Manuale Altivar 12 PDF

Qui puoi trovare il manuale di istruzioni in formato PDF dell’Altivar 12, il variatore di velocità compatto perfetto per numerose applicazioni industriali. Il manuale fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione, la configurazione, l’utilizzo e la manutenzione dell’apparecchio, oltre a dettagli tecnici, schemi di collegamento e suggerimenti per la risoluzione dei problemi più comuni. Scarica gratuitamente il documento per avere sempre a portata di mano una guida completa e ufficiale per sfruttare al meglio le potenzialità del tuo Altivar 12.

Cosa Troverai nel Manuale Utente Altivar 12

Il manuale dell’Altivar 12 è un “manuale utente” completo per i variatori Schneider Electric destinati a motori asincroni, e serve a portare un installatore o un manutentore dall’ispezione iniziale del prodotto fino alla messa in servizio, alla parametrizzazione, alla diagnostica dei guasti e alla manutenzione ordinaria. Il documento chiarisce fin dalle prime pagine che non va usato per “decidere se il prodotto è adatto” a un’applicazione senza una valutazione dei rischi e delle norme locali, e che installazione, regolazione e manutenzione devono essere eseguite solo da personale qualificato.

La parte di sicurezza è molto esplicita e definisce le regole operative che poi ritornano anche nella sezione di manutenzione. Il manuale richiede di scollegare tutte le alimentazioni, bloccare i sezionatori, attendere la scarica dei condensatori del bus in corrente continua e misurare la tensione tra i morsetti del bus per verificare che sia scesa sotto una soglia di sicurezza prima di aprire o toccare parti interne, ricordando che il solo LED non è un indicatore affidabile dell’assenza tensione e che sul bus possono esserci valori elevati. Viene anche ricordato che il motore può generare tensione se l’albero è trascinato, quindi va impedita la rotazione quando si lavora sul variatore, e che un arresto “logico” non equivale a mettere in sicurezza l’impianto perché il variatore resta alimentato e può ripartire in determinate condizioni.

Dopo la sicurezza, il manuale spiega come è organizzata la documentazione Altivar 12: oltre a questo manuale utente esistono una guida rapida, un manuale Modbus e altri documenti specifici, per esempio quello per la versione con base in lamiera, oltre al file parametri in formato tabellare utile per chi integra via comunicazione. Questa parte serve a chiarire che per alcuni aspetti, come l’uso dettagliato del protocollo Modbus o la selezione di protezioni in standard nordamericani, è previsto un documento dedicato.

Il manuale presenta poi una sequenza logica di lavoro, che è la “traccia” dell’intero documento. Prima si riceve e si controlla il variatore, poi si verifica che la tensione di rete rientri nel range della taglia scelta, quindi si esegue il montaggio rispettando spazi e ventilazione, si cabla la potenza (rete e motore) e la parte di controllo, e soltanto dopo si alimenta l’inverter senza dare comandi di marcia, si imposta ciò che serve e si avvia. È evidenziato che le fasi di controllo rete, montaggio e cablaggio devono essere eseguite a variatore disalimentato.

La sezione di preparazione include raccomandazioni molto pratiche che spesso risolvono problemi in fase di collaudo. Viene spiegato cosa fare quando si usa un motore di taglia diversa da quella “ideale” per il variatore, insistendo sul fatto che la corrente nominale del motore va riportata correttamente nel parametro di protezione termica. Viene anche descritta una condizione tipica di laboratorio o manutenzione, cioè l’uso senza motore o con motore molto piccolo: in quel caso il rilevamento perdita fase in uscita, attivo di fabbrica, può impedire il test e va disattivato; inoltre viene consigliato di impostare il tipo di controllo motore su una legge standard adatta anche a motori in parallelo. Il manuale aggiunge una cautela sul contattore di rete: comandare spesso l’alimentazione con un contattore riduce la durata dei condensatori, e viene raccomandato un intervallo minimo tra spegnimento e riaccensione.

Dal punto di vista del dimensionamento, il manuale include tabelle di selezione per alimentazioni monofase e trifase e riporta, per ciascun riferimento, potenza motore, corrente e dissipazione. Queste tabelle sono affiancate da disegni quotati con ingombri e pesi per le diverse taglie, utili per fissaggio e disposizione nel quadro. Il montaggio viene trattato con criteri semplici ma vincolanti: installazione verticale con tolleranza limitata, distanza dalle fonti di calore, e spazi laterali e frontali per il raffreddamento; se si montano più variatori affiancati o se si lavora a temperature elevate, il manuale richiede di rimuovere alcune coperture di aerazione riducendo il grado di protezione e applicare i declassamenti di corrente in funzione di temperatura e frequenza di commutazione.

