In questa pagina puoi trovare il manuale di istruzioni in formato PDF per l’Altivar 31, il variatore di velocità per motori asincroni progettato da Schneider Electric. Il manuale fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione, la configurazione, l’utilizzo e la manutenzione dell’Altivar 31, oltre a dettagli tecnici, schemi elettrici e consigli utili per un impiego sicuro ed efficiente del dispositivo. Scaricando il manuale, potrai consultare rapidamente le risposte alle domande più frequenti e risolvere eventuali problemi, assicurando il corretto funzionamento del tuo impianto.
Cosa Troverai nel Manuale Utente Altivar 31
Il manuale dell’Altivar 31 allegato non è una guida di installazione, ma una Guida alla programmazione (software V3.7) che spiega come configurare il variatore per motori asincroni tramite tastiera integrata o terminale remotato, quali sono le preregolazioni di fabbrica, come si accede ai menu e ai parametri, quali funzioni applicative si possono attivare e come diagnosticare i guasti. Il documento è strutturato per accompagnare il lavoro tipico di messa in servizio: prima ti fa verificare la configurazione di base, poi ti porta alle regolazioni essenziali, quindi alle funzioni avanzate (rampe, arresti, PI, velocità preselezionate, freno, comunicazioni) e infine alla manutenzione e alla tabella guasti.
Il manuale apre con avvertenze di sicurezza molto nette, perché un inverter resta pericoloso anche dopo lo spegnimento: viene richiesto di togliere alimentazione, attendere lo spegnimento completo del display e poi attendere 10 minuti prima di intervenire, per consentire la scarica dei condensatori. Viene anche chiarito che fermare il motore annullando comandi o riferimento non equivale a mettere in sicurezza l’impianto: se la sicurezza del personale richiede impedire riavviamenti intempestivi, il solo blocco elettronico è insufficiente e serve un dispositivo di interruzione del circuito di potenza. Inoltre il manuale ricorda che un riavviamento può avvenire se scompare una causa di arresto e che l’installatore deve prevedere misure contro i riavvii pericolosi.
Subito dopo, la guida presenta le “fasi dell’installazione e della messa in servizio” come una sequenza operativa: ricevimento e controllo del riferimento, verifica compatibilità della tensione di rete, fissaggio del variatore, cablaggio di potenza (rete e motore) e cablaggio dei comandi (ingressi logici e analogici), alimentazione del variatore senza ordini di marcia, impostazione della frequenza nominale motore bFr se diversa da 50 Hz, configurazione dei parametri motore nel menu drC- se la base non basta, e solo dopo l’impostazione delle funzioni applicative nei menu I-O-, CtL- e FUn-, con l’invito a verificare sempre la compatibilità tra funzioni e schema di cablaggio. La guida propone anche una prassi importante: compilare prima le tabelle di memorizzazione della configurazione (in fondo al manuale) quando si prevedono modifiche estese rispetto alla base.
La “configurazione di base” è descritta in modo dettagliato e serve a capire cosa fa l’Altivar 31 appena uscito di fabbrica. Il variatore è preregolato per coppia costante con controllo vettoriale senza sensore, rampe lineari di accelerazione e decelerazione a 3 secondi, velocità minima 0 Hz e massima 50 Hz, frequenza di commutazione 4 kHz e protezione termica motore impostata sulla corrente nominale del variatore (da adattare alla corrente di targa del motore tramite parametro ItH). I comandi di base prevedono marcia avanti e indietro su ingressi logici con comando 2 fili “su transizione”, e velocità preselezionate su altri ingressi, mentre l’AI1 è tipicamente il riferimento 0–10 V e AI2 un sommatore. Il manuale evidenzia anche un caso particolare: la gamma ATV31…A è fornita con comando locale attivo (tasti RUN/STOP e potenziometro integrato), quindi LI1/LI2 e AI1 non sono attivi di default.
