Benvenuto nella sezione dedicata al manuale di istruzioni della Pompa di Calore SPHERA EVO 2.0. Qui puoi trovare e scaricare gratuitamente il PDF ufficiale, pensato per guidarti nell’installazione, nell’utilizzo e nella manutenzione del tuo sistema. Grazie a questo manuale avrai a disposizione tutte le informazioni tecniche e pratiche necessarie per sfruttare al meglio le potenzialità della tua pompa di calore, garantendo efficienza, sicurezza e comfort nella gestione quotidiana.
Cosa Troverai nel Manuale Utente Pompa di Calore SPHERA EVO 2.0
Il manuale della pompa di calore Clivet SPHERA EVO 2.0 è un documento molto ampio, pensato soprattutto per installatori, tecnici qualificati e manutentori, ma contiene anche una parte utile all’utente finale per comprendere il funzionamento generale dell’impianto, l’interfaccia di comando, le modalità operative e le principali precauzioni d’uso. Il prodotto viene presentato come un sistema in pompa di calore composto da unità interna e unità esterna, destinato alla climatizzazione dell’abitazione e alla produzione di acqua calda sanitaria. La copertina indica la serie SPHERA EVO 2.0, con manuale per installazione, uso e manutenzione, e segnala la presenza di refrigerante R32. L’indice mostra la struttura del documento: guida rapida, sicurezza, gas refrigerante, generalità, ricevimento, requisiti di installazione, collegamenti idraulici, collegamenti frigoriferi, collegamenti elettrici, messa in funzione, regolazione, manutenzione, dismissione, informazioni tecniche, funzionamento in cascata e schede energetiche. Questo fa capire subito che non è un manuale limitato all’uso quotidiano, ma una guida tecnica completa per tutte le fasi di vita del sistema, dalla consegna allo smaltimento.
La guida rapida riassume le operazioni principali che l’installatore deve avere sotto controllo. Per l’unità interna vengono indicate due configurazioni di accumulo, da 190 litri e da 250 litri, entrambe con profondità 500 mm e larghezza 600 mm, ma con altezza diversa: circa 1694 mm per la versione 190 litri e 2004 mm per la versione 250 litri. Il peso indicato è rilevante, 357 kg per la versione 190 litri e 417 kg per la versione 250 litri, quindi il manuale fa capire che movimentazione, trasporto e posizionamento non sono operazioni da improvvisare. Per l’unità esterna sono riportate diverse grandezze, dalla 2.1 alla 8.1, con pesi da 58 kg fino a 112 kg e alimentazione monofase o trifase secondo il modello. La guida rapida mostra anche gli spazi tecnici da rispettare: attorno all’unità interna e all’unità esterna devono restare distanze libere per manutenzione, ventilazione e funzionamento corretto. Un dettaglio evidenziato già nelle prime pagine è la rimozione della staffa di fissaggio del compressore nelle grandezze 6.1 e 8.1: se questa staffa non viene rimossa, il compressore può lavorare male, generare vibrazioni o subire danni.
La parte sui collegamenti frigoriferi spiega il rapporto tra unità interna e unità esterna. Le linee frigorifere devono rispettare lunghezze e dislivelli precisi. La lunghezza equivalente minima e massima indicata è da 3 a 30 metri, mentre il dislivello massimo tra unità esterna e interna è 25 metri, sia con unità esterna più alta sia con unità esterna più bassa. I diametri delle tubazioni cambiano secondo la taglia: per le grandezze 2.1 e 3.1 la linea liquido è da 1/4”, pari a 6,3 mm, mentre per le grandezze da 4.1 a 8.1 è da 3/8”, pari a 9,5 mm; la linea gas è da 5/8”, pari a 15,9 mm. Lo spessore minimo delle tubazioni gas e liquido è 0,8 mm. Il manuale indica anche la carica aggiuntiva di refrigerante per distanze superiori a 15 metri, pari a 0,02 kg per metro per le grandezze 2.1 e 3.1, e 0,038 kg per metro per le grandezze da 4.1 a 8.1. Questi dati sono importanti perché una pompa di calore split non può essere installata con tubazioni scelte a caso: diametro, lunghezza, dislivello, vuoto, tenuta e quantità di refrigerante influenzano direttamente rendimento, affidabilità e sicurezza.