La sezione “Cablaggio” spiega in modo molto strutturato la separazione tra potenza e controllo e la messa a terra, collegando la sicurezza elettrica alla compatibilità elettromagnetica. Viene indicato di collegare sempre prima il conduttore di terra alle viti di terra dedicate e solo dopo i morsetti di potenza. Il manuale tratta anche l’uso di interruttori differenziali, specificando i tipi ammessi e la necessità di una temporizzazione o immunità alle correnti ad alta frequenza per evitare scatti intempestivi, e suggerisce un differenziale dedicato per ogni variatore quando in impianto ce ne sono più di uno. Per i circuiti di riferimento e comando vengono raccomandati doppini schermati con passo definito, con schermatura collegata a terra secondo regole che dipendono dall’equipotenzialità delle masse; per i cavi motore vengono indicati limiti di lunghezza oltre i quali è consigliata un’induttanza motore. Sono inoltre mostrate condizioni EMC per le versioni con filtro interno e la possibilità di scollegare il filtro in reti IT tramite un ponticello, con la nota che così la conformità EMC non è più garantita e che, in quella configurazione, la frequenza di commutazione non deve superare un valore limitato.

Il manuale dedica sezioni specifiche ai morsetti di potenza e di controllo, con foto e tabelle. Per la potenza viene chiarito che l’alimentazione di rete è nella parte alta e l’uscita motore in basso, che è possibile accedere ai morsetti anche senza aprire completamente la protezione se si usano conduttori spelati, e che per capicorda a occhiello serve rimuovere la protezione con le dovute cautele. Viene indicata la funzione dei morsetti, inclusi i morsetti del bus DC per il modulo di frenatura opzionale e i morsetti di uscita U/V/W verso il motore, oltre alle coppie di serraggio e sezioni cavo consigliate. Per il controllo vengono descritti il relè R1, gli ingressi logici LI1–LI4, l’alimentazione interna a 24 V per le logiche, l’ingresso analogico AI1 configurabile in tensione o corrente e l’uscita analogica AO1, oltre all’uscita logica LO con i suoi morsetti LO+ e LO-. Una parte molto importante è la scelta della logica source/sink degli ingressi, che va impostata con un parametro dedicato e diventa attiva solo dopo un riavvio; il manuale avverte che una messa a terra accidentale di ingressi configurati in sink può generare attivazioni indesiderate.

La sezione di “Impostazioni di fabbrica” serve a capire cosa succede se si alimenta l’Altivar 12 e si vuole farlo partire in modo semplice. Viene spiegato che, di default, il variatore è pronto (rdY) a motore fermo e visualizza la frequenza in uscita in marcia, ha l’adattamento automatico della rampa di decelerazione per prevenire sovratensione in frenatura, non ha riavvio automatico abilitato, usa LI1 come comando avanti con controllo a 2 fili su transizione, e prende il riferimento velocità da AI1 (0–5 V) lasciando non assegnati gli altri ingressi e le uscite analogiche/logiche. Viene anche ricordato che, se queste impostazioni sono compatibili, è possibile utilizzare il drive senza modifiche, mentre se si desidera comandare localmente con la manopola dell’HMI bisogna abilitare il canale di riferimento corrispondente.

La parte di programmazione è una delle più corpose e spiega l’interfaccia HMI: display a 4 cifre, tasto ESC, tasto MODE e selettore rotativo che serve sia a navigare sia, quando abilitato, a comportarsi come potenziometro di riferimento. Il manuale chiarisce che alla prima accensione viene richiesto di impostare la frequenza standard del motore, e che l’accesso ai parametri è organizzato in tre modalità principali: riferimento, monitoraggio e configurazione. La modalità di configurazione è a sua volta divisa in una sezione “MyMenu” con i parametri più usati, una funzione di memorizzazione/richiamo set parametri e un menu completo FULL con tutti i sottomenu. È anche descritta la possibilità di personalizzare MyMenu tramite software SoMove e di trasferire configurazioni con strumenti di tipo simple-loader o multi-loader.

