Manuale Altivar 16 PDF

In questa pagina è possibile scaricare il manuale di istruzioni in formato PDF per Altivar 16, il variatore di velocità per motori asincroni progettato da Schneider Electric. Il manuale rappresenta una risorsa fondamentale per chi desidera installare, configurare e utilizzare correttamente il dispositivo, fornendo indicazioni dettagliate sulle specifiche tecniche, le procedure di messa in servizio, la manutenzione e la risoluzione dei problemi più comuni. Consigliamo di consultare attentamente il documento per garantire un funzionamento sicuro ed efficiente dell’Altivar 16 in ogni applicazione industriale.

Cosa Troverai nel Manuale Utente Altivar 16

Il manuale dell’Altivar 16 (Telemecanique/Square D, bollettino 50006-360-01B) è una guida tecnica “tutto in uno” per un variatore di velocità destinato a motori asincroni, oggi indicato come prodotto obsoleto, e spiega come riceverlo e identificarlo, come montarlo e cablarlo in sicurezza, quali sono le impostazioni di fabbrica e le principali regolazioni hardware, come funziona la logica di comando a 2 fili, quali precauzioni servono per la protezione termica del motore e come eseguire manutenzione preventiva e diagnostica.

Il documento apre con avvertenze molto nette sui rischi di tensione pericolosa. La regola operativa centrale è che, prima di intervenire sul drive, bisogna togliere alimentazione, attendere un minuto e poi misurare la tensione sul bus in continua tra i terminali J9+ e J8- fino a verificare che sia scesa sotto 45 Vdc; solo a quel punto è consentito operare rimuovendo coperture e lavorando sui morsetti. Il manuale ribadisce anche che non bisogna mai cortocircuitare i condensatori e che la messa a terra va eseguita usando l’apposito morsetto, senza usare le tubazioni metalliche come conduttore di terra.

La prima sezione operativa (“Receiving and Preliminary Inspection”) spiega come controllare danni da trasporto e come conservare il variatore se non viene installato subito, indicando un intervallo di temperatura di stoccaggio tra –25 e +70 °C. Subito dopo chiarisce la struttura del codice di catalogo: la sigla identifica famiglia, taglia di potenza e classe di tensione (ad esempio M2 per 208/240 V e N4 per 400/460 V), con una tabella che collega le taglie U09, U18, U29, U41 e così via alla potenza motore.

La parte “Technical Characteristics” e “Specifications” raccoglie i dati che servono per dimensionare protezioni e cablaggi. Il manuale separa le versioni 208/240 V e quelle 400/460 V e riporta, per ciascun modello, correnti di linea, corrente nominale di uscita, corrente transitoria ammessa per 60 secondi, potenza dissipata, rating di cortocircuito e fusibili massimi consigliati. Viene indicato che l’uscita è trifase con frequenza fino a 50/60 Hz nella configurazione base e che la coppia transitoria disponibile arriva tipicamente al 150% della coppia nominale nel campo 5–50/60 Hz. Sono elencate anche le protezioni integrate del drive (sovra/sottotensione, perdita fase in ingresso per la gamma N4, corto tra fasi o verso terra, sovraccarico e sovratemperatura) e la protezione termica motore calcolata I²t, valida quando la corrente nominale del motore è circa 0,9 della corrente nominale del drive.

Le pagine di dimensioni e installazione chiariscono gli ingombri e le distanze minime di ventilazione. Il drive è IP30 e, se viene installato in un armadio, il manuale indica di rimuovere la piastra plastica superiore. Sono richieste distanze libere minime attorno al drive per un flusso d’aria non ostruito (indicativamente 100 mm sopra/sotto e 50 mm ai lati), e viene raccomandato il montaggio verticale lontano da fonti di calore.

La sezione “Measuring Bus Capacitor Voltage” è una procedura operativa vera e propria, con figura che localizza i terminali J9+ e J8- sulla scheda di potenza per diverse taglie. La sequenza prescritta è: togliere alimentazione, attendere 1 minuto, rimuovere i coperchi, misurare con voltmetro in continua (scala alta e poi eventualmente più bassa), verificare <45 Vdc, e solo allora procedere; se il bus non si scarica correttamente, il manuale ordina di non mettere in servizio il drive e di contattare il referente tecnico.

Il capitolo “Wiring” è focalizzato su separazione tra potenza e controllo e su buone pratiche EMC. Viene richiesto l’uso di tubazioni metalliche e viene vietato far correre potenza e controllo nella stessa tubazione; si raccomanda anche una distanza minima tra tubazioni che trasportano potenza e tubazioni che trasportano segnali di controllo. Per la connessione di linea, la guida avverte che tutti i componenti di ramo (trasformatori, sezionatori, protezioni e cavi) devono essere dimensionati sulla corrente massima di ingresso del drive, non sulla corrente del motore, e che, se la corrente di cortocircuito disponibile in rete supera il rating di targa, possono verificarsi malfunzionamenti. Sul lato uscita, il manuale spiega che l’Altivar 16 è sensibile alla capacitanza dei cavi motore: cavi molto lunghi o ad alta capacità possono causare interventi per sovracorrente; vengono dati limiti pratici di lunghezza e viene suggerito, se necessario, l’inserimento di un’induttanza tra drive e motore e il divieto di usare scaricatori contro fulmini sull’uscita.

