Manuale Came ZLX24 PDF

In questa pagina puoi trovare il manuale di istruzioni in formato PDF per l’automazione Came ZLX24, disponibile per il download gratuito. Il manuale fornisce informazioni dettagliate sull’installazione, la configurazione e l’utilizzo della centralina, includendo schemi elettrici, procedure di programmazione e indicazioni per la manutenzione. Scaricando il documento, avrai sempre a disposizione una guida chiara e completa per sfruttare al meglio tutte le funzionalità del tuo sistema Came ZLX24.

Cosa Troverai nel Manuale Utente Came ZLX24

Il manuale del quadro comando Came ZLX24 spiega come installare, collegare e programmare questa centralina per motoriduttori a 24 V per cancelli a battente o basculanti. È rivolto espressamente a installatori qualificati e parte con una lunga sezione di avvertenze di sicurezza: il prodotto è pensato per essere integrato in una “quasi macchina” e diventare parte di una macchina soggetta alla Direttiva Macchine 2006/42/CE, quindi tutta l’installazione finale deve rispettare le norme europee di riferimento. L’installatore deve lavorare sempre fuori tensione, predisporre un dispositivo di disconnessione onnipolare a monte della linea, instradare i cavi in tubazioni o canaline protette, evitare che tocchino parti che si scaldano come motore e trasformatore e verificare prima di tutto che il cancello o la porta si muovano in modo fluido e sicuro. Vengono richiamati anche i rischi di schiacciamento e intrappolamento e indicate le distanze minime da rispettare per dita, piedi, testa e corpo, spiegando che, se non sono garantite, servono ripari aggiuntivi. Le manovre ad azione mantenuta devono essere comandate da pulsanti installati almeno a un metro e mezzo da terra e dev’essere presente un pulsante di stop che interrompa l’alimentazione principale. Tutte queste indicazioni servono a chiarire che la centralina da sola non rende sicuro l’impianto se il contesto non è progettato correttamente.

Subito dopo il manuale parla di dismissione e smaltimento, ricordando che Came adotta un sistema di gestione ambientale certificato ISO 14001 e chiedendo di smaltire imballaggi e prodotto a fine vita in raccolta differenziata: metalli, plastiche e cavi vanno conferiti come rifiuti riciclabili, mentre schede elettroniche e batterie devono essere portate in centri autorizzati, senza disperderle nell’ambiente.

La sezione “Dati e informazioni sul prodotto” spiega che esistono due versioni: ZLX24MA alimentata a 230 V AC e ZLX24MR alimentata a 120 V AC. Entrambe sono quadri multifunzione per cancelli a due ante battenti a 24 V, con display per programmazione e segnalazione, autodiagnosi delle sicurezze, tecnologia Adaptive Speed & Torque, bus di comunicazione CXN, due ingressi di sicurezza tradizionali e memoria fino a 250 utenti. Vengono riportati i dati tecnici principali: alimentazione motori a 36 V in corrente continua, alimentazione della scheda a 26 V in alternata, consumo in stand-by di circa 3 W, potenza disponibile per i motori fino a 360 W, grado di protezione IP54, temperatura di esercizio da –20 a +55 °C, classe di isolamento I e vita media indicativa di centomila cicli. Una tabella a parte riporta i valori dei tre fusibili: linea, scheda e accessori, diversi solo per il valore del fusibile di linea tra versione 230 e 120 V.

