Manuale Dieffematic ZT4 PDF

Benvenuto nella sezione dedicata al manuale di istruzioni per Dieffematic ZT4. Qui puoi trovare il manuale completo in formato PDF, pensato per aiutarti nell’installazione, nell’uso e nella manutenzione del tuo dispositivo. Scaricando questo documento avrai a disposizione tutte le informazioni tecniche e pratiche necessarie per utilizzare al meglio il modello ZT4 in modo sicuro ed efficiente. Prima di iniziare, ti consigliamo di consultare attentamente il manuale per familiarizzare con le funzionalità e seguire le indicazioni fornite per un funzionamento ottimale.

Cosa Troverai nel Manuale Utente Dieffematic ZT4

Il manuale Dieffematic ZT4 riguarda in realtà un quadro comando CAME ZT4 per cancelli automatici, cioè una centralina elettrica destinata a comandare motoriduttori per cancelli alimentati a 230 V monofase o trifase oppure a 400 V trifase. Il documento è una documentazione tecnica multilingue della serie Z e la prima parte italiana spiega che il quadro è progettato e costruito da CAME Cancelli Automatici S.p.A., ha grado di protezione IP54, scatola in ABS con presa per il riciclo dell’aria ed è garantito 24 mesi salvo manomissioni. La pagina iniziale mostra anche le dimensioni del contenitore, pari a 240 mm di larghezza, 320 mm di altezza e 120 o 145 mm di profondità a seconda del punto considerato nel disegno. Il manuale precisa che il circuito va alimentato sui morsetti R, S e T quando si usa l’alimentazione a 400 V trifase, oppure sui soli morsetti R e S quando si lavora a 230 V monofase o trifase. Un dettaglio importante è che il quadro ZT4 è predisposto di fabbrica per l’alimentazione a 400 V; se lo si alimenta a 230 V bisogna spostare il collegamento che cortocircuita i morsetti “380” e “COM” sui morsetti “220” e “COM”. Questa indicazione è centrale, perché un’impostazione errata della tensione può compromettere il funzionamento o danneggiare l’automazione.

Il manuale chiarisce che i dispositivi di comando sono a bassa tensione, 24 V, e sono protetti da un fusibile da 2 A. La potenza complessiva degli accessori a 24 V non deve superare 20 W, mentre il tempo di lavoro è fisso a 120 secondi. Questi dati servono a delimitare l’impiego della centrale: non si possono collegare accessori a piacere senza controllarne l’assorbimento, perché fotocellule, spie, pulsanti e altri dispositivi alimentati dalla centralina devono rimanere entro il limite previsto. La scheda è pensata per gestire un impianto completo, ma ogni uscita e ogni ingresso hanno una funzione precisa. Per questo il manuale dedica molte pagine ai collegamenti elettrici, ai dip-switch e alle sicurezze. Prima di intervenire all’interno dell’apparecchiatura, viene richiamata espressamente la necessità di togliere la tensione di linea, avvertenza essenziale perché il quadro lavora anche con alimentazioni potenzialmente pericolose.

La parte sulle sicurezze è una delle più importanti. Le fotocellule possono essere collegate in modi diversi e predisposte per varie reazioni dell’automazione. Una prima funzione è la riapertura in fase di chiusura tramite contatto 2-C1: se durante la chiusura viene rilevato un ostacolo, il cancello riapre. Una seconda funzione riguarda la richiusura in fase di apertura tramite 2-CX, gestita dai dip 8 e 9. La stessa linea 2-CX può anche essere usata per lo stop parziale, cioè per arrestare il cancello in movimento con successiva predisposizione alla chiusura automatica. Il manuale descrive poi lo stop totale sui morsetti 1-2, che arresta il cancello ed esclude l’eventuale ciclo di chiusura automatica; per riprendere il movimento occorre agire sulla pulsantiera o sul radiocomando. Se un contatto di sicurezza normalmente chiuso si apre, come 2-C1, 2-CX o 1-2, l’anomalia viene segnalata dal lampeggio del LED di segnalazione. Il quadro prevede anche la rilevazione di presenza ostacolo: a motore fermo, con cancello chiuso, aperto o dopo uno stop totale, impedisce qualsiasi movimento se le sicurezze rilevano un ostacolo. Infine, il manuale descrive il test di sicurezza, con cui la centralina verifica l’efficienza delle fotocellule a ogni comando di apertura o chiusura.

