Manuale Altivar 11 PDF

In questa pagina è possibile scaricare gratuitamente il manuale di istruzioni in formato PDF per l’Altivar 11, l’inverter di frequenza progettato da Schneider Electric per il controllo dei motori elettrici. Il manuale contiene tutte le informazioni necessarie per l’installazione, la configurazione, la programmazione e la manutenzione del dispositivo, offrendo una guida dettagliata sia per gli utenti esperti che per chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di prodotto. Prima di procedere all’utilizzo dell’Altivar 11, si consiglia di consultare attentamente il documento per garantire un funzionamento sicuro ed efficiente.

Cosa Troverai nel Manuale Utente Altivar 11

Il manuale tecnico dell’Altivar 11 è una guida completa per usare il variatore di velocità Schneider Electric destinato a motori asincroni, e accompagna l’installatore dalla scelta del modello fino alla diagnosi dei guasti, passando per montaggio, cablaggio e programmazione dei parametri. Il documento è multilingua e la struttura è identica tra le sezioni; la logica di utilizzo, quindi, resta la stessa anche se si consulta una lingua diversa.

Nelle prime pagine il manuale mette al centro la sicurezza elettrica e chiarisce che, quando il variatore è alimentato, i componenti di potenza e parte del controllo sono collegati alla rete, quindi il contatto può essere estremamente pericoloso e il coperchio deve rimanere chiuso. Dopo lo spegnimento non basta togliere tensione: viene richiesto di attendere un tempo di scarica dei condensatori prima di intervenire, e viene anche spiegato che fermare il motore togliendo il comando o la consigna non equivale a rendere sicuro l’impianto, perché il variatore può restare in tensione e alcune condizioni possono generare riavvii non voluti. Per applicazioni dove un riavvio improvviso crea rischio, il manuale richiama la necessità di una reale interruzione del circuito di potenza e di misure di sicurezza esterne coerenti con le norme IEC e con la direttiva EMC, che ricadono sulla responsabilità dell’integratore.

La parte “Le fasi della messa in opera” descrive la sequenza corretta di messa in servizio. Si parte dal controllo della referenza e dell’integrità del prodotto, poi si fissa il variatore, si collega la rete verificando che sia nel range ammesso e disalimentata, si collega il motore verificando il corretto accoppiamento alla tensione, si cablano comandi e riferimento di velocità, quindi si alimenta il variatore senza dare ordini di marcia. Solo dopo si impostano i parametri fondamentali che determinano il comportamento immediato, come frequenza nominale motore, rampe di accelerazione e decelerazione, limiti minimo e massimo di frequenza, protezione termica motore e, se usate, le velocità preselezionate. Il manuale ricorda anche che la configurazione delle funzioni applicative deve essere coerente con lo schema di cablaggio effettivamente realizzato, perché un’impostazione incompatibile può portare a comportamenti inattesi.

Una sezione dedicata alla configurazione di fabbrica spiega come l’Altivar 11 si presenta “da nuovo” e cosa fa senza modifiche. Viene descritto lo stato “rdY” a drive pronto, la frequenza base impostata per il tipo di gamma, le rampe standard, LSP a zero, HSP al valore nominale, la frequenza di commutazione tipica e la logica di comando predefinita tramite ingressi logici. È chiarito anche che alcune versioni (gamme A ed E327) escono con comando locale attivo, cioè con pulsanti RUN/STOP e potenziometro frontale abilitati e con ingressi esterni disabilitati, elemento fondamentale da considerare quando si cabla il drive per un comando remoto.

Il manuale dedica poi un’ampia parte alla scelta del variatore e ai limiti di declassamento. Le tabelle di referenza collegano potenza motore, corrente, tipologia di alimentazione (monofase o trifase, 100–120 V o 200–240 V) e codice prodotto, includendo anche note sul fatto che la frequenza di commutazione è regolabile e che, se si vuole lavorare stabilmente sopra i 4 kHz, la corrente nominale deve essere declassata in misura crescente. Questa sezione è pensata per evitare un errore tipico: scegliere il drive solo in base ai kW senza considerare corrente e condizioni termiche reali.

Nella parte di montaggio il manuale fornisce ingombri e masse e spiega le condizioni di installazione: posizionamento verticale, distanze per la ventilazione dal basso verso l’alto, spazio minimo frontale e gestione della temperatura ambiente. Viene introdotto anche il concetto di rimozione dell’otturatore superiore quando è sufficiente il grado IP20, perché ciò migliora la ventilazione e cambia le condizioni di declassamento sopra certe temperature. Per le versioni “su semella” viene descritta un’installazione su piastra metallica con requisiti di planarità e rugosità e l’uso di pasta termica, con la possibilità di verificare l’efficacia termica leggendo un parametro di stato termico nel menu di sorveglianza.

La sezione di cablaggio è tra le più operative. Viene spiegato che la morsettiera di potenza è accessibile senza aprire il coperchio e che il cablaggio è “passante”: alimentazione in alto e uscita motore in basso, con morsetti dedicati anche al bus DC (PA/+ e PC/-) per l’eventuale modulo di frenatura. Il manuale sottolinea che si collegano prima i morsetti di potenza e poi quelli di controllo. La morsettiera di controllo, accessibile aprendo lo sportellino, include il relè di guasto, il comune 0V, l’ingresso analogico AI1 configurabile in tensione o corrente, l’alimentazione +5 V per potenziometro, un’uscita DO configurabile come analogica o logica, gli ingressi logici LI1–LI4 e l’alimentazione +15 V per le logiche. Il manuale fornisce anche caratteristiche elettriche e limiti di corrente dei morsetti, utili per evitare sovraccarichi sugli ausiliari.