I collegamenti idraulici dell’unità interna sono descritti in modo schematico ma completo. Gli attacchi principali sono uscita acqua calda sanitaria da 3/4”, ingresso ricircolo acqua calda sanitaria da 3/4”, ingresso acquedotto da 3/4”, ritorno dall’impianto da 1” e mandata all’impianto da 1”. Il manuale mostra anche lo scarico condensa e distingue componenti forniti dal costruttore da componenti a cura del cliente. Nello schema idraulico indicativo compaiono rubinetti, filtro acqua fornito di serie, filtro impianto a cura cliente, manometro, protezione anticalcare, pompa di ricircolo ACS, riduttore di pressione, vaso di espansione per acqua calda sanitaria, valvola di sicurezza ACS, valvola di ritegno e valvola miscelatrice termostatica. Il manuale precisa che i componenti dell’impianto devono essere definiti dal progettista e dall’installatore. Questo è un punto fondamentale: SPHERA EVO 2.0 è il cuore del sistema, ma l’impianto reale deve essere progettato intorno a essa, considerando terminali, accumuli, valvole, circolatori, sicurezza, acqua sanitaria, eventuale ricircolo ed eventuale integrazione solare.
La sezione dei collegamenti elettrici mostra che l’unità interna e l’unità esterna hanno alimentazioni e collegamenti distinti. La guida rapida indica l’accesso alle parti interne tramite rimozione di viti e pannello, ricordando che il cavo della tastiera è collegato. Le connessioni dell’unità interna devono seguire lo schema elettrico posto dietro il pannello, con sezione cavi indicata di 1,5 mm² per la parte mostrata. Per l’unità esterna, invece, la sezione dei cavi e la protezione massima di sovracorrente dipendono dalla taglia e dal tipo di alimentazione. Per le unità monofase più piccole sono indicati cavi da 4 mm², mentre per alcune grandezze superiori si arriva a 6 mm²; per la versione trifase viene indicata una sezione da 2,5 mm². Il collegamento bus tra le unità richiede un cavo schermato a due fili da 0,75 a 1,25 mm², con lunghezza massima indicata di 50 metri. Questo conferma che i collegamenti di potenza e quelli di comunicazione devono essere trattati separatamente e con criteri diversi, evitando interferenze e cablaggi improvvisati.
Il manuale mostra inoltre diverse configurazioni di impianto. Sono previste applicazioni a una zona, a due zone miscelate, con solare, con ricircolo ACS e con riscaldatore ausiliario, come una caldaia. Per i componenti con assorbimento superiore a 0,2 A viene indicata la necessità di un contattore. Questo dettaglio serve a evitare che la scheda elettronica venga sovraccaricata pilotando direttamente componenti troppo assorbenti. La parte sul termostato ambiente segnala che sono disponibili tre metodi di collegamento, scelti in base all’applicazione: riscaldamento, riscaldamento più ACS, una zona o due zone. L’impostazione corrispondente va configurata dall’interfaccia utente, nel menu riservato al servizio assistenza. Anche qui emerge una logica ricorrente: l’utente può gestire funzioni e temperature, ma i parametri strutturali dell’impianto devono essere impostati da personale qualificato.