La morsettiera è descritta con una tabella completa (“Terminal Strip Characteristics”) che spiega funzione, caratteristiche elettriche e sezione cavo massima con coppia di serraggio. I morsetti principali includono l’alimentazione L1/L2/L3 (a seconda della versione), l’uscita motore U/T1-V/T2-W/T3, i morsetti per frenatura (PA/PB o +/PA –/PB a seconda della taglia), il relè di guasto SA-SC-SB (NC-COM-NO), i riferimenti analogici AIV (0–10 V) e AIC (0–20 mA o 4–20 mA), l’alimentazione +10 V per potenziometro e +24 V per ingressi di marcia, e gli ingressi logici FW e RV per avanti/indietro. Il manuale sottolinea un rischio critico: applicare tensione di rete sui morsetti di uscita verso il motore danneggia il variatore.

La parte “Drive Controller Set Up” spiega le impostazioni di fabbrica e le regolazioni principali. Di base sono impostati tensione e frequenza nominale motore (230 V e 50 Hz per M2, 400 V e 50 Hz per N4), frequenza massima 50 Hz, legge V/f “standard” per coppia costante (con alternative “P” per pompe/ventilatori e “L” per alta coppia a bassa velocità), frequenza di commutazione 5 kHz con nota che portarla a 10 kHz riduce il rumore motore ma richiede un declassamento del 20% della corrente del drive. Sono descritti anche l’adattamento automatico della rampa di decelerazione, la compensazione di scorrimento, la frenatura a iniezione DC a fine rampa e, come opzioni più “rischiose”, il riavvio automatico e il “catching a spinning load” (ripresa al volo di un motore in rotazione), con un avvertimento esplicito: queste funzioni vanno usate solo in applicazioni dove un riavvio automatico non crea pericolo per persone o macchine.

Un tratto distintivo dell’Altivar 16, evidenziato dal manuale, è la presenza di switch hardware frontali. Uno switch configura il rapporto V/f e seleziona 50/60 Hz (con grafici delle curve tensione-frequenza per le due tensioni di rete), mentre un secondo switch configura l’ingresso di riferimento di velocità in corrente 0–20 mA o 4–20 mA, specificando che, in configurazione 4–20 mA, il riferimento tensione AIV corrisponde a 2–10 V. È inoltre descritta una logica di comando “2-wire transitional”: su determinate versioni software, impostare un selettore a 60 Hz abilita un comportamento in cui, se FW o RV sono già alti all’accensione, il drive non parte finché non vede una transizione da 0 a 1; impostando 50 Hz resta invece il comando 2 fili “standard” che permette la partenza immediata se il comando è già presente.

Le sezioni su direzione di rotazione e protezione termica chiariscono due aspetti spesso critici in campo. La direzione è controllata dagli ingressi FW e RV, con regole di priorità (se entrambi attivi, prevale l’avanti; se attivati in momenti diversi, ha priorità quello selezionato per primo). La protezione termica del motore può essere affidata al calcolo I²t del drive solo in certe condizioni; se invece si usa un relè termico esterno sul lato uscita, il manuale avverte che deve essere adatto a funzionare nell’intervallo di frequenze del drive e, se si usa frenatura in DC, deve essere compatibile con corrente continua e non basato su trasformatori di corrente, altrimenti la protezione può risultare inefficace.

La manutenzione preventiva è descritta come essenziale ma semplice: controllare periodicamente serraggi e condizioni dei collegamenti, verificare l’efficienza della ventilazione e mantenere pulito il variatore da polveri e detriti, perché l’ostruzione del raffreddamento è una causa tipica di guasti.

La diagnostica, infine, è basata su LED frontali: un LED verde indica alimentazione presente e bus DC sopra soglia, mentre il LED rosso indica guasto. Il manuale spiega che, al verificarsi di un guasto, si apre il relè di guasto e viene memorizzata la prima anomalia; per il reset occorre togliere e ridare alimentazione dopo aver rimosso la causa. È anche indicato che i codici guasto sono visibili solo con opzioni di display/adjustment o con collegamento PC, e viene fornita una tabella di documentazione aggiuntiva (opzioni display, kit montaggio remoto, collegamento PC, modulo e resistenze di frenatura, filtri RFI, induttanze e schede opzionali).

Manuale Altivar 16 PDF
Manuale Altivar 16 PDF

Manuale Istruzioni Altivar 16 PDF

In questa sezione è possibile trovare il manuale di istruzioni per l’Altivar 16, disponibile in formato PDF. Il documento fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione, la configurazione e l’utilizzo dell’inverter, offrendo una guida dettagliata sia per gli utenti esperti sia per chi si avvicina per la prima volta a questo dispositivo. Scaricando il manuale, sarà possibile consultare rapidamente procedure operative, specifiche tecniche e suggerimenti utili per un funzionamento ottimale dell’Altivar 16.

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