Il manuale mostra poi, con i disegni nelle pagine iniziali, com’è composto il quadro. Nella scatola trovi la barra DIN, le viti, il fondo con trasformatore e morsettiera di alimentazione, il coperchio e la scheda elettronica premontata sul suo supporto, oltre a qualche fusibile di ricambio. L’illustrazione dall’alto della scheda identifica tutti i punti importanti: fusibile di linea in alto, morsettiera di rete a fianco, morsetti dedicati a comandi, sicurezze, micro di finecorsa ed encoder, morsetti per motori ed elettroserratura, connettori per moduli opzionali come Memory Roll, CAME KEY, scheda RSE, modulo radio RIO CONN e scheda radio AF, centro stella di terra, morsettiera per antenna, morsettiera per bus CXN, fusibili accessori e scheda, morsettiera per i dispositivi di segnalazione e morsettiera di alimentazione della scheda dal trasformatore. Vengono anche mostrati tre accessori opzionali che possono essere inseriti all’interno del quadro: scheda caricabatterie RLB per funzionamento con batterie, modulo GSM RGSM001 per telecontrollo e modulo SMA per funzioni evolute, con la relativa disposizione nello spazio interno. Accanto, un disegno quotato fornisce le dimensioni esterne del contenitore e gli interassi dei fori per il fissaggio a parete.

Prima di passare al cablaggio, il manuale offre una tabella con i tipi di cavi e le sezioni consigliate per alimentazione 230 V, lampeggiatori a 24 o 230 V, fotocellule trasmittenti e riceventi, elettroserratura o elettromagnete e dispositivi di comando. Spiega che i valori sono indicativi e vanno ricalcolati in base alle lunghezze effettive e agli assorbimenti, rimandando alla norma CEI EN 60204-1, e suggerisce specifiche sigle di cavi per uso interno, esterno, basse tensioni, antenna RG58 e linea CRP. Per l’encoder consiglia un cavo FRORPU a tre conduttori da 0,5 mm² o un cavo dedicato Came.

La parte di installazione mostra come fissare il quadro comando. Sono proposte due soluzioni: tramite barra DIN fornita o in modalità standard direttamente a parete. I disegni indicano dove forare il muro, quali quote rispettare in verticale e orizzontale e come agganciare il fondo del quadro alla barra o ai tasselli, inserire il supporto della scheda e infine chiudere il coperchio. Le figure successive mostrano il passaggio dei cavi attraverso i fori inferiori e l’uso dei pressacavi: almeno un tubo corrugato deve essere dedicato esclusivamente al cavo di alimentazione. Il collegamento alla rete è illustrato in modo abbastanza chiaro: sui morsetti di alimentazione si collegano fase, neutro e terra, protetti dal fusibile di linea; un disegno ravvicinato fa vedere l’orientamento dei conduttori e l’uso di una fascetta (non fornita) per tenere in ordine i cavi.

Una volta fissata la scatola e portati i cavi, il manuale spiega come inserire la scheda elettronica sul suo supporto e come collegare i motoriduttori. Per i cancelli a battente M1 è l’anta ritardata in apertura, M2 quella ritardata in chiusura; se è presente un solo motore, va collegato sempre come M2. Seguono varie configurazioni di collegamento a seconda della famiglia di motori. Per i modelli con encoder, come FROG-A24E, FERNI, F4024E, AXI e altri, i diagrammi mostrano come portare ai morsetti M1 e M2 i fili di potenza, ai morsetti ENC1 ed ENC2 i segnali encoder, e alle uscite EB e +VB l’elettroserratura. Per altri motori la rappresentazione cambia leggermente ma la logica resta la stessa: potenza su M e N, encoder o micro di rallentamento sui morsetti dedicati. Per i motori dotati di interruttore di rallentamento, come A3024N, A5024N, F7024N e FROG-A24, vengono mostrati gli schemi in cui i micro di finecorsa e rallentamento si collegano ai morsetti FC e FA; un’avvertenza specifica ricorda che nel caso del F7024N i micro non devono mai essere premuti contemporaneamente e rimanda al paragrafo di messa in funzione dedicato. Viene poi mostrato uno schema per il modello F1024, che non ha encoder: qui si usano solo i morsetti M e N per l’alimentazione dei due motori. C’è infine un caso particolare per le automazioni basculanti con motoriduttori EM4024: in questa configurazione M1 e M2 sono controllati in modo accoppiato, eseguono gli stessi movimenti e lo schema indica che bisogna impostare il parametro “Tipo motore” su EM4024; anche qui l’avvertenza è che, se c’è un solo motore, lo si collega come M2.