La guida spiega poi come usare il display e i tasti. Il variatore ha un display a 4 cifre “7 segmenti” e tasti ESC/ENT con frecce: la logica è che la scelta non viene memorizzata finché non si preme ENT, e la memorizzazione è segnalata dal lampeggio del valore. Vengono illustrati i messaggi di stato più comuni come “rdY” (pronto), “dcb” (frenatura a iniezione di corrente continua), “nSt” (arresto a ruota libera), “FSt” (arresto rapido) e “tUn” (autotuning in corso). Se è installato il terminale remotato opzionale, il manuale spiega che replica display e tasti e aggiunge un commutatore di blocco accesso ai menu e tre pulsanti di comando (RUN, STOP/RESET, FWD/REV) oltre alla possibilità di salvare e trasferire fino a quattro configurazioni tra variatori dello stesso calibro.
La parte “programmazione” descrive la struttura dei menu come “a tendina”: se si arriva all’ultimo parametro, tenendo premuta la freccia si torna al primo e viceversa. I menu principali sono Regolazioni SEt-, Controllo motore drC-, Ingressi/Uscite I-O-, Comando CtL-, Funzioni applicazioni FUn-, Difetti FLt-, Comunicazione COM- e Visualizzazione SUP-. Il manuale spiega un dettaglio utile durante il lavoro: se esci da un menu dopo aver modificato un parametro e rientri subito senza aver aperto altri menu, il variatore torna direttamente su quel parametro, accelerando la messa a punto.
Il menu SEt- raccoglie le regolazioni operative principali che spesso si ritoccano anche con motore in funzione: rampe ACC e dEC, limiti LSP e HSP, corrente termica motore ItH, compensazione di tensione a bassissima velocità UFr, guadagni e stabilità dell’anello velocità FLG e StA (rilevanti per evitare instabilità), compensazione scorrimento SLP e numerosi parametri accessibili solo quando la relativa funzione è stata abilitata altrove (ad esempio iniezione di corrente continua, velocità preselezionate, PI, mascheramento di frequenze di risonanza). Viene sottolineato che cambiare questi valori a motore in marcia può essere pericoloso e che, quando possibile, è preferibile farlo a motore fermo.
Il menu drC- è dedicato al motore e viene presentato come imprescindibile per prestazioni ottimali. Il manuale richiede di inserire i dati di targhetta (tensione UnS, frequenza FrS, corrente nCr, velocità nSP e cosφ) e poi di eseguire l’autotuning tUn su motore freddo e collegato, perché misura e ottimizza parametri interni; sono descritte anche alternative quando l’autotuning non è desiderabile, come la gestione della resistenza statorica rSC. In drC- si impostano anche la legge V/f o controllo vettoriale (UFt: L per coppia costante e motori in parallelo, P per pompe/ventilatori, n per vettoriale, nLd per risparmio energetico), la frequenza di commutazione e la frequenza massima tFr. Sempre qui sono presenti parametri per salvare e richiamare configurazioni (SCS, CFG, FCS), utili per ripristinare rapidamente la base o una configurazione “di riserva”.
Il menu I-O- spiega come definire il tipo di comando e come assegnare funzioni agli ingressi. Il manuale distingue il comando 2 fili (marcia/arresto in base allo stato del contatto) dal comando 3 fili a impulsi (avanti, indietro, stop), e per il 2 fili distingue anche il comportamento “su transizione” (per evitare riavvii automatici dopo un blackout) rispetto al comportamento “su livello”. Vengono poi elencate le assegnazioni tipiche: marcia indietro (rrS), arresto rapido, arresto a ruota libera, iniezione DC, commutazione rampe, commutazione limiti di corrente, finecorsa, difetto esterno, reset difetti. Il manuale include anche le tabelle per configurare uscite analogiche e relè (R1/R2) come stati del drive (in marcia, in difetto) o soglie (frequenza raggiunta, corrente raggiunta, soglia termica motore).
