In questa pagina è possibile scaricare gratuitamente il manuale di istruzioni in formato PDF per i modelli Aritech CD7210, CD9510 e CD15010. Il manuale fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione, la configurazione e l’utilizzo corretto dei dispositivi, offrendo una guida dettagliata sia per gli utenti privati che per i professionisti del settore. Prima di procedere, si consiglia di consultare attentamente il documento per garantire un impiego sicuro ed efficace dei prodotti Aritech.
Cosa Troverai nel Manuale Utente Aritech CD7210 – CD9510/15010
Il manuale “ADVISOR CD7210 – CD9510/15010” è un manuale di installazione destinato al tecnico, pensato per essere usato insieme al manuale di programmazione e al manuale utente. La sua funzione è mettere in ordine tutto ciò che serve per montare correttamente la centrale e le periferiche, cablare ingressi e uscite con i criteri richiesti dalle normative e portare l’impianto in condizione di funzionare e di essere programmato senza generare allarmi indesiderati. Nelle ultime pagine il documento include anche le mappe di programmazione, cioè gli schemi che rappresentano la struttura dei menu delle due famiglie, così da orientare rapidamente l’installatore nella configurazione.
All’inizio il manuale chiarisce come leggerlo e cosa copre: le istruzioni valgono per le versioni CD7210, CD9510 e CD15010 e descrivono sia le regole generali di installazione sia gli schemi e i collegamenti tipici. Viene esplicitato che la programmazione completa è descritta in un manuale separato e che qui si fornisce una “guida alla programmazione” di base, utile soprattutto per entrare nel modo tecnico, muoversi nei menu e gestire situazioni come il ripristino delle impostazioni di fabbrica.
La prima parte operativa è dedicata alle istruzioni generali di installazione e ha un obiettivo preciso: ridurre guasti e falsi allarmi dovuti a disturbi elettrici e a cattive pratiche di cablaggio. Il manuale insiste sulla messa a terra come condizione determinante per la resistenza alle interferenze, e collega a questo tema la separazione fisica tra cablaggi di rete e cablaggi in bassa tensione, l’uso di ingressi cavi diversi nell’armadio e la gestione ordinata dei conduttori all’interno della centrale, evitando che i fili poggino sulla scheda elettronica. In questa stessa logica viene sconsigliato l’uso di relè di rete dentro l’armadio della centrale, perché la commutazione può introdurre disturbi, mentre per i relè comandati dalle uscite di allarme vengono richiamate condizioni elettriche da rispettare e l’uso di componenti di soppressione sulla bobina. Un punto molto marcato riguarda il bus periferiche a quattro fili che collega centrale, tastiere ed espansioni: il manuale lo tratta come linea di comunicazione da posare con attenzione, senza derivazioni improprie e senza condivisione con cavi usati per telefonia o per attivare carichi disturbanti come sirene o lampeggianti, e con attenzione alle canalizzazioni in cui sono presenti cavi di rete, soprattutto se alimentano motori o fluorescenti.
Prima di alimentare la centrale, il manuale guida la scelta del metodo di collegamento dei sensori e mette in relazione cablaggio e programmazione della zona. Viene spiegata la differenza tra collegamento “convenzionale”, dove si separano circuito di allarme e circuito antimanomissione su zone diverse con resistenza di fine linea, e collegamento a doppio bilanciamento, dove allarme e tamper convivono sulla stessa zona distinguendosi tramite due resistenze. Il manuale fornisce anche i valori elettrici attesi per interpretare correttamente le condizioni di standby, allarme e manomissione, e richiama esplicitamente che, per la conformità a CEI 79-2 seconda edizione, l’impianto deve rimanere impostato sul doppio bilanciamento selezionando il tipo di loop “Dual” nel menu dedicato.
Nella stessa sezione vengono affrontati i prerequisiti tipici che evitano “allarmi all’accensione”: impostazione dei dip-switch di indirizzo su tastiere ed espansioni, chiusura dei tamper su pannello e periferiche e chiusura delle zone che potrebbero attivare allarme diretto. Il manuale dà anche una regola strutturale del sistema: la periferica numero 1 deve essere sempre una tastiera, e poi specifica come cambia la composizione tra CD7210 e CD9510/15010 in termini di quante periferiche possono essere tastiere e da quale indice in poi debbano essere necessariamente espansori.
L’avviamento iniziale viene descritto come una procedura controllata: l’alimentazione di rete va collegata solo alla centrale e all’accensione il sistema risulta in stato inserito, quindi eventuali zone aperte possono generare allarme generale con attivazione dei dispositivi acustici. Il manuale raccomanda di non alimentare l’impianto “solo a batteria” durante installazione o sostituzione, perché in caso di cortocircuito sulla 12 V i regolatori e i fusibili proteggono la centrale, e suggerisce una ricerca guasto per esclusione scollegando progressivamente i carichi finché la tensione torna nominale. Viene anche chiarito che all’accensione è operativa soltanto la tastiera 1, e viene indicata la sequenza di accesso tramite codici di fabbrica per disinserire e per entrare nel modo tecnico di programmazione, con richiamo alla necessità di inizializzare le altre tastiere e gli espansori tramite il menu di installazione remoti.
La “guida alla programmazione” spiega soprattutto la logica di utilizzo della tastiera e le situazioni in cui la programmazione può essere limitata. Vengono descritti i tasti, la gestione dell’inserimento di numeri e lettere per nominare elementi del sistema e la conferma o cancellazione delle immissioni, insieme a una regola pratica che il manuale evidenzia per evitare errori durante l’accesso: anteporre lo zero prima di digitare il codice utente o tecnico. Il documento spiega anche il significato del messaggio di privilegi insufficienti, collegandolo a configurazioni “sistema separato”, all’assenza di “accesso esteso” e al fatto che una o più aree risultino inserite.
Una parte cruciale è quella sul ritorno alle impostazioni di fabbrica, perché distingue due metodi con implicazioni importanti. Il primo usa la rimozione di un ponticello, JP1 sulla CD7210 o LK1 su CD9510/15010, ma viene dichiarato applicabile solo se non è attivo il “blocco tecnico”; il manuale descrive la sequenza corretta togliendo rete e batteria, rimuovendo il ponticello e rialimentando, ricordando che la centrale riparte inserita e quindi può far scattare allarmi se le zone non sono chiuse. Il secondo metodo avviene via programmazione e viene previsto proprio quando il blocco tecnico è attivo e si conosce il codice del tecnico: qui il manuale spiega come ottenere l’accesso esteso e come raggiungere la funzione di ripristino, evidenziando che, se non si riesce ad accedere per privilegi, occorre verificare l’uso della tastiera 1 e lo stato delle aree.
Anche l’uscita dal modo di programmazione viene trattata come passaggio critico: il manuale raccomanda di verificare prima gli ingressi aperti, perché se tra questi sono presenti zone 24 ore, come antimanomissione o incendio, l’uscita dal modo tecnico può generare un allarme. In caso di doppio bilanciamento viene spiegato anche come riconoscere sul display l’apertura della parte tamper del loop, così da capire se il problema è sull’antimanomissione e non sul contatto di allarme.
Il manuale introduce poi il tema del combinatore telefonico, consigliando un modello dedicato installabile all’interno dell’armadio e collegato alla scheda della centrale tramite cavo piatto, e chiarisce che la programmazione del combinatore è trattata in un manuale specifico. Questo passaggio serve soprattutto a chiarire il confine tra cablaggio fisico previsto in questa guida e parametrizzazione dell’apparato telefonico, che è documentata altrove.