Per gli accessori, il manuale elenca l’uscita di alimentazione a 24 V e le varie uscite dedicate: morsetti 10 e 11 forniscono 26 V AC fino a 20 W totali per accessori generici; i morsetti 10-E alimentano il lampeggiatore a 26 V fino a 10 W; 10-E3 gestiscono una lampada supplementare con altri 10 W; 10-5 pilotano una spia “varco aperto” fino a 3 W. Le uscite EB e +VB forniscono invece 12 V in alternata o continua per elettroserratura, o 24 V in continua per un elettromagnete, con potenza massima di 15 W. L’uscita BUS CXN lavora a 15 V DC con potenza complessiva di 15 W ed è riservata esclusivamente a dispositivi Came compatibili.

La parte successiva descrive i dispositivi di comando e di segnalazione. Sul morsetto 1-2 si collega un pulsante di stop a contatto normalmente chiuso che blocca l’automazione ed esclude la chiusura automatica finché non viene dato un nuovo comando; questa funzione va però attivata in programmazione. Il morsetto 2-3 è riservato a un comando di apertura, 2-3P a una apertura parziale o pedonale, 2-4 a un comando di chiusura e 2-7 a un comando passo-passo o sequenziale a seconda del parametro. Il morsetto per l’antenna riceve il cavo coassiale RG58 della ricevente radio. Per la segnalazione, i morsetti 10-E comandano il lampeggiatore che lampeggia durante ogni ciclo; 10-E3 possono alimentare una lampada di cortesia o ciclo, e 10-5 la spia che indica se il varco è in movimento o aperto in base alla logica impostata.

Il capitolo sui dispositivi di sicurezza spiega che le sicurezze filari vanno collegate agli ingressi CX e CY, configurando poi via menu il tipo di azione associata: riapertura durante la chiusura, richiusura durante l’apertura, stop parziale, attesa ostacolo e funzioni dedicate ai bordi sensibili anche con resistenza da 8,2 kΩ. Le figure mostrano quattro esempi di cablaggio con fotocellule DIR e con fotocellule DXR/DLX, sia in collegamento standard sia con test di sicurezza tramite il morsetto TS. C’è anche lo schema per il bordo sensibile DFWN collegato ai morsetti 10-TS-2-CX-CY e quello per la serratura o l’elettromagnete collegati ai morsetti EB e +VB in prossimità dei connettori motori.

Un capitolo importante è dedicato al sistema BUS CXN. Il manuale spiega che si tratta di un bus di comunicazione a due fili non polarizzati che permette di collegare selettori, fotocellule, lampeggiatori, moduli I/O e gateway, sfruttando un unico cavo condiviso. Sono illustrate tre topologie possibili, a catena, a stella o miste, con indicazione dei limiti di lunghezza per ogni ramo (massimo 50 metri, con somma totale non superiore a 150 metri) e dei tipi di cavo consigliati in base al carico e alla presenza di un lampeggiatore BUS. Non va usato cavo schermato. Una tabella indica il numero massimo di dispositivi per tipologia, per esempio otto selettori, otto coppie di fotocellule, due moduli I/O, due lampeggiatori. Il consumo dei dispositivi BUS è espresso in “CXN Unit” e viene fornito un QR code che porta a una tabella interattiva per calcolare il carico massimo collegabile.

Arrivati alla sezione di programmazione, il manuale spiega prima a cosa servono i tasti e i LED sulla scheda. Il tasto ESC fa uscire dai menu, annulla le modifiche, torna alla schermata precedente e, se usato fuori programmazione, ferma la manovra. I tasti freccia sinistra e destra servono per scorrere le voci del menu, cambiare i valori e, quando non si è nel menu, comandano direttamente apertura e chiusura: la freccia destra apre, la sinistra chiude. Il tasto ENTER fa entrare nei sottomenu, conferma le scelte e, durante una manovra, permette di visualizzare la percentuale di apertura di M1 o di M2 premendolo una o due volte. Un LED verde indica la presenza di alimentazione e un LED di programmazione lampeggia finché il firmware è attivo e funzionante.