Sono presenti indicazioni specifiche per le precauzioni di cablaggio e per la compatibilità elettromagnetica. Il manuale raccomanda di separare potenza e segnali, usare cavo schermato e twistato per comandi e riferimenti, collegare gli schermi a massa alle estremità e garantire un’equipotenzialità “HF” tra variatore, motore e schermature. Viene descritto anche l’uso di una piastra EMC opzionale e il modo di fissare gli schermi con collari metallici il più vicino possibile al drive, insieme a note pratiche sui differenziali: se la norma impone un dispositivo differenziale, viene indicata la scelta del tipo in funzione del drive monofase o trifase e la necessità di una temporizzazione o immunità adeguata per evitare scatti intempestivi.

La sezione di messa in servizio e programmazione spiega come usare il display e i tasti, distinguendo tra versioni con soli tasti ESC/ENT e frecce e versioni con RUN/STOP e potenziometro. La regola operativa è che la modifica con le frecce non viene memorizzata finché non si conferma con ENT, e la memorizzazione è segnalata da un lampeggio. Il manuale descrive poi la struttura dei menu: una serie di parametri di primo livello per le impostazioni essenziali e, a seguire, menu dedicati che organizzano la configurazione per ambiti. Il menu AIt gestisce la scala dell’ingresso analogico AI1, consentendo 0–5 V, 0–10 V, 0–20 mA, 4–20 mA e anche una scala personalizzata X–Y mA tramite due parametri che definiscono minimo e massimo. Il menu drC è dedicato al controllo motore e alla qualità della regolazione: qui si inseriscono i dati di targa (tensione e frequenza nominale, corrente nominale) e si regolano parametri di stabilità e guadagno dell’anello frequenza, oltre a compensazioni utili a migliorare coppia a bassissima velocità e stabilità del regime. Il manuale spiega anche quando conviene ritoccare guadagno e stabilità, ad esempio su macchine con alta inerzia o cicli rapidi, mostrando graficamente l’effetto di valori troppo alti o troppo bassi.

Il menu FUn è la parte in cui si definisce il comportamento applicativo. Qui vengono configurati il tipo di controllo 2 fili o 3 fili e le sue varianti (livello, transizione, priorità), il senso inverso, le velocità preselezionate, la seconda rampa e la seconda limitazione di corrente, l’arresto a ruota libera, l’arresto controllato su perdita rete, l’adattamento automatico della decelerazione per evitare sovratensioni, l’iniezione DC in arresto, la frequenza di commutazione, la funzione “catch on the fly” per riprendere un motore in rotazione e, quando serve, il regolatore PI con il suo sottomenu dedicato. Il manuale evidenzia un concetto fondamentale: più funzioni possono essere assegnate allo stesso ingresso logico, e quindi quando l’ingresso si attiva si attivano insieme tutte le funzioni associate; per questo vengono elencate anche incompatibilità, come il fatto che alcune funzioni richiedono specificamente il controllo 2 fili su livello e vengono disabilitate se si cambia tipo di comando. È presente inoltre la gestione del riavvio automatico dopo guasto, con avvertenza esplicita sui rischi di riavvio intempestivo e sulla necessità di garantire la sicurezza dell’impianto.

Il menu SUP è dedicato alla sorveglianza e serve sia per l’esercizio sia per prevenzione guasti. Permette di scegliere quale grandezza visualizzare in marcia, come riferimento di frequenza, frequenza applicata al motore, corrente motore, tensione rete, stato termico del motore e del variatore e, se il PI è attivo, il ritorno sensore. In questo menu è presente anche un codice di blocco che può limitare l’accesso ai parametri, lasciando disponibili solo le letture, utile quando si vuole impedire modifiche non autorizzate.

La parte finale del manuale è dedicata a manutenzione e guasti. Viene chiarito che non è richiesta manutenzione preventiva, ma sono consigliati controlli periodici di serraggio morsetti, ventilazione e pulizia della polvere, con un richiamo alla durata tipica delle ventole in condizioni industriali. La diagnostica è organizzata per sintomo e per codice di guasto: spiega i casi di mancato avvio senza errore (spesso legati al tipo di comando impostato o a ingressi assegnati a funzioni come ruota libera), i guasti non riarmabili automaticamente che richiedono togliere tensione e identificare la causa, e i guasti riarmabili quando la causa scompare o tramite riavvio automatico se abilitato. Le tabelle “difetti–cause–rimedi” sono pensate per portare rapidamente da un codice (sovracorrente, sovratensione in decelerazione, sottotensione, perdita fase, surriscaldamenti, guasti interni, incoerenze di configurazione) alle verifiche più probabili e alle correzioni pratiche. Chiude con tabelle da compilare per memorizzare la configurazione cliente, utili per manutenzione futura e per replicare impostazioni su impianti simili.

Manuale Altivar 11 PDF
Manuale Altivar 11 PDF

Manuale Istruzioni Altivar 11 PDF

Se stai cercando una guida completa e dettagliata per l’installazione, l’utilizzo e la manutenzione dell’Altivar 11, il manuale di istruzioni in formato PDF rappresenta la risorsa ideale. Consultare il manuale ufficiale ti permetterà di sfruttare al meglio tutte le funzionalità del variatore di frequenza, seguendo le indicazioni del produttore in modo sicuro ed efficace. Qui di seguito puoi trovare il link per scaricare gratuitamente il manuale Altivar 11 in PDF, così da averlo sempre a portata di mano per ogni necessità tecnica.

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