In questa pagina puoi trovare il manuale di istruzioni Aprimatic T11 – T1E in formato PDF, disponibile per il download gratuito. Il manuale fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione, l’uso e la manutenzione dell’automazione per cancelli Aprimatic T11 – T1E, con spiegazioni dettagliate e schemi utili a facilitare ogni operazione. Scaricando il documento potrai consultare rapidamente le risposte alle domande più frequenti e risolvere eventuali problemi in modo semplice e autonomo.
Cosa Troverai nel Manuale Utente Aprimatic T11 – T1E
Il manuale Aprimatic T11 – T1E descrive una centralina di comando progettata per l’automazione di cancelli a battente, ed è impostato con un taglio fortemente tecnico, pensato soprattutto per installatori e manutentori qualificati. Fin dalle prime pagine il documento chiarisce questo punto in modo netto: non si tratta di un manuale per l’utente finale che usa il cancello ogni giorno, ma di una guida destinata a operatori esperti che devono installare correttamente l’apparecchiatura, collegarla ai motori, programmarne il funzionamento, verificarne la sicurezza e, nel caso del modello T11, gestire anche la memoria dei telecomandi. Il testo insiste molto anche sulle norme di sicurezza generali, ricordando che è vietato usare il prodotto per scopi impropri, modificarlo o manometterlo, che occorre utilizzare ricambi originali, delimitare l’area di lavoro, evitare ambienti non adeguatamente illuminati o non sicuri e impedire l’accesso agli estranei durante gli interventi. Questa introduzione non è un semplice prologo formale, ma serve a collocare l’apparecchiatura in un contesto professionale preciso: la T11 – T1E è una scheda di comando per operatori Aprimatic idraulici o elettromeccanici applicati ad ante battenti, e il suo uso corretto dipende strettamente dalla qualità dell’installazione.
Dal punto di vista della funzione generale, il manuale definisce la T11 – T1E come un’apparecchiatura dotata di microprocessore Aprimatic, con consumo in stand-by di 15 watt, progettata per comandare due motori con potenza massima di 300 watt ciascuno. Questo dato riassume bene la natura della centralina: è un’unità di controllo per automazioni a doppia anta, abbastanza versatile da gestire due motori separati e da coordinarne tempi, ritardi, logiche di funzionamento e dispositivi di sicurezza. Il documento distingue anche due varianti: T11 e T1E. La differenza più importante che emerge dal manuale riguarda la radio e la gestione della memoria. Nel modello T11 è prevista la gestione dei telecomandi attraverso un modulo memoria/ricevente dedicato, con procedure di apprendimento, test della memoria e cancellazione. Nel modello T1E, invece, il connettore K3 è predisposto per ricevitore radio Aprimatic oppure per dispositivi come lettore badge e combinatore a tastiera, sempre secondo le indicazioni specifiche del costruttore. Questa distinzione è utile perché fa capire che, pur condividendo la stessa struttura di base, i due modelli non sono semplicemente identici con nomi diversi, ma hanno una differente vocazione sul piano degli accessi radio e degli accessori.
Una delle parti più importanti del manuale è la descrizione dello schema a blocchi e dei componenti presenti sulla scheda. La guida elenca con precisione le morsettiere M1 e M2, dedicate rispettivamente ai segnali e alla potenza, i trimmer P1 e P2 per la regolazione del tempo di lavoro e del tempo di pausa, il cicalino BZ1, i fusibili F1, F2, F3 e F4, i connettori J1 e J2, i jumper JP1, JP2, JP3, JP4, JP5, JP6, JP7 e JP8, i LED di stato LD1 fino a LD7, il dip-switch SW1 a 10 vie, il tastino SW2 per i telecomandi nel solo modello T11 e il connettore K3 per accessori come decodifica badge, combinatore a tastiera o ricevitore radio Aprimatic nel T1E. Questa mappa è fondamentale per leggere il resto del manuale, perché ogni fase di installazione e programmazione fa riferimento a questi elementi. Già da qui emerge una caratteristica importante della centralina: pur essendo una scheda relativamente compatta, offre una gamma di regolazioni e collegamenti piuttosto ampia. Non si limita infatti a fornire due uscite motore e due ingressi di comando, ma mette a disposizione una struttura modulare, con possibilità di espansione, controllo radio, accessori di sicurezza e funzioni configurabili tramite dip-switch.