La “messa in funzione” viene descritta come un percorso guidato di parametri da impostare subito dopo aver dato tensione. Prima di tutto si aggiorna, se possibile, il firmware tramite dispositivo CAME KEY. Poi si imposta il tipo motore con la funzione A1, scegliendo dal lungo elenco la famiglia corretta. Si dice all’elettronica se il cancello è mosso da uno o due motori con F46. Se è presente una serratura elettrica, si decide quando deve essere sbloccata con F17. Con la funzione A2 si prova il senso di marcia: la freccia destra deve aprire l’anta collegata a M2, la sinistra quella su M1; se il verso è sbagliato, si scambiano le fasi del motore. Si assegnano quindi le funzioni agli ingressi di sicurezza CX e CY (F2 e F3), si imposta l’eventuale uso di finecorsa o rallentamenti tramite F72 e il tipo di contatto FC/FA con F73, quando il motore lo prevede. Con A8 si regola la potenza massima del motore, cioè la spinta di base. Infine, con A3 si avvia la taratura della corsa, da effettuare con l’area di manovra completamente libera. Il manuale raccomanda di verificare dopo questa fase il corretto funzionamento di tutte le segnalazioni, delle sicurezze e dello sblocco manuale e di sorvegliare la prima manovra, che sarà sempre di apertura, pronti a premere ESC o STOP se qualcosa non va.

Per il motore F7024N c’è una procedura dedicata: oltre ai passi standard appena descritti, il manuale suggerisce dei valori iniziali specifici per velocità di corsa (F28 e F29 al 100%), velocità di rallentamento (F30 e F31 al 30%), sensibilità AST in corsa e in rallentamento (F34 e F35 al 10%), funzione finecorsa F72 impostata come finecorsa in apertura e rallentamento in chiusura, ingressi FC/FA configurati con F73 e potenza motore A8 al 40%. Poi si lancia la taratura della corsa con A3, sempre seguendo le indicazioni sull’encoder virtuale o sui finecorsa reali.

Il concetto di “encoder virtuale” è spiegato in una sezione dedicata: quando il motore non ha un encoder fisico, la centralina simula la lettura della posizione contando il tempo e la velocità del movimento. La taratura si fa comunque come per i motori con encoder: attivando A3 il quadro chiude prima M1 fino alla battuta, mostrando sul display CL1, e bisogna confermare con ENTER; poi fa lo stesso con M2 (CL2), quindi apre M2 (OP2) e infine M1 (OP1), chiedendo ogni volta di confermare quando l’anta raggiunge la posizione voluta. Alla fine il display mostra un simbolo che indica la corretta conclusione della procedura. Due grafici a pagina 27 e 28 illustrano in modo intuitivo come l’elettronica gestisce velocità di corsa, rallentamenti e accostamenti, e come cambia la sensibilità agli ostacoli se viene impostato uno spazio di rallentamento maggiore di zero oppure se si lavora senza rallentamento e solo con un breve accostamento a bassa velocità vicino alle battute.

Il “menu delle funzioni” occupa molte pagine del manuale e descrive una per una le voci che l’installatore può regolare. Alcune sono fondamentali, come F1 che abilita o meno lo stop totale su 2-1, F6 che trasforma il funzionamento in azione mantenuta, F7 che decide se il comando 2-7 è passo-passo o sequenziale, F9 che impedisce qualsiasi movimento quando le sicurezze vedono un ostacolo a motore fermo, F10 che definisce il comportamento della spia “varco aperto” e F11 che attiva o disattiva l’uso dell’encoder. Le funzioni F13, F16 e F17 riguardano la gestione della spinta in chiusura e il colpo di ariete per facilitare lo sgancio della serratura, con la possibilità di associare la serratura alla fase di apertura, di chiusura, a entrambe o di tenere un elettromagnete attivo a motore fermo. Altre funzioni regolano i tempi: F18 sceglie se la lampada supplementare deve restare accesa solo durante il movimento o anche dopo, come cortesia, usando un tempo impostato da F25; F19 e F20 definiscono i tempi di chiusura automatica a fine corsa o dopo aperture parziali, includendo una modalità condominio in cui l’anta pedonale M2 mantiene un’apertura dedicata mentre M1 lavora a piena corsa. F21 regola il prelampeggio, F23 e F24 i ritardi tra una anta e l’altra in apertura e chiusura per evitare urti.