Il menu CtL- è dedicato ai canali di comando e riferimento e introduce il concetto di priorità tra sorgenti: morsettiera, tastiera locale, terminale remotato, Modbus, CANopen e forzatura locale. Il parametro LAC definisce il livello di complessità: L1 è il livello base con gestione per priorità (intercambiabilità con ATV28), L2 abilita funzioni supplementari (più veloce/meno veloce, comando freno, 2a limitazione di corrente, commutazione motori, finecorsa), L3 rende configurabili i canali (separazione comando/riferimento, commutazioni, copie canale) e introduce sinottici dettagliati su come le sorgenti si combinano. In CtL- sono anche gestite la priorità del tasto STOP e, con terminale remotato, l’abilitazione del comando da terminale (LCC).
Il menu FUn- raccoglie le funzioni applicative vere e proprie. Il manuale descrive, con grafici e parametri, le rampe personalizzate e l’incremento rampa, l’adattamento automatico della decelerazione per evitare sovratensione (brA) con nota di incompatibilità quando è presente una resistenza di frenatura o applicazioni di posizionamento, i modi di arresto (rampa, rapido, ruota libera, iniezione DC), l’iniezione automatica a motore fermo, gli ingressi sommatori, le velocità preselezionate fino a 16 velocità e la relativa tabella di combinazione, la marcia passo-passo JOG, la funzione “più veloce/meno veloce” sia con ingressi sia con tastiera, il regolatore PI con criteri di taratura e parametri di guadagno, il comando freno elettromagnetico con parametri per apertura/chiusura sincronizzata, la commutazione della 2a limitazione di corrente, la commutazione tra due motori (con avvertenza che disattiva la protezione termica motore dell’inverter), e la gestione finecorsa con scelta del tipo di arresto.
Il menu FLt- tratta la gestione dei difetti e delle reazioni: riavviamento automatico (Atr) con vincoli precisi sul tipo di comando 2 fili su livello, ripresa al volo (FLr), difetto esterno e sua logica (LEt), configurazione dei difetti di perdita fase motore e rete, comportamento del drive su sovraccarico, sovratemperature e perdita 4–20 mA, arresto controllato su interruzione rete e, come novità della versione software V3.7, la possibilità di resettare difetti dal prodotto (rp).
Il menu COM- descrive i parametri Modbus e CANopen: indirizzo, baud rate, formato, time-out e registro errori CAN. Il manuale segnala un dettaglio pratico: alcuni valori di comunicazione sono gli unici che consentono l’uso del terminale remotato, quindi la comunicazione non va modificata senza considerare le conseguenze operative. Nel menu SUP- infine viene spiegato come scegliere quale parametro viene visualizzato in marcia e come validare la scelta con una pressione prolungata di ENT, oltre alla visualizzazione delle assegnazioni degli ingressi (LIA-, AIA-) e al codice di blocco del terminale (COd) per proteggere la configurazione.
Le sezioni finali trattano manutenzione e troubleshooting. Il manuale indica che l’Altivar 31 non richiede manutenzione preventiva, ma raccomanda verifiche periodiche di serraggi, condizioni termiche e ventilazione e pulizia della polvere, ricordando che la durata media dei ventilatori varia tipicamente tra 3 e 5 anni a seconda delle condizioni. La parte guasti è organizzata per sintomo: mancato avvio senza difetto (ad esempio perché ingressi di arresto rapido o ruota libera sono attivi a zero e il drive mostra nSt o FSt), e poi tabelle difetto–cause–rimedi per codici come sovracorrente, sovratensione in decelerazione, sovratemperatura, sovraccarico motore, perdita fase rete o motore, errori di comunicazione e errori di autotuning. Il documento chiude con tabelle da compilare per memorizzare la configurazione cliente e con indici dei codici parametri e delle funzioni, utili per consultazione rapida in campo.

Manuale Istruzioni Altivar 31 PDF
Se hai bisogno di consultare tutte le informazioni tecniche e operative relative al variatore di velocità Altivar 31, mettere a disposizione il manuale di istruzioni in formato PDF può essere di grande utilità. Il documento ufficiale fornisce dettagli completi sull’installazione, la configurazione, la manutenzione e la risoluzione dei problemi, permettendo di utilizzare il dispositivo in modo sicuro ed efficiente. Scaricare il manuale ti consentirà di avere sempre a portata di mano una guida affidabile durante tutte le fasi di utilizzo dell’Altivar 31.