Manuale Clivet Swan Aqua PDF

In questa pagina puoi trovare il manuale di istruzioni in formato PDF per Clivet Swan Aqua, disponibile per il download gratuito. Il manuale contiene tutte le informazioni necessarie per l’installazione, l’utilizzo e la manutenzione dell’impianto, incluse le specifiche tecniche, le procedure di funzionamento e le indicazioni di sicurezza. Scaricando il documento, potrai consultare comodamente tutte le istruzioni dettagliate per sfruttare al meglio le funzionalità del tuo dispositivo Clivet Swan Aqua.

Cosa Troverai nel Manuale Utente Clivet Swan Aqua

Il manuale Clivet Swan Aqua è un bollettino tecnico dedicato a una pompa di calore aria-acqua progettata in modo specifico per la produzione di acqua calda sanitaria. Non descrive quindi una pompa di calore per il riscaldamento completo dell’abitazione, come avviene nei sistemi idronici per termosifoni, fan coil o pavimento radiante, ma un apparecchio specializzato che sostituisce o integra il tradizionale boiler elettrico per scaldare l’acqua destinata a docce, lavabi, cucina e usi sanitari. La copertina presenta il prodotto come “AQUA”, appartenente alla serie Swan, con potenza termica nominale da 1,6 kW a 2,2 kW, accumulo sanitario da 190 e 300 litri, elevata efficienza nella produzione di acqua calda sanitaria, semplicità e versatilità di installazione, ampio range di funzionamento e disponibilità di versione solare. Il documento è un bollettino tecnico, quindi contiene soprattutto informazioni di sistema, dati prestazionali, caratteristiche costruttive, dimensioni, schemi idraulici, indicazioni sui collegamenti aeraulici e dati utili per calcoli energetici. Non è una guida passo passo per l’utente finale come un manuale operativo domestico, ma una scheda tecnica evoluta che aiuta installatori, progettisti e utenti consapevoli a capire come funziona il prodotto e in quali condizioni conviene installarlo.

Il principio di funzionamento spiegato dal manuale è quello classico della pompa di calore applicata all’acqua sanitaria. Aqua utilizza l’energia rinnovabile contenuta nell’aria per trasferire calore all’acqua presente nell’accumulo. Invece di trasformare direttamente energia elettrica in calore tramite una resistenza, come fa un boiler elettrico tradizionale, il sistema usa l’elettricità per azionare compressore, ventilatore e circuito frigorifero. In questo modo riesce a spostare calore dall’aria all’acqua con un rendimento molto più elevato. Il manuale afferma che Aqua può essere circa quattro volte più efficiente di un boiler elettrico tradizionale e che, a parità di energia termica fornita, questo può tradursi in una riduzione dei costi elettrici fino al 75%. Questa affermazione va letta nel contesto tecnico dei valori di COP riportati più avanti: il COP indica quanta energia termica viene fornita rispetto all’energia elettrica assorbita. Se il COP è vicino a 4, significa che per ogni kWh elettrico consumato vengono prodotti quasi 4 kWh termici utili.

Il sistema è descritto come un’unità monoblocco, cioè un apparecchio integrato che contiene accumulo, pompa di calore, resistenza elettrica e, nelle versioni predisposte, serpentino per integrazione solare. L’accumulo può essere da 190 o 300 litri, anche se nei dati tecnici il volume effettivo dell’acqua sanitaria è indicato rispettivamente in circa 176 litri per le versioni 190 e 284 litri per le versioni 300, con volumi leggermente inferiori nelle versioni solari, pari a 168 e 272 litri. Il serbatoio è in acciaio vetrificato, soluzione scelta per isolare l’acqua dal metallo e ridurre il rischio di corrosione. La protezione è completata dall’anodo sacrificale in magnesio, componente che si consuma nel tempo proprio per proteggere il serbatoio. Questo dettaglio è importante perché in un accumulo sanitario la durabilità dipende molto dalla qualità del serbatoio, dalla protezione interna, dalla qualità dell’acqua e dalla manutenzione dell’anodo.