Un blocco di parametri è dedicato alla dinamica del movimento: F28 e F29 impostano la velocità di corsa di M1 e M2, F30 e F31 le velocità di rallentamento, F34 e F35 la sensibilità AST al rilevamento ostacoli in corsa e in rallentamento, F36 la percentuale di apertura parziale, mentre F37–F45 definiscono nel dettaglio lo spazio di rallentamento e di accostamento in apertura e in chiusura per ciascuna anta, con una funzione speciale F45 per ridurre la tensione minima applicabile ai motori STYLO ME/RME se serve un rallentamento ancora più dolce. Le funzioni F46, F49, F50, F51, F56, F58 e F63 riguardano aspetti più “di sistema”: numero di motori presenti, tipo di comunicazione sulla scheda RSE (CRP/CAME KEY o ModBus), salvataggio e lettura di configurazioni e utenti su scheda Memory Roll, indirizzo CRP quando ci sono più automatismi sullo stesso bus, configurazione di un contatore di manutenzione che dopo un certo numero di manovre visualizza il messaggio “SEr”, e velocità di comunicazione della porta remota. Ci sono poi funzioni che permettono di associare ai dispositivi wireless RIO gli stessi ruoli delle sicurezze filari. Una funzione particolare, F83 “Libera ostacolo”, consente all’automazione, in caso di intervento di bordo sensibile o AST, di invertire il moto solo per liberare l’ostacolo e poi fermarsi invece di completare un’intera inversione di corsa.

Il manuale dedica un capitolo alle funzioni dedicate ai dispositivi collegati via BUS CXN. Per le fotocellule BUS, identificate come b1–b8, si può scegliere se debbano riaprire in chiusura, richiusere in apertura, fare stop parziale, attesa ostacolo, riapertura con richiusura immediata dopo la rimozione o addirittura funzionare da comando di apertura o chiusura. Per i moduli I/O BUS, tramite i percorsi b11 e b12, si configurano gli ingressi I1 e I2 come stop, bordi sensibili o comandi vari, e le uscite come spie di stato, lampade ciclo o cortesia, oppure come contatti usati in modalità AMF per segnalare che il varco è completamente aperto. I selettori a chiave BUS, da b21 a b28, possono avere funzioni diverse per la rotazione a sinistra o a destra della chiave, ad esempio passo-passo, sequenziale, solo apertura, solo chiusura, pedonale o comando dei relè dei moduli I/O. Per il lampeggiatore BUS, nel gruppo b40, si possono impostare colori diversi del corpo luminoso a seconda che il cancello stia contando il tempo di chiusura automatica, stia aprendo, stia chiudendo, stia prelampeggiando o stia segnalando un errore; un’altra funzione, b43, fa lampeggiare in un determinato colore lampeggiatori e selettori BUS quando è arrivato il momento di fare la manutenzione, in base al contatore configurato con F58.