Dal punto di vista funzionale, il manuale introduce un concetto che ritorna spesso: molte funzioni sono combinabili, ma alcune sono incompatibili e occorre rispettare una tabella di compatibilità; inoltre le funzioni di arresto hanno priorità sui comandi di marcia e i riferimenti impostati da ingressi logici hanno priorità sui riferimenti analogici. Per questo la guida dedica spazio a spiegare i tipi di comando 2 fili e 3 fili, con grafici che mostrano la differenza tra comando 2 fili “su livello” e “su transizione” e il comando 3 fili con impulsi di avvio e stop. Una nota operativa cruciale è che, quando si cambia il tipo di comando, le assegnazioni degli ingressi tornano ai valori predefiniti, quindi bisogna sempre verificare la coerenza con il cablaggio reale prima di riavviare la macchina.

Il manuale spiega poi i menu principali di configurazione e i parametri che contano di più nella pratica. Nel controllo motore vengono inseriti i dati di targa (tensione, frequenza, corrente, velocità, cosφ o potenza a seconda della scelta) e si seleziona il tipo di controllo motore, distinguendo tra una legge “standard” semplice, una legge “performance” più adatta ad avviamenti impegnativi e una legge “pompa” U²/F per pompe e ventilatori con coppia variabile. Viene descritta anche l’autoregolazione (autotuning), con avvertenze severe: durante la procedura il motore viene alimentato alla corrente nominale, quindi non bisogna intervenire sul motore, e l’autotuning va fatto a motore collegato e freddo con parametri di targa corretti; se si cambiano quei parametri dopo l’autotuning, la procedura va ripetuta.

Tra le funzioni applicative, il manuale tratta con dettagli e grafici le rampe e la loro forma (lineare, a S, a U), l’adattamento della decelerazione per evitare sovratensione, i diversi tipi di arresto (rampa, rapido, ruota libera), l’iniezione DC automatica con parametri di corrente e tempo e relative cautele sul surriscaldamento motore, la funzione JOG a 5 Hz con rampe rapide per manovre di posizionamento, le velocità preselezionate con tabelle di combinazione degli ingressi, e il regolatore PID con parametri di guadagno proporzionale/integrale/derivativo, scaling del feedback e funzioni di supervisione, sleep e wake-up. Questa parte viene estesa con un vero sotto-menu “pompa” per applicazioni di pompaggio, che include logiche come pompa ausiliaria a velocità fissa, condizioni di avvio/arresto con isteresi e temporizzazioni, e rilevamento di portata zero; il manuale propone anche esempi completi di architettura di impianto e valori parametrici indicativi, utili come base di partenza.

La sezione di gestione guasti descrive come il variatore si comporta quando rileva un errore e come può essere ripristinato. Il relè R1 è alimentato in assenza guasti e si diseccita in guasto o a variatore spento; alcuni guasti si eliminano solo togliendo e ridando alimentazione, altri possono essere resettati con un ingresso logico se assegnato, e alcuni possono essere gestiti con riavvio automatico se abilitato, con avvertenze esplicite sul rischio di riavvio inatteso e sui requisiti di comando 2 fili. Il manuale include una diagnostica molto pratica: spiega cosa controllare se il drive non parte senza guasti (per esempio ingressi assegnati ad arresto rapido o ruota libera che, per sicurezza, sono “attivi a zero”), e riporta tabelle guasto–cause–rimedi per sovracorrente, cortocircuiti, sovratensioni, sovravelocità, errori di autotuning, surriscaldamenti, errori di comunicazione, sottocarico e sovraccarico di processo, includendo anche una sezione dedicata agli errori del blocco HMI e alle condizioni di configurazione incoerente.

La manutenzione viene trattata come prevalentemente preventiva e basata su controlli. Il manuale dichiara che l’Altivar 12 non richiede manutenzione preventiva programmata, ma raccomanda verifiche periodiche sul serraggio dei morsetti, sulla temperatura e ventilazione, sulla presenza di polvere e sul funzionamento delle ventole, oltre al controllo di eventuali danni alle coperture. Viene anche descritta una procedura speciale per prodotti rimasti inutilizzati a lungo, perché i condensatori possono deteriorarsi temporaneamente: in quel caso il manuale prescrive una riattivazione graduale della tensione con alimentazione variabile, in modo da ripristinare le prestazioni senza stressare i componenti.

Manuale Altivar 12 PDF
Manuale Altivar 12 PDF

Manuale Istruzioni Altivar 12 PDF

In questa sezione è possibile trovare il manuale di istruzioni in formato PDF per l’Altivar 12, un documento fondamentale per comprendere tutte le funzionalità e le modalità di utilizzo del dispositivo. Il manuale fornisce informazioni dettagliate sull’installazione, la configurazione e la manutenzione dell’inverter, permettendo agli utenti di operare in modo sicuro ed efficiente. Di seguito è disponibile il link diretto per scaricare il manuale e consultarlo comodamente ogni volta sia necessario.

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