Il quadro ZT4 consente il collegamento di una lampada ciclo o di una lampada di cortesia da 60 W. La differenza tra le due funzioni è spiegata nel manuale. La lampada ciclo illumina la zona di manovra dal momento in cui l’anta inizia l’apertura fino alla completa chiusura, compreso il tempo di chiusura automatica; se la chiusura automatica non è inserita, resta accesa solo durante il movimento. La lampada di cortesia, invece, illumina la zona di manovra dopo un comando di apertura e rimane accesa per un tempo fisso di 5 minuti e 30 secondi. La scelta tra le due modalità dipende dal tipo di impianto e dall’esigenza dell’utente: in un accesso carraio può essere utile illuminare tutta la fase di manovra, mentre in un contesto residenziale può essere preferibile mantenere la luce per alcuni minuti dopo l’apertura.

Tra le altre funzioni selezionabili compare la chiusura automatica. Il temporizzatore si attiva a finecorsa in apertura e il tempo è regolabile, ma resta subordinato all’intervento delle sicurezze; inoltre si esclude dopo uno stop totale o in caso di mancanza di energia elettrica. Il manuale tratta anche l’apertura parziale, pensata per il passaggio pedonale. Questa funzione viene attivata collegandosi ai morsetti 2-3P ed è regolabile tramite il trimmer AP.PARZ. Il comportamento della chiusura automatica dopo un’apertura parziale cambia in base al dip 12: se il dip 12 è in ON, dopo l’apertura parziale il tempo di chiusura automatica è fisso a 8 secondi, indipendente dal trimmer TCA e dal dip 1; se il dip 12 è in OFF, il tempo di chiusura è regolabile solo se il dip 1 è in ON. Questo permette di differenziare il comportamento dell’apertura pedonale rispetto all’apertura completa, evitando che il cancello resti aperto a lungo quando viene usato solo per il passaggio di una persona.

Il manuale descrive anche la funzione ad azione mantenuta, nella quale il cancello funziona solo mantenendo premuto il pulsante. In questa modalità viene escluso il funzionamento del radiocomando. È una logica utile in situazioni particolari, dove si vuole che il movimento avvenga solo sotto controllo continuo dell’operatore. È presente poi il prelampeggio, cioè un lampeggio di 5 secondi sia prima dell’apertura sia prima della chiusura dell’anta. Questa funzione aumenta la segnalazione preventiva e può essere importante in aree dove persone o veicoli transitano vicino al cancello. Il quadro supporta inoltre le funzioni master e slave per il caso di due motori o due quadri abbinati: il master assume le funzioni di comando, mentre lo slave viene pilotato dal master. Il documento cita anche diversi tipi di comando: apre-chiude-inversione per pulsante e trasmettitore, apre-stop-chiude-stop per pulsante e trasmettitore, e solo apertura per trasmettitore. In termini pratici, la centralina può quindi comportarsi in modo diverso a seconda della logica scelta dall’installatore.

La pagina con la scheda base è particolarmente utile perché identifica i componenti principali della centralina. Sono indicati le morsettiere di collegamento, i fusibili di linea da 8 A, il fusibile accessori da 2 A, l’innesto per la scheda radiofrequenza AF, i pulsanti per la memorizzazione del codice radio, i dip-switch di selezione funzioni, il trimmer AP.PARZ. per la regolazione dell’apertura parziale, il trimmer TCA per la regolazione del tempo di chiusura automatica e il LED di segnalazione del codice radio. Nella stessa pagina viene ribadito graficamente che il quadro è predisposto a 400 V trifase e che, in caso di alimentazione a 230 V monofase o trifase, bisogna cortocircuitare i morsetti 220 e COM. Questo schema serve all’installatore per riconoscere fisicamente le parti della scheda e per evitare errori nella predisposizione elettrica.

I collegamenti elettrici sono spiegati con schemi e sigle. R e S sono usati per l’alimentazione 230 V monofase, mentre R, S e T entrano in gioco per l’alimentazione trifase. I morsetti U, V e W sono riferiti al motore monofase o trifase 230/400 V. L’uscita 230 V in movimento, ad esempio per il lampeggiatore, è indicata con limite massimo di 25 W. La lampada ciclo o di cortesia a 230 V viene collegata sui morsetti E ed EX, con potenza massima 60 W. Altri collegamenti riguardano l’alimentazione accessori a 24 V sui morsetti 10 e 11, il pulsante stop normalmente chiuso sui morsetti 1 e 2, il pulsante apre normalmente aperto su 2 e 3, il pulsante per apertura parziale su 2 e 3P, le spie di cancello aperto e cancello chiuso a 24 V massimo 3 W, l’uscita 24 V in movimento e il pulsante di chiusura su 2 e 4. La pagina successiva mostra il contatto radio o pulsante di comando su 2 e 7, il contatto di riapertura in chiusura su 2-C1, il contatto 2-CX per richiusura durante l’apertura o stop parziale, il collegamento antenna, l’uscita contatto B1-B2 con portata 5 A a 24 V in corrente continua e l’uscita 2MOT per il comando di due motori abbinati.