La gestione degli utenti è organizzata in un piccolo menu dedicato. La funzione U1 consente di registrare un nuovo utente, assegnandogli un ruolo: comando passo-passo, sequenziale, solo apertura, pedonale oppure attivazione dei relè dei moduli BUS. Una volta scelta la funzione, il quadro mostra la prima posizione di memoria libera e l’installatore ha alcuni secondi per far trasmettere il codice da un radiocomando o da un selettore BUS; se la procedura va a buon fine, il display mostra “Sto”. È possibile ripetere il ciclo fino a riempire le 250 posizioni disponibili. U2 permette di rimuovere un singolo utente, selezionando il numero in memoria o azionando direttamente il dispositivo da cancellare; al termine compare “CLr”. U3 cancella tutti gli utenti in una volta sola, mentre U4 definisce quali tipi di codifica radio siano accettati, distinguendo tra tutti i tipi, solo rolling code o solo TW Key Block, con la nota che il cambio di criterio elimina i codici memorizzati in precedenza. Una modalità chiamata “Self-Learning Rolling”, controllata dal parametro U8, permette di apprendere un nuovo radiocomando rolling code a partire da uno già memorizzato, seguendo le procedure specificate nel manuale del trasmettitore.

Tra le funzioni “A” e “H” ci sono strumenti di servizio interessanti. A4 esegue un reset dei parametri ai valori di fabbrica senza però toccare alcuni dati chiave come il tipo motore, il numero di motori, l’indirizzo CRP, la password, i dati di taratura e gli utenti. A5 mostra il numero di manovre totali e parziali eseguite dall’automazione, in centinaia, e permette di azzerare il contatore parziale dopo un intervento di manutenzione. A8, come visto, regola la spinta massima dei motori in percentuale rispetto al valore predefinito per quella famiglia. H1 visualizza la versione firmware delle schede, H3 permette di impostare una password di quattro cifre per proteggere l’accesso al menu, mentre H4 mostra lo stato dei dispositivi collegati al bus, indicando se funzionano, se sono in allarme, in conflitto di indirizzo o non comunicanti.

Nelle ultime pagine il manuale affronta il tema della memorizzazione e del trasferimento dei dati tramite scheda Memory Roll. Viene spiegato che, togliendo la tensione, si può inserire la piccola scheda sul connettore dedicato e, attraverso le funzioni F50 e F51, salvare o caricare su un altro quadro l’intero set di configurazioni, utenti e temporizzazioni. Le figure illustrano chiaramente dove inserire la Memory Roll e ricordano che va sempre inserita e rimossa a quadro disalimentato.

La “legenda delle segnalazioni a display” elenca i codici che possono comparire sul display a due cifre durante il funzionamento: indicazioni di sicurezza attive, come Cn per ingressi filari, cn per fotocellule BUS, r7 e r8 per bordi sensibili, C0 per stop totale, Pn per dispositivi wireless RIO; messaggi scorrevoli che suggeriscono di selezionare il tipo motore o di eseguire la taratura della corsa; SEr quando la manutenzione è dovuta; le sigle OP. e CL. quando il varco è completamente aperto o chiuso. Viene poi fornita una tabella dei messaggi di errore E1, E2, E3, eccetera, che coprono problemi di taratura dei motori, encoder non rilevato, fallimento dei test servizi, tempi di lavoro anomali, ostacoli ripetuti, mancanza di alimentazione motore, errori sugli ingressi finecorsa, trasmettitori non compatibili, malfunzionamenti del sistema wireless o di dispositivi di sicurezza BUS, comprese configurazioni sbagliate degli indirizzi.

In chiusura, il manuale mostra le “operazioni finali”: prima di riavvitare il coperchio bisogna verificare che gli ingressi dei cavi siano ben sigillati per evitare che entrino insetti e umidità, poi si richiude la scatola con le viti, si applica all’esterno l’etichetta prodotto presa dalla confezione e si completa così l’installazione del quadro.

Manuale Came ZLX24 PDF
Manuale Came ZLX24 PDF

Manuale Istruzioni Came ZLX24 PDF

In questa sezione, offriamo la possibilità di consultare e scaricare gratuitamente il manuale di istruzioni Came ZLX24 in formato PDF. Il manuale rappresenta una risorsa fondamentale sia per l’installazione che per la programmazione e la manutenzione della centrale, fornendo indicazioni dettagliate, consigli pratici e tutte le informazioni tecniche necessarie per un utilizzo corretto e sicuro del dispositivo.

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