La messa in funzione è una delle sezioni più delicate. Il manuale distingue il carico dell’accumulo sanitario dal carico dell’impianto di riscaldamento e raffreddamento. Per l’accumulo sanitario viene indicata una pressione massima di 6 bar e una valvola di sicurezza ACS tarata a 6 bar. La procedura prevede interruttore generale su OFF, chiusura del rubinetto di scarico, apertura del rubinetto di carico ACS, apertura dei rubinetti collegati a uscita ACS, ingresso ricircolo e ingresso acquedotto, apertura dei rubinetti dell’acqua calda in bagno e cucina, chiusura degli stessi quando inizia a uscire acqua e verifica della tenuta idraulica. Per l’impianto di riscaldamento e raffrescamento, invece, il manuale spiega una procedura legata anche alla posizione della valvola a tre vie: si accende l’unità interna, si attiva il modo ACS dalla tastiera, si attende che la leva della valvola a tre vie si posizioni a destra, si spegne l’unità, si sposta la leva manualmente a sinistra fino al blocco e si procede al riempimento dell’impianto aprendo rubinetti e sfiati. Il valore massimo indicato per la pressione impianto è 3 bar. Il reintegro deve essere eseguito a macchina spenta, con pompa OFF.
Il manuale propone anche una lista di verifiche preliminari molto utile. Prima dell’avviamento bisogna controllare che gli spazi funzionali siano rispettati, che le linee frigorifere abbiano sezione corretta e lunghezza compresa nei limiti, che il dislivello sia inferiore a 25 metri, che siano stati eseguiti vuoto, eventuale carica aggiuntiva e controllo perdite, che le caratteristiche dell’acqua siano idonee e l’impianto idraulico sia stato lavato, che i filtri siano installati correttamente, che mandata e ritorno acqua siano corretti, che siano presenti valvola di non ritorno sul ricircolo ACS, valvola di sicurezza lato sanitario e vaso di espansione sanitario, che sia stata rimossa la staffa del compressore, che sia rispettato il contenuto minimo d’acqua dell’impianto, che siano presenti antivibranti sui collegamenti idraulici, che l’impianto sia stato caricato, messo in pressione e sfiatato, che i vasi d’espansione siano verificati, che la condensa dell’unità esterna sia smaltita correttamente e non possa gelare, che alimentazione e messa a terra siano corrette, che temperature ambiente e impianto siano nei limiti e che, in presenza di pannelli radianti, il massetto sia asciutto. La lista ricorda anche di alimentare la resistenza carter per almeno 8 ore, selezionare lingua, impostare data e ora, impostare set acqua sanitaria e impianto, e compilare la documentazione.
La sicurezza occupa una parte ampia del manuale. Il documento distingue pericolo, avvertimento, attenzione e nota. Pericolo indica situazioni che possono comportare morte o gravi lesioni; avvertimento indica situazioni potenzialmente pericolose; attenzione richiama rischi di lesioni moderate o pratiche non sicure; nota riguarda situazioni che possono provocare danni alle attrezzature o alla proprietà. Le attività descritte devono essere eseguite da tecnici autorizzati, con dispositivi di protezione come guanti, occhiali ed elmetto. Prima di toccare componenti e terminali elettrici bisogna spegnere l’interruttore di alimentazione. Quando i pannelli di servizio sono rimossi, le parti in tensione possono essere facilmente toccate accidentalmente, quindi non bisogna lasciare l’unità incustodita durante installazione o manutenzione. Il manuale richiama anche il rischio di ustioni o congelamenti su tubazioni acqua e refrigerante, perché durante o dopo il funzionamento possono essere molto calde o molto fredde.
La sezione sul refrigerante è particolarmente importante perché SPHERA EVO 2.0 utilizza R32. Il manuale lo descrive come gas fluorurato a effetto serra, da non scaricare nell’atmosfera. Le caratteristiche dichiarate sono basso impatto ambientale rispetto a refrigeranti con GWP più elevato, bassa infiammabilità in classe A2L secondo ISO 817, bassa velocità di combustione e bassa tossicità. Il GWP indicato è 675, il limite minimo di infiammabilità è 0,307 kg/m³ a 60 °C, il punto di ebollizione è -52 °C e la temperatura di autoignizione 648 °C. Le quantità caricate in fabbrica dipendono dalla taglia: 1,50 kg per 2.1-3.1, 1,65 kg per 4.1-5.1 e 1,84 kg per 6.1-8.1. Il manuale lega il refrigerante anche ai requisiti di installazione dell’unità interna: se la carica totale nel sistema è inferiore a 1,84 kg non sono previsti requisiti di superficie minima, mentre da 1,84 kg in su bisogna calcolare area del locale, carica massima ammessa, eventuale stanza adiacente e aperture permanenti di ventilazione tra i locali.
I requisiti per l’installazione dell’unità interna con R32 sono spiegati con una procedura. Bisogna calcolare la carica totale di refrigerante in base alla lunghezza delle tubazioni, poi calcolare l’area della stanza A dove è installata l’unità interna. Con la tabella 1 si determina la massima carica ammessa per quella stanza. Se la carica ammessa è maggiore o uguale alla carica effettiva, l’installazione può avvenire nella stanza A. Se invece non basta, bisogna considerare una stanza B adiacente e verificare che la somma delle aree A+B sia almeno pari alla superficie minima richiesta dalla tabella 2. A quel punto servono due aperture di ventilazione permanenti tra i locali, una inferiore e una superiore, con requisiti specifici di posizione e area. L’apertura inferiore deve essere il più vicina possibile al pavimento e l’apertura superiore deve essere almeno pari a quella inferiore, con la parte bassa posizionata almeno 1,5 m sopra quella inferiore. Il manuale precisa che le aperture verso l’esterno non sono considerate adatte, perché l’utente potrebbe chiuderle quando fa freddo. Questa parte è molto tecnica ma serve a gestire in modo sicuro l’eventuale rilascio di refrigerante in ambiente.
L’interfaccia utente è descritta nella guida rapida attraverso i tasti principali. MENU permette di accedere ai vari menu dalla schermata HOME. ON/OFF attiva o disattiva le modalità di riscaldamento e raffreddamento oppure la modalità acqua sanitaria, e serve anche ad attivare o disattivare funzioni nella struttura dei menu. UNLOCK, premuto per tre secondi, sblocca o blocca la tastiera. OK entra nei sottomenu e conferma i valori immessi. I tasti direzionali sinistra, destra, su e giù servono per muoversi nella struttura dei menu e regolare i parametri. BACK torna al livello superiore. La struttura dei menu include modo funzionamento, temperature predefinite, acqua calda sanitaria, programmazione oraria, opzioni, blocco bambini, informazioni service, parametri di funzionamento, menu per servizio assistenza e impostazioni WLAN. L’accesso al menu per servizio assistenza è protetto da password e riservato a personale qualificato, perché modifiche improprie ai parametri possono causare malfunzionamenti.
Le modalità di funzionamento principali sono caldo, freddo e auto. Il sistema può quindi lavorare per riscaldare l’impianto, raffreddarlo o scegliere automaticamente secondo logiche impostate. Nelle temperature predefinite si trovano funzioni come temperatura predefinita, curva climatica e modalità ECO. La regolazione climatica è una parte importante delle pompe di calore: invece di mantenere sempre una stessa temperatura dell’acqua, la macchina può modificare la temperatura di mandata in base alla temperatura esterna, seguendo curve preimpostate. In riscaldamento, quando fuori fa più freddo, può essere necessaria una mandata più alta; quando fuori è mite, una mandata più bassa migliora efficienza e comfort. In raffreddamento si applicano logiche analoghe, soprattutto per impianti radianti o terminali idronici. Le curve climatiche citate nel manuale distinguono bassa e alta temperatura, riscaldamento e raffreddamento, con curve predefinite diverse secondo modalità e livello termico.
La parte acqua calda sanitaria, abbreviata ACS, include diverse funzioni: disinfezione antilegionella, rapido ACS, serbatoio riscaldato e pompa ACS per ricircolo. Il manuale descrive la logica di funzionamento dell’ACS con riferimento alla temperatura dell’accumulo, indicata come T5, alla temperatura impostata T5S e alla temperatura massima raggiungibile dalla pompa di calore in sola modalità ACS, indicata come T5stop. Se la temperatura dell’accumulo è inferiore alla soglia di attivazione, la pompa di calore parte in modalità ACS. Se dopo un certo tempo la temperatura non ha raggiunto il valore previsto, può intervenire la resistenza elettrica dell’accumulo, indicata come TBH, se abilitata. Alcuni parametri definiscono i limiti di funzionamento in base alla temperatura esterna: T4DHWMAX imposta la temperatura esterna oltre la quale la pompa di calore non lavora in ACS, mentre T4DHWMIN imposta la temperatura sotto la quale non lavora per riscaldare l’acqua sanitaria. Il manuale indica come limiti estremi 43 °C e -25 °C per la modalità ACS.
Le funzioni di programmazione oraria permettono di impostare timer, settimana programmata, controllo della programmazione e annullamento timer. Questo serve a far funzionare il sistema secondo abitudini dell’utente, evitando di mantenere sempre attive le stesse condizioni. Le opzioni includono modalità silenziosa, vacanza lontana, vacanza a casa e riserva riscaldamento. La modalità silenziosa riduce la rumorosità, presumibilmente limitando la velocità o la potenza di alcuni componenti, a vantaggio del comfort acustico. Le funzioni vacanza permettono di gestire periodi di assenza o presenza anomala senza modificare tutta la programmazione principale. La riserva riscaldamento riguarda l’uso di fonti integrative, come resistenza o caldaia, in condizioni in cui la sola pompa di calore non è sufficiente o non è conveniente.
Il manuale tratta anche l’integrazione con una fonte addizionale di riscaldamento, indicata come AHS. In questa logica, il sistema può funzionare in riscaldamento solo da fonte ausiliaria, con pompa di calore e fonte ausiliaria, oppure solo con pompa di calore, in base alla temperatura esterna e ai parametri impostati. Vengono citati parametri come costo gas, costo elettricità, massimi e minimi del generatore ausiliario, segnale massimo e minimo e differenziale solare. Questi parametri servono a rendere più accurato il calcolo di resa ed efficienza e a gestire la scelta tra pompa di calore e fonte integrativa. La presenza di questi menu dimostra che SPHERA EVO 2.0 può essere parte di sistemi ibridi o impianti complessi, ma le configurazioni non devono essere modificate dall’utente perché incidono su sicurezza, comfort e consumi.
La lista degli accessori conferma la modularità del sistema. Per l’unità interna sono disponibili kit per due zone ad alta temperatura, kit per due zone con alta e bassa temperatura miscelata, kit circuito secondario, disgiuntori idraulici, accumulo ACS aggiuntivo da 250 litri, serbatoi inerziali da 40 e 60 litri, integrazione solare per sanitario e kit collegamento caldaia esterna. Per l’unità esterna sono previsti bacinella raccolta condensa ausiliaria, antivibranti per installazione a pavimento, antivibranti per staffe a parete e kit staffe. Per soluzioni ibride sono indicati kit con caldaia a quattro tubi da 24 o 34 kW, raccordi e sistemi di scarico fumi, oltre al kit di trasformazione caldaia da metano a GPL. Per l’impianto sono disponibili cronotermostati soft touch con gestione tramite app o voice control, ricevitore radio e sonda aggiuntiva per funzione a cascata. Questa sezione è utile perché mostra che lo stesso generatore può essere adattato a impianti semplici o articolati, con più zone, accumuli, solare, caldaia e controlli evoluti.

Manuale di Istruzioni Pompa di Calore SPHERA EVO 2.0 PDF
In questa sezione è possibile trovare il manuale di istruzioni della Pompa di Calore SPHERA EVO 2.0, uno strumento indispensabile per l’installazione, l’uso corretto e la manutenzione dell’impianto. Il documento, disponibile in formato PDF, offre tutte le informazioni tecniche e pratiche necessarie per sfruttare al meglio le potenzialità del prodotto, garantendo efficienza e sicurezza.