte le funzionalità e le modalità di installazione del citofono Urmet 1061, avere a disposizione il manuale di istruzioni in formato PDF può essere estremamente utile. In questo modo potrai accedere facilmente a tutte le informazioni necessarie per l’uso corretto del dispositivo, risolvendo eventuali dubbi sia durante l’installazione che nell’utilizzo quotidiano. Di seguito trovi il link per scaricare gratuitamente il manuale ufficiale, sempre aggiornato e pronto da consultare ogni volta che ne avrai bisogno.

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