Le regolazioni disponibili sono due e sono affidate ai trimmer TCA e AP.PARZ. Il trimmer TCA regola il tempo di chiusura automatica da un minimo di 1 secondo a un massimo di 120 secondi. Il trimmer AP.PARZ. regola invece l’apertura parziale da un minimo di 1 secondo a un massimo di 14 secondi. Queste regolazioni sono semplici ma importanti. Il TCA determina per quanto tempo il cancello resta aperto prima di richiudersi automaticamente, quando la funzione è attiva. L’AP.PARZ. determina quanto deve aprirsi il cancello nella funzione pedonale. Un tempo troppo breve può rendere scomodo il passaggio; un tempo troppo lungo può aprire il cancello più del necessario. La regolazione va quindi fatta tenendo conto del tipo di anta, della velocità del motore e dell’uso reale dell’accesso.

Le selezioni tramite dip-switch permettono di personalizzare quasi tutto il comportamento del quadro. Nei dip da 1 a 10, il dip 1 attiva la chiusura automatica. Il dip 2 sceglie tra la logica apre-stop-chiude-stop e la logica apre-chiude con pulsante e radiocomando, se la scheda AF è inserita. Il dip 3 attiva la funzione solo apertura con radiocomando. Il dip 4 attiva l’azione mantenuta ed esclude la funzione del radiocomando. Il dip 5 attiva il prelampeggio in apertura e chiusura. Il dip 6 attiva la rilevazione ostacolo. Il dip 7, in OFF, attiva la riapertura in fase di chiusura con dispositivo di sicurezza collegato su 2-C1. I dip 8 e 9 configurano la funzione collegata su 2-CX: con 8 OFF e 9 OFF si ha la richiusura in fase di apertura, mentre con 8 OFF e 9 ON si ha lo stop parziale; se i dispositivi su 2-CX non vengono usati, il manuale indica di posizionare il dip 8 in ON. Il dip 10 in OFF attiva lo stop totale con pulsante su 1-2. Nei dip da 11 a 20, il dip 11 riguarda la funzione slave, il dip 12 l’apertura parziale con chiusura automatica fissa a 8 secondi o regolabile, il dip 13 il test di sicurezza delle fotocellule, il dip 14 la funzione master, il dip 15 non è utilizzato e deve restare in OFF, il dip 16 attiva la lampada di cortesia, il dip 17 attiva la lampada ciclo, mentre 18, 19 e 20 non sono connessi.

Il test di funzionamento delle fotocellule viene spiegato in una pagina dedicata con due schemi. La funzione consente alla centralina di verificare l’efficienza dei dispositivi di sicurezza dopo ogni comando di apertura o chiusura. Se viene rilevata un’anomalia sulle fotocellule, questa viene identificata dal lampeggio del LED sul quadro comando e, come conseguenza, vengono annullate le funzioni del radiocomando e del pulsante. Per attivare il test bisogna selezionare il dip 13 in ON e collegare trasmettitori e ricevitori delle fotocellule secondo gli schemi indicati. Il manuale avverte espressamente che, quando si usa il test di sicurezza, bisogna verificare che non ci siano ponti tra i contatti 2-CX e 2-C1; se questi ingressi non vengono utilizzati, devono essere esclusi tramite i dip 7 e 8. Questo punto è molto importante perché i ponticelli normalmente usati per bypassare sicurezze non installate possono interferire con la logica di verifica del test.

La parte finale dedicata al radiocomando spiega che l’installazione radio prevede tre passaggi: inserire una scheda AF, codificare il trasmettitore o i trasmettitori e memorizzare la codifica sulla scheda base. La scheda AF deve essere inserita obbligatoriamente in assenza di tensione, perché la scheda madre la riconosce solo quando viene alimentata. Il manuale distingue varie schede radiofrequenza in base alla frequenza e alla serie del trasmettitore, citando per esempio AF130, AF150, AF26, AF30, AF43S, AF43SM e AF43SR, con trasmettitori TFM, TOP, TAM/TOP e ATOMO. Per i trasmettitori a 433,92 AM delle serie TOP e TAM, sulla scheda AF43S bisogna posizionare il jumper come illustrato. Le pagine successive mostrano la codifica dei trasmettitori TOP, TAM, TFM e ATOMO, specificando che alcuni modelli richiedono solo l’impostazione del codice, altri la scelta del canale, e altri ancora rimandano al foglio istruzioni nella confezione. Per i TOP quarzati viene descritta una procedura comune: segnare un codice anche per archivio, inserire il jumper di codifica J, memorizzare il codice e poi disinserire il jumper. Per registrare il codice si preme in sequenza P1 o P2; al decimo impulso, un doppio suono conferma l’avvenuta registrazione.

Manuale Dieffematic ZT4 PDF
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Manuale Istruzioni Dieffematic ZT4 PDF

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