Manuale Videocitofono Urmet 1735 PDF

In questa pagina puoi trovare il manuale di istruzioni completo per il Videocitofono Urmet 1735, disponibile in formato PDF da scaricare gratuitamente. Il manuale fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione, l’utilizzo e la risoluzione dei problemi più comuni, offrendo una guida chiara e dettagliata sia per gli utenti che per gli installatori. Scaricando il PDF potrai consultare rapidamente le funzionalità e le impostazioni del tuo videocitofono, assicurandoti un’esperienza d’uso semplice e sicura.

Cosa Troverai nel Manuale Utente Videocitofono Urmet 1735

L’apertura del libretto mette subito i paletti di sicurezza e d’uso, ricordando che l’impianto va realizzato a regola d’arte, alimentato con l’alimentatore in dotazione e installato in ambienti idonei, con il classico richiamo a togliere tensione prima di qualsiasi manutenzione; è la cornice di lavoro che trovi in chiaro nelle avvertenze iniziali. Subito dopo, il manuale spiega cos’è il sistema 1735: un 2 fili non polarizzati pensato per passare dal kit monofamiliare fino a piccoli impianti fino a quattro famiglie con un solo alimentatore, mantenendo servizi come intercom fra posti interni, videosorveglianza, controllo accessi e persino l’inoltro di chiamata su smartphone aggiungendo il modulo Wi-Fi 1730/67. Nella stessa sezione c’è la “lista di espandibilità” con i numeri chiave: massimo due pulsantiere esterne, fino a quattro pulsanti per ciascuna, fino a otto posti interni totali e una telecamera di sorveglianza per pulsantiera, sempre con un unico alimentatore centrale; accanto sono elencati gli accessori compatibili, dal distributore video 1735/54 al lettore chiavi 1730/65 con chiavi programmabili. È il quadro generale che ti dice fin dove puoi spingerti con cavi e dispositivi senza cambiare filosofia d’impianto.

Per il posto interno, il manuale dedica una tavola completa con icone e funzioni: riconosci microfono e altoparlante, il led che segnala suoneria esclusa, i due led che indicano da quale pulsantiera arriva la chiamata, i tasti per accendere la telecamera, aprire la serratura pedonale, attivare il contatto supplementare (utile per un carraio), il tasto di fonia e quello delle regolazioni; subito sotto trovi i cursori per luminosità, contrasto, volume fonia e volume chiamata, con la nota pratica che per silenziare del tutto la suoneria basta portare il cursore tutto a sinistra. In coda alla stessa pagina compaiono slot e morsetti posteriori, compreso l’alloggiamento del modulo Wi-Fi, e i dati tecnici principali: display 7” TFT 800×480, retroilluminazione automatica dei tasti, alimentazione 26 Vcc, assorbimenti e temperatura d’esercizio. È la “mappa del monitor” che userai per tarare immagine e audio e per leggere al volo gli stati durante le prove.

La posa del videocitofono è spiegata con tre scenari fotografici: a muro, su scatola tonda Ø60 e su 503 (consigliata). La staffa ha fori dedicati e riferimenti “UP”, e la nota importante è che, se usi la 503, conviene sfruttare gli ultimi due fori in basso; una volta fissata la staffa, appoggi il terminale sulle alette e lo fai scendere per l’aggancio. Dietro al monitor trovi la morsettiera IN/OUT per la linea 2 fili, il connettore J10 per la chiamata al piano e il blocco dip-switch: i primi due selezionano il numero utente, il terzo chiude la linea (terminazione) e il quarto dichiara il ruolo Master/Slave. Le posizioni di fabbrica sono già pronte per il kit base: utente 1, chiusura linea ON e Master; ogni volta che cambi uno switch, il manuale ricorda di togliere e ridare alimentazione per applicare le modifiche. È tutto mostrato con disegno e tabellina a fianco dell’esploso posteriore.

Per la pulsantiera, la vista frontale/retro mette in chiaro telecamera, led di cortesia, altoparlante, microfono, cartellino portanome e tasto di chiamata, oltre al tettuccio parapioggia e alla morsettiera interna. Sullo stesso riquadro hai le caratteristiche video (700 TVL, ottica 1/4” 110°), i due comandi che offre a bordo — uscita serratura sui morsetti SE+/SE− a 12 Vcc/Vca e contatto pulito CO/NO 1 A @ 30 Vcc per servizi come il carraio — e le predisposizioni per servizi supplementari: l’ingresso per una telecamera esterna CVBS e lo slot per il modulo controllo accessi 1730/65. L’installazione può essere a parete, avvitando il tettuccio alla quota consigliata e poi bloccando il corpo frontale, oppure a incasso con l’accessorio 1730/60 (scatola murata + piastra); un minitutorial grafico mostra anche come ruotare e sfilare il portanome per scriverlo e reinserirlo. Sono passaggi illustrati che riducono errori e tempi in facciata.

Il cablaggio della pulsantiera si legge sul retro del blocco frontale: oltre alla linea IN, trovi i morsetti SE+/SE−, il contatto pulito CO/NO, l’ingresso del pulsante androne (AP) e il jumper JP4 relativo all’eventuale telecamera esterna; il blocco dip-switch governa identificativo della pulsantiera, durata impulso serratura (300 ms o 4 s), programmazione chiavi accesso, standard video (PAL/NTSC), numero totale di tasti (1/2/4) e chiusura linea. Le posizioni di fabbrica sono già coerenti con il kit: pulsantiera 1, 300 ms, PAL, 1 tasto, terminazione ON, e JP4 inserito. Se aggiungi la telecamera di controllo, il manuale ti chiede di rimuovere JP4 e di collegare i tre fili del cavetto fornito al connettore P2, rispettando la polarità del 12 V e il ritorno comune del video; a monte consiglia anche gli adattatori per portare il video su coassiale 75 Ω e l’alimentazione con plug standard. Per le telecamere Urmet 3300/410 c’è persino la micro-procedura per forzarle in CVBS via joystick lungo cavo, visualizzando a monitor la “schermata blu” e spostando il comando a destra finché non compare l’immagine. È la sezione che trasforma un kit in un piccolo sistema di videosorveglianza domestico.

Gli schemi applicativi riassumono bene come collegare e indirizzare quando estendi. Il primo è lo “schema base” del kit, pronto all’uso senza toccare i dip; a fianco c’è lo schema con tre posti interni in parallelo nello stesso appartamento, con le posizioni dei dip per dichiarare Master e Slave e chiusure linea corrette su ciascun terminale. Più avanti arrivano due esempi di ampliamento: monofamiliare con due pulsantiere (e telecamera esterna sulla pulsantiera dove togli JP4) e bifamiliare con due utenti aggiungendo il kit 2 tasti 1735/102, sempre con indirizzi, terminazioni e collegamenti già disegnati. È il materiale “da banco” che ti evita tentativi quando devi passare dal kit a qualcosa di più articolato. Per le prestazioni “fisiche”, il manuale ti dà numeri chiari sulle distanze massime con sezione minima 0,75 mm²: fino a 160 m tra pulsantiera e ultimo videocitofono, 60 m tra pulsantiera e alimentatore, 100 m tra alimentatore e ultimo posto interno e 30 m tra pulsantiera e telecamera esterna; quando progetti al limite, consiglia di aumentare la sezione per evitare disturbi video durante i comandi. Trovi anche i tempi predefiniti: 30 secondi di attesa risposta alla chiamata e 120 secondi di conversazione. Sono i dati da tenere in mente quando valuti cavi e posizioni.

Le funzioni d’uso quotidiano sono raccolte in quattro pagine chiare. La chiamata dalla strada fa squillare il posto interno e accende il display; se nell’alloggio hai più interni, squillano tutti ma il video si accende solo sul Master; i led 1 e 2 del monitor lampeggiano per dirti da quale pulsantiera proviene la chiamata e restano fissi sul posto in conversazione, mentre sugli altri lampeggiano alternati a indicare “occupato”. A display acceso puoi sempre comandare serratura pedonale e contatto supplementare; lo stesso vale se attivi tu il display per fare azioni senza una chiamata in corso. Da riposo, il tasto di attivazione video cicla in sequenza la pulsantiera 1, l’eventuale telecamera esterna 1, la pulsantiera 2 e la telecamera esterna 2, con priorità alle chiamate che possono interrompere la visione; se vuoi parlare o ascoltare, premi poi il tasto di fonia per aprire la linea verso la pulsantiera. Oltre a tutto questo, il connettore J10 sul monitor consente la chiamata al piano con il cavetto in dotazione. Infine, se aggiungi altri posti interni, è disponibile l’intercom dentro l’appartamento: premi fonia su un interno a riposo, squillano gli altri e da uno qualsiasi accetti la conversazione; come sempre, la chiamata esterna ha priorità e può interromperla. Sono sequenze illustrate con disegni, stati dei led e icone dei tasti, utili anche per spiegare all’utente finale cosa aspettarsi.

In chiusura, il manuale riepiloga le impostazioni di fabbrica dei dip-switch su monitor e pulsantiera e spiega le segnalazioni dei due led del monitor nel caso di impianto base, così puoi verificare al volo se stai ricevendo una chiamata o se sei in conversazione, e ricorda le buone pratiche RAEE e i contatti dell’assistenza Urmet.

Manuale Videocitofono Urmet 1735 PDF
Manuale Videocitofono Urmet 1735 PDF

Manuale di Istruzioni Videocitofono Urmet 1735 PDF

Se hai bisogno di consultare il manuale di istruzioni del videocitofono Urmet 1735, qui puoi trovare la versione completa in formato PDF pronta per il download. Questo documento ti aiuterà a comprendere tutte le funzionalità del dispositivo, a risolvere eventuali problemi e a effettuare la corretta installazione e configurazione, seguendo passo dopo passo le indicazioni fornite dal produttore.

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