La “guida all’installazione” entra nel dettaglio costruttivo dei pannelli. Per CD7210 viene mostrato l’armadio con trasformatore, scheda principale, connettori per stampante e combinatore e punti di fissaggio, con un avviso esplicito a non toccare tarature di fabbrica come il regolatore dell’alimentazione e il livello di soglia del monitor batteria. Per CD9510 e CD15010 vengono presentate varianti meccaniche dell’armadio e la disposizione dei connettori per memoria, combinatore, espansori e stampante, con note pratiche su apertura del contenitore. In entrambi i casi compare il richiamo normativo secondo cui il tamper antirimozione è obbligatorio per la conformità alla CEI 79-2 seconda edizione, rendendo evidente che alcune scelte di montaggio non sono facoltative se si vuole mantenere un impianto certificabile.
Una sezione molto concreta riguarda tastiere e periferiche. Il manuale mostra come aprire i diversi modelli di tastiera, come accedere alla scheda, dove passare i cavi e come regolare contrasto display e volume buzzer, e soprattutto come impostare l’indirizzo tramite dip-switch. Viene esplicitata la corrispondenza dei quattro fili del bus, identificati come A, B, C e D, e il collegamento ai morsetti della centrale in modo differenziato tra CD7210 e CD9510/15010, perché i numeri morsetto non coincidono tra i modelli. Una logica analoga viene applicata all’espansione CD9031, che viene descritta con morsetti zona, uscite, connessione al bus e opzioni di antimanomissione, includendo anche qui l’obbligatorietà del tamper antirimozione in ottica normativa.
Il manuale affronta poi un problema tipico in campo, cioè la caduta di tensione per cavi lunghi o carichi elevati, introducendo il collegamento di un alimentatore supplementare. La regola fondamentale che il documento evidenzia è che non si devono mai collegare insieme i terminali positivi di alimentatori diversi, mentre è consentito condividere il negativo come riferimento comune; viene anche mostrata una modalità per alimentare una tastiera o un espansore tramite alimentazione esterna mantenendo la comunicazione sul bus, e una soluzione per monitorare guasti alimentazione tramite una zona dedicata.
Nel capitolo sugli ingressi il manuale chiarisce come funziona la numerazione delle zone quando si aggiungono periferiche e come cambia la priorità tra tastiere ed espansioni, fornendo una tabella di corrispondenza tra periferica e intervallo di ingressi assegnati. È una parte che serve soprattutto a evitare errori di indirizzamento e di diagnosi, perché una zona fisicamente cablata su un’espansione potrebbe essere visualizzata con numerazione diversa a seconda del modello e della configurazione complessiva.
Dopo la numerazione, il manuale entra negli schemi di collegamento tipici. Viene mostrato come cablare un sensore senza memoria e un sensore con memoria in doppio bilanciamento, distinguendo i morsetti di alimentazione, i morsetti di zona e, nel caso del sensore con memoria, le uscite dedicate per latch e test copertura, con una nota che avverte di rimuovere un collegamento preesistente tra due terminali prima di completare il cablaggio. Vengono inoltre presentati schemi per collegare un inseritore a chiave con indicazione dello stato tramite LED, specificando che, per conformità a CEI 79-2, gli inseritori usati con quel tipo di zona devono essere certificati a un livello coerente con quello della centrale. Compare anche il collegamento di un sistema “nitewatch” per controllo notturno tramite scheda dedicata, che mostra come una logica di parzializzazione notturna sia ottenuta attraverso ingressi e resistori di fine linea.
Il collegamento dei rivelatori incendio viene trattato con maggiore attenzione perché coinvolge sia la zona di ingresso incendio sia uscite dedicate, una per “fuoco” e una per reset, e perché alcuni sensori richiedono effettivamente il reset dopo un allarme. Il manuale spiega che il reset avviene dopo una seconda immissione del codice successiva all’allarme e ribadisce la necessità di programmare la zona in doppio bilanciamento e di impostare le uscite digitali con polarità coerente, perché su questi impianti la coerenza tra programmazione e cablaggio è decisiva per evitare segnalazioni errate o reset incompleti.
La parte sulle uscite descrive prima di tutto come sono numerate e dove “risiedono”, distinguendo le uscite in centrale, le uscite sulle periferiche, le uscite dedicate alle sirene e l’eventuale espansione uscite, e chiarisce anche un limite importante: le uscite delle periferiche non sono destinate all’attuazione di dispositivi di allarme, quindi il comando di attuatori critici va gestito tramite le uscite della centrale o tramite moduli d’interfaccia appropriati. Vengono poi forniti schemi per collegare un relè o un LED, spiegando perché serve una resistenza di limitazione corrente e mostrando un calcolo esemplificativo del valore, così che il collegamento non sovraccarichi l’uscita.
Il manuale dedica spazio ai dispositivi acustici e alle modalità di comando, mostrando esempi di collegamento di sirene interne ed esterne e la programmazione tipica delle uscite coinvolte. Viene richiamato esplicitamente un vincolo normativo: per la conformità CEI 79-2 seconda edizione, le uscite usate per comandare sirene esterne devono essere temporizzate in un intervallo definito e senza ritardo, così da rispettare i requisiti di durata e di comportamento del sistema di segnalazione. Viene anche trattato il collegamento tramite base RC900 e relè RC813/RC814 come requisito per sicurezza positiva e per conformità, con una nota che sottolinea l’obbligo di utilizzare specifiche uscite predefinite per allarme e tamper senza modificarne la programmazione quando l’impianto deve rispettare determinati standard.
Tra le interfacce accessorie compare l’uscita stampante, realizzata come connessione RS232 con indicazioni di cablaggio verso connettori DB25 o DB9, utile per ottenere stampe degli eventi o dei report a seconda della configurazione del sistema. Anche la sirena interna AS270/AS271 viene descritta con morsetti, funzione del tamper antirimozione e collegamenti tipici, includendo la corrispondenza tra morsetti della sirena e morsetti o uscite della centrale per CD7210 e per CD95/15010, così da evitare errori di terminazione.
La sezione “specifiche” conclude la parte tecnica con dati di fusibili, valori di alimentazione e capacità dell’alimentatore interno, limiti della corrente disponibile sull’ausiliaria, batteria supportata, condizioni ambientali, assorbimenti tipici di tastiere ed espansioni e parametri dei resistori di fine linea. Qui viene anche riportata la lunghezza massima del bus dati e vengono indicati ingombri e omologazioni, compreso il livello IMQ e l’elenco delle principali unità del sistema considerate in quell’omologazione. Il manuale ribadisce ancora una volta che, in ottica CEI 79-2 seconda edizione, la centrale deve essere programmata per il doppio bilanciamento, rendendo evidente che requisiti normativi e impostazioni software sono inseparabili.
Le mappe di programmazione finali, una per CD7210 e una per CD95/15010, servono come “vista d’insieme” della struttura dei menu. Non sostituiscono il manuale di programmazione completo, ma permettono di capire rapidamente dove si collocano funzioni come manutenzione, visualizzazioni, tempi, utenti, gestione zone, gestione uscite, opzioni di sistema, stampante e combinatore, e soprattutto aiutano a seguire un percorso coerente durante la messa in servizio evitando di saltare tra voci non correlate.

Manuale di Istruzioni Aritech CD7210 – CD9510/15010 PDF
In questa sezione mettiamo a disposizione il manuale di istruzioni per i modelli Aritech CD7210 e CD9510/15010, fondamentale per chi desidera installare, configurare o semplicemente approfondire il funzionamento di questi sistemi di sicurezza. Il documento, disponibile in formato PDF, offre informazioni dettagliate sulle funzionalità, le procedure di utilizzo e la risoluzione dei problemi, risultando utile sia per tecnici specializzati che per utenti privati. Scaricando il manuale, sarà possibile consultare tutte le indicazioni necessarie per un corretto impiego dell’impianto.