La pompa di calore usa refrigerante R134a e un compressore rotativo ON/OFF montato su antivibranti per ridurre rumore e vibrazioni. Il calore viene assorbito dall’aria tramite un evaporatore a batteria alettata di ampia superficie. Il ventilatore centrifugo, con pale profilate in plastica e boccagli sagomati, muove l’aria attraverso lo scambiatore cercando di mantenere buona efficienza e bassa rumorosità. Dopo l’evaporatore, il refrigerante passa nel compressore, dove aumentano pressione e temperatura, quindi cede calore all’acqua attraverso il condensatore. Il manuale sottolinea che il condensatore non è immerso nell’acqua sanitaria, ma è avvolto esternamente al serbatoio. Questa scelta evita il contatto diretto tra refrigerante e acqua: anche in caso di perdita del circuito frigorifero, non si avrebbe contaminazione dell’acqua sanitaria. Nella descrizione introduttiva il condensatore è indicato come tubazione in rame avvolta esternamente all’accumulo, mentre nella pagina dei componenti viene descritto come serpentina avvolta attorno al serbatoio con sagomatura e pasta conduttiva per migliorare lo scambio termico. Il concetto tecnico resta lo stesso: il calore viene trasferito dall’esterno del serbatoio, senza scambiatore immerso nell’acqua.

Le versioni disponibili sono quattro. Aqua 190 abbina una pompa di calore da 1,62 kW termici a un accumulo da 180 litri nominali e a una resistenza elettrica da 1,5 kW. Aqua 300 usa una pompa di calore da 2,30 kW termici con accumulo da 280 litri nominali e la stessa resistenza da 1,5 kW. Aqua 190 S aggiunge alla versione da 190 litri un serpentino solare da 1,1 m², mentre Aqua 300 S aggiunge alla versione da 300 litri un serpentino solare da 1,3 m². Le versioni solari sono pensate per integrare un impianto solare termico: quando ci sono irraggiamento e temperature favorevoli, il solare viene considerato fonte preferenziale, perché gratuito e rinnovabile. In assenza di contributo solare, o nelle versioni senza serpentino, il controllo usa la pompa di calore come generatore principale, perché è più efficiente della resistenza elettrica. La resistenza entra in gioco come integrazione, come backup in caso di malfunzionamento della pompa di calore, con temperature aria molto rigide o quando si devono raggiungere temperature più alte di quelle convenientemente ottenibili con la sola pompa di calore.

Una parte importante del manuale riguarda le logiche di funzionamento. La produzione di acqua calda sanitaria può avvenire con pompa di calore, resistenza elettrica e, nei modelli predisposti, solare termico. Il manuale spiega che la pompa di calore può lavorare con aria in un range molto ampio. In sola pompa di calore il funzionamento è indicato da -7 °C a +43 °C, mentre in funzionamento combinato con resistenza elettrica il range si estende da -20 °C a +43 °C. Se la temperatura dell’aria in aspirazione scende sotto -7 °C, il controllo spegne la pompa di calore e attiva la resistenza elettrica. La resistenza può intervenire anche quando il set sanitario impostato richiede una temperatura superiore a quella raggiungibile dalla sola pompa di calore in certe condizioni operative. Il manuale evidenzia inoltre che la pompa di calore può portare l’acqua a temperature superiori a 65 °C e che la temperatura massima dell’acqua calda durante la modalità antilegionella può arrivare a 70 °C.

Il ciclo antilegionella è descritto come automatico e ricorrente ogni sette giorni. Il controllo confronta la temperatura dell’accumulo con la temperatura richiesta per la disinfezione. Se l’acqua è sotto il valore necessario, usa prima la pompa di calore per portarla alla temperatura massima raggiungibile, poi spegne la pompa di calore e attiva la resistenza elettrica per completare l’ultimo incremento fino alla temperatura adatta alla disinfezione. È possibile anche attivare manualmente il ciclo antilegionella. Questa funzione è rilevante perché gli accumuli di acqua calda sanitaria devono essere gestiti con attenzione dal punto di vista igienico: mantenere acqua tiepida per lunghi periodi può favorire la proliferazione batterica, mentre cicli periodici ad alta temperatura riducono questo rischio. Il manuale, però, non presenta la funzione come sostituto di una corretta progettazione dell’impianto sanitario, che resta fondamentale soprattutto in presenza di ricircolo, lunghi tratti di tubazioni o utenze poco utilizzate.

Il pannello di controllo montato sull’unità è descritto come rapido e intuitivo. Permette di visualizzare la temperatura istantanea dell’acqua, lo stato di funzionamento dell’unità, lo stato del compressore, lo stato della resistenza elettrica e l’eventuale presenza di anomalie. Permette inoltre di impostare la temperatura di set dell’accumulo, programmare fino a sei orari di attivazione o spegnimento, attivare manualmente il riscaldatore elettrico, attivare manualmente il ciclo di disinfezione antilegionella e accendere o spegnere l’unità. Le icone del display indicano sorgente solare esterna, modalità vacanza, compressore, resistenza elettrica, disinfezione, allarme alta temperatura, allarme generale, blocco schermo, unità di misura in °C o °F, errore di digitazione, timer, impostazione ora e modalità di impostazione del set. Questa interfaccia mostra che Aqua non è un semplice serbatoio caldo/freddo, ma un generatore gestito elettronicamente con programmazione e funzioni di sicurezza.

I dati tecnici danno un quadro preciso delle prestazioni. Alle condizioni aria 15/12 °C e acqua da 15 a 45 °C, la versione 190 ha potenza termica di 1,62 kW, potenza assorbita di 0,42 kW e COP 3,86; la versione 300 ha potenza termica di 2,30 kW, potenza assorbita di 0,53 kW e COP 4,34. Con aria più calda, 43/26 °C, e acqua portata fino a 70 °C per il 190 e 65 °C per il 300, le prestazioni crescono: 2,31 kW e COP 4,23 per il 190, 3,25 kW e COP 5,18 per il 300. Il tempo di riscaldamento dell’acqua sanitaria è indicato in 3 ore e 53 minuti per il 190 e 4 ore e 22 minuti per il 300, secondo le condizioni di prova specificate. Il livello di pressione sonora a 1 metro, con unità completamente canalizzata, è 36,6 dB(A) per il 190 e 38,2 dB(A) per il 300, mentre il livello di potenza sonora è 51 e 53 dB(A). La classe energetica del generatore è A+ secondo ErP, con profilo acqua sanitaria L per la versione 190 e XL per la versione 300.

Dal punto di vista elettrico, tutte le versioni sono alimentate a 220-240 V monofase 50 Hz. La corrente assorbita alle massime condizioni ammesse è 9,10 A per le versioni 190 e 190S, e 9,80 A per 300 e 300S. La potenza assorbita a pieno carico nelle massime condizioni è 2,10 kW per il 190 e 2,25 kW per il 300. La massima corrente di spunto è 22,2 A per il 190 e 33,7 A per il 300. Il manuale invita a verificare, in fase di scelta della taglia, che gli assorbimenti siano compatibili con il contratto di fornitura elettrica disponibile nel paese di installazione. Questa nota è pratica: anche se il consumo medio della pompa di calore è contenuto, la presenza della resistenza elettrica e lo spunto del compressore richiedono un impianto elettrico adeguato.

Le curve prestazionali mostrano come tempo di riscaldamento, potenza termica e COP variano al variare della temperatura dell’aria e del set di temperatura dell’acqua. Le curve sono ricavate da prove dinamiche con acqua iniziale a 10 °C e set da 45, 50, 55, 60, 65 e 70 °C. In generale, più l’aria è calda, migliori sono potenza e COP; più alta è la temperatura dell’acqua richiesta, più impegnativo diventa il lavoro della pompa di calore. Questa parte è utile al progettista perché permette di valutare il comportamento reale dell’apparecchio in condizioni diverse, non soltanto nel punto nominale. È anche utile all’utente per capire perché l’apparecchio può impiegare più tempo in inverno o in locali freddi, e perché impostare temperature troppo alte può ridurre il vantaggio energetico.

Le pagine dimensionali distinguono Aqua 190/190S da Aqua 300/300S. Le versioni 190 hanno peso in funzionamento di 287 kg per la standard e 310 kg per la solare, mentre il peso di spedizione è rispettivamente 126 e 149 kg. Le versioni 300 salgono a 412 kg in funzionamento per la standard e 435 kg per la solare, con peso di spedizione 149 e 172 kg. I disegni mostrano vano compressori, quadro elettrico, tastiera, ingresso linea elettrica, scarico condensa, spazi funzionali, anodo in magnesio, ingresso acqua, uscita acqua, ingressi e uscite solari nelle versioni S, ricircolo sanitario nelle versioni S, ripresa aria e mandata aria. Questo conferma che la scelta del luogo di installazione deve considerare non solo l’ingombro esterno, ma anche peso a pieno carico, accessibilità ai collegamenti, scarico condensa, manutenzione dell’anodo, collegamenti idraulici e possibilità di canalizzazione dell’aria.

Gli schemi idraulici sono indicativi e devono essere adattati alle normative nazionali e al progetto dell’impianto. Per le versioni standard sono previsti ingresso acquedotto, uscita acqua calda sanitaria e, dove presente, ricircolo. Lo schema include riduttore di pressione, dispositivi di trattamento acqua come addolcitore, filtro a Y, valvola di non ritorno, valvola di sicurezza sanitario con scarico, vaso di espansione sanitario, scarico accumulo, circolatore sanitario per ricircolo con valvola di non ritorno, valvola miscelatrice termostatica e scarico condensa. Nelle versioni solari si aggiungono gruppo di circolazione solare e collettori solari. La valvola miscelatrice termostatica è un componente importante perché, se l’accumulo raggiunge temperature elevate, l’acqua in uscita può essere troppo calda per l’uso diretto e deve essere miscelata per evitare scottature. Il trattamento acqua e il vaso di espansione sanitario sono altrettanto importanti per proteggere serbatoio, valvole e circuito dalle pressioni e dalla qualità dell’acqua.

La parte sui collegamenti aeraulici spiega come gestire l’aria utilizzata dalla pompa di calore. L’unità deve essere installata all’interno dell’edificio, preferibilmente in vano tecnico, lavanderia o garage, evitando ambienti acusticamente sensibili come camere da letto. È vietata l’installazione all’esterno o in luoghi esposti agli agenti atmosferici. La soluzione consigliata è aspirazione ed espulsione canalizzate: in questo caso l’unità preleva aria dall’esterno, le sottrae calore e la espelle di nuovo all’esterno. Così il funzionamento non sottrae calore all’abitazione e non aumenta il fabbisogno di riscaldamento dei locali interni. È però necessario dimensionare correttamente i canali rispetto alla prevalenza utile della macchina, indicata nei dati tecnici in 25 Pa. Il manuale descrive anche configurazioni condizionate: aspirazione canalizzata con espulsione libera, utile se si vuole sfruttare l’aria fredda e deumidificata emessa dall’unità per raffrescare un locale, ed espulsione canalizzata con aspirazione dall’ambiente di installazione. In questi casi il locale deve avere volume minimo superiore a 15 m² e aperture adeguate, perché il flusso d’aria non deve essere ostacolato e non bisogna creare depressione.

Infine, il manuale riporta dati secondo UNI/TS 11300 parte 4 per il calcolo del rendimento di generazione delle pompe di calore. Per Aqua 190, a temperatura di mandata 55 °C, vengono indicati valori di potenza termica e COP al variare della temperatura dell’aria esterna: per esempio COP 3,22 a 7 °C, 3,66 a 15 °C, 3,93 a 20 °C e 4,86 a 35 °C. Per Aqua 300 i valori sono superiori, con COP 3,49 a 7 °C, 4,04 a 15 °C, 4,30 a 20 °C e 5,03 a 35 °C. Questi dati servono a progettisti e tecnici per calcoli energetici e valutazioni normative, e confermano che le prestazioni migliorano sensibilmente con aria più calda.

Manuale Clivet Swan Aqua PDF
Manuale Clivet Swan Aqua PDF

Manuale di Istruzioni Clivet Swan Aqua PDF

Per facilitare l’installazione, l’uso e la manutenzione della pompa di calore Clivet Swan Aqua, mettiamo a disposizione il manuale di istruzioni ufficiale in formato PDF. Questo documento fornisce tutte le informazioni necessarie per un corretto utilizzo dell’apparecchio e per risolvere eventuali dubbi o problematiche che possono sorgere durante il funzionamento. Scaricando il manuale, sarà possibile consultare in ogni momento le specifiche tecniche, le procedure di configurazione e le indicazioni per la risoluzione dei guasti.

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