I dati tecnici confermano la natura robusta dell’apparecchiatura. La centralina lavora con alimentazione a 230 Vac, con tolleranza positiva del 6% e negativa del 10%, a frequenza 50 Hz. Il consumo a riposo è 15 watt, mentre il consumo massimo può arrivare a 680 watt con motori e accessori collegati e in funzione. La temperatura di funzionamento dichiarata va da -20 a +70 gradi, quella di stoccaggio da -40 a +85 gradi, con umidità relativa massima del 90% non condensante. Il grado di protezione è IP55 solo se la scheda è alloggiata in un contenitore con lo stesso grado di protezione. I fusibili sono distinti per funzioni: F1 protegge i motori con 5 A, F2 il primario del trasformatore con 200 mA, F3 l’elettroserratura con 2 A e F4 gli accessori a 24 V con 500 mA. Tutti questi elementi spiegano che la scheda è pensata per lavorare in ambienti di automazione esterna, con condizioni anche impegnative, ma a patto che sia montata correttamente dentro un involucro adeguato.
La sezione dedicata all’installazione è molto dettagliata e mostra l’approccio metodico del manuale. Prima di tutto viene ribadito che l’installazione può essere effettuata soltanto da personale tecnico qualificato e che l’impianto elettrico deve rispettare le normative vigenti nel paese di installazione. Viene anche ricordato che bisogna togliere sempre tensione prima di aprire il contenitore e che è indispensabile disporre di un buon impianto di messa a terra. La preparazione richiede alcuni materiali e dispositivi precisi: tasselli a espansione da 6 mm, pressacavi PG16 di tipo skintop, un interruttore onnipolare con apertura minima dei contatti di 3 mm, un pulsante di emergenza e cavi per uso esterno con sezione minima di 0,75 mm² e fino a 1,5 mm². Il montaggio viene descritto con indicazioni molto concrete: la centralina va fissata ad almeno 30 cm da terra usando i fori del contenitore plastico, i cavi devono entrare dai fori prestampati sul fondo, a monte va installato l’interruttore onnipolare e il pulsante di emergenza deve essere posto in una posizione da cui sia visibile l’automazione e da cui si possa togliere completamente alimentazione all’impianto. Il manuale specifica anche che per la rete e i motori vanno usati cavi da 1,5 mm², mentre per i dispositivi a 24 V sono sufficienti cavi da 0,75 mm². Una precisazione interessante riguarda i condensatori di spunto: la centralina non ne è dotata e bisogna usare quelli forniti con gli operatori oppure ordinarli separatamente secondo le istruzioni dei motori. Questo dettaglio è molto importante perché evita di scambiare la scheda per un sistema completamente autosufficiente.
Gli schemi di collegamento chiariscono bene la logica dei morsetti. La morsettiera M1 raccoglie i segnali di bassa tensione e gli accessori, mentre M2 gestisce la parte di potenza. Sugli ingressi di comando compaiono lo start, lo stop, la fotocellula, la sicurezza in apertura o lo start pedonale a seconda della configurazione, l’elettroserratura, la lampada spia e il lampeggiatore. Sul lato motori sono presenti le uscite per motore 1 e motore 2, con distinzione tra apertura e chiusura, condensatori, fase, neutro e terra funzionale. Il manuale insiste su due aspetti molto importanti: non bisogna usare cavi citofonici o telefonici, e i cavi dei comandi vanno fascettati separatamente dai cavi di potenza, in conformità alle norme vigenti. Inoltre i contatti di sicurezza non utilizzati, cioè ingresso stop tra i morsetti 2 e 4 e fotocellula tra i morsetti 2 e 5, devono essere ponticellati. Questa indicazione è fondamentale perché spiega che la centralina si aspetta di trovare certi consensi di sicurezza e, in loro assenza, deve essere informata elettricamente con un ponte. Il morsetto 6 è particolarmente interessante, perché la sua funzione cambia in base alla selezione dei dip-switch: può essere ingresso di start pedonale, ingresso sicurezza in apertura o, nel modo uomo presente, ingresso di chiusura. Questo rende già evidente una delle caratteristiche principali della T11 – T1E, cioè la forte configurabilità della logica di comando.
La fase di messa in funzione comincia, secondo il manuale, con una prova pratica fondamentale: dopo aver rialimentato la scheda e verificato i collegamenti, bisogna premere il pulsante di start e controllare che l’automazione si apra. Se invece si chiude, è necessario invertire i collegamenti dei motori. Questa semplice verifica è il primo test concreto che il manuale richiede, e serve a evitare che tutta la successiva programmazione venga fatta con i sensi di marcia invertiti. Subito dopo si passa alla regolazione dei trimmer. Il trimmer P1 imposta il tempo di lavoro dell’automazione, con campo da 0 a 180 secondi. Il manuale consiglia di regolarlo circa 5 secondi oltre il tempo effettivamente necessario al completamento della corsa. Il trimmer P2 regola invece il tempo di pausa che precede la chiusura automatica, quando è attivo il modo automatico, con campo da 0 a 120 secondi. Il testo sottolinea che queste regolazioni vengono apprese dal microprocessore in tempo reale anche durante il funzionamento dell’apparecchiatura, quindi non si tratta di semplici parametri passivi, ma di valori dinamici che la logica interna utilizza immediatamente.
Il centro del manuale, però, è la programmazione del funzionamento tramite il dip-switch SW1. Qui la guida spiega in modo dettagliato come la centralina possa essere adattata a diverse logiche operative. Il dip-switch 1 abilita o disabilita il colpo d’inversione, funzione utile a sbloccare l’elettroserratura anche in condizioni difficili. Il processo descritto è molto preciso: all’avvio in apertura i motori vengono comandati per circa un secondo in chiusura, segue una breve sosta di mezzo secondo, poi si alimenta l’elettroserratura per circa 1,5 secondi e contemporaneamente parte il comando di apertura. Il manuale precisa che questa funzione ha senso solo se c’è l’elettroserratura e solo quando il cancello parte da completamente chiuso. I dip-switch 2 e 3 scelgono invece la logica generale di funzionamento. Qui il manuale presenta quattro modalità. Nel modo uomo presente l’operatore deve mantenere premuti i comandi durante l’apertura o la chiusura, e il rilascio ferma il movimento. È una logica tipicamente usata quando si vuole il controllo diretto dell’operatore in ogni istante. Nel modo automatico, invece, un impulso avvia l’apertura fino a fine tempo di lavoro, segue la pausa e poi la chiusura automatica. Gli impulsi ricevuti in apertura vengono ignorati, mentre in chiusura provocano la riapertura. Le fotocellule in pausa possono mantenere la scheda in attesa finché il fascio non viene liberato. Nel modo semiautomatico con stop, un impulso apre, un ulteriore impulso durante l’apertura ferma le ante, un nuovo impulso avvia la chiusura, e un impulso durante la chiusura provoca la riapertura. Nel modo superautomatico il cancello apre, resta aperto per il tempo di pausa e poi si richiude, ma in qualunque fase un impulso di start inverte il moto corrente, consentendo una gestione più reattiva. Questa parte del manuale è molto importante perché permette di capire come la stessa centralina possa adattarsi a filosofie d’uso molto diverse, da quella più prudente e controllata fino a quella più fluida e completamente automatica.
Altri dip-switch definiscono funzioni accessorie ma fondamentali. I dip-switch 4 e 5 regolano il ritardo dell’anta in chiusura del motore 1 rispetto al motore 2, con valori selezionabili di 0, 3, 9 o 16 secondi. Questo è molto utile sui cancelli a due ante dove le geometrie o le battute meccaniche richiedono che una delle due si chiuda con un certo ritardo. Il dip-switch 6 abilita o disabilita il prelampeggio, cioè una segnalazione luminosa di 3 secondi prima della partenza delle ante in apertura o chiusura. Il manuale precisa che questa funzione è disponibile solo se il lampeggiatore a 24 V è collegato ai morsetti previsti. Il dip-switch 7 gestisce il comportamento della fotocellula in pausa nel modo automatico: se attivo, l’interruzione e la successiva liberazione del fascio durante la pausa forzano tre secondi di prelampeggio e poi la chiusura anticipata, anche se il tempo di pausa non è ancora terminato; se disattivo, invece, la chiusura avviene solo allo scadere della pausa impostata. Il dip-switch 8 seleziona la funzione del morsetto 6, scegliendo tra sicurezza in apertura e start pedonale, salvo che nel modo uomo presente dove quell’ingresso diventa sempre il comando di chiusura. Il dip-switch 9 deve essere lasciato nella posizione di fabbrica. Il dip-switch 10 serve a selezionare il tipo di motore: ON per operatori elettromeccanici Aprimatic, perché abilita la scheda antischiacciamento, OFF per operatori idraulici. Questa spiegazione è molto preziosa perché mostra quanto la centralina sia pensata per integrarsi sia con attuatori elettromeccanici sia con quelli idraulici, senza essere una semplice scheda universale indifferenziata.
Il capitolo sul controllo del funzionamento approfondisce il ruolo degli ingressi e delle uscite esterne. L’ingresso start è un contatto normalmente aperto che dà l’impulso di avvio. L’ingresso stop è un contatto di sicurezza normalmente chiuso con priorità assoluta in qualunque stato della macchina: quando interviene, il cancello si ferma nella posizione in cui si trova e tutti i comandi vengono ignorati finché non viene dato un nuovo impulso di start. L’ingresso fotocellula è attivo solo in chiusura e, se interviene, provoca un arresto di un secondo e poi la riapertura delle ante. Inoltre, a cancello aperto, le fotocellule impediscono la richiusura finché restano impegnate. L’ingresso collegato al morsetto 6 cambia funzione a seconda della configurazione: come start pedonale, comanda una sola anta, quella del motore 1, lasciando comunque priorità allo start generale se arriva durante il ciclo; come sicurezza in apertura, agisce sia in apertura sia in chiusura, arrestando le ante e facendole ripartire nella stessa direzione dopo un secondo dalla liberazione dell’ingresso; come ingresso di chiusura, nel modo uomo presente, permette di comandare la chiusura mantenendo premuto il tasto dedicato. Anche le uscite sono spiegate in dettaglio. L’elettroserratura riceve 12 Vac per circa 1,5 secondi in apertura. La lampada spia a 24 Vdc con carico massimo di 3 W segnala lo stato del cancello: spenta a cancello chiuso, accesa fissa se aperto o in apertura, lampeggiante in chiusura. Il lampeggiatore a 24 V lavora con alimentazione pulsante a 1 Hz, quindi mezzo secondo acceso e mezzo secondo spento, e può fare anche il prelampeggio. Il manuale raccomanda espressamente di usare solo lampeggiatori LED Aprimatic serie ET per evitare danni all’uscita e malfunzionamenti dell’intero sistema. Le due uscite motore sono indipendenti, con il motore 1 soggetto al ritardo in chiusura e il motore 2 con ritardo fisso di 1,5 secondi in apertura. In caso di automazione a una sola anta, il manuale specifica che il motore deve obbligatoriamente essere collegato all’uscita del motore 1.
Una parte particolarmente interessante del manuale riguarda la gestione dei telecomandi, ma solo per il modello T11. Tutte le informazioni relative ai trasmettitori vengono memorizzate in un modulo memoria estraibile, e a ogni accensione la scheda esegue un test automatico per verificare quanta memoria sia ancora disponibile. Il risultato di questo test viene comunicato dal buzzer con un numero di beep da 1 a 10, dove ogni beep rappresenta circa il 10% di memoria libera. Dieci beep significano quindi memoria completamente vuota. Il manuale spiega poi la procedura di cancellazione totale della memoria, che richiede di togliere alimentazione, rialimentare la scheda tenendo premuto il tastino SW2 e rilasciarlo quando led e buzzer si spengono. Dopo la cancellazione la centralina esegue di nuovo il test memoria. La procedura di apprendimento del primo telecomando è altrettanto precisa: bisogna alimentare la scheda, accertarsi che la memoria sia vuota, premere contemporaneamente tutti i tasti del primo trasmettitore finché buzzer e led segnalano l’ingresso in modalità apprendimento, poi premere un qualsiasi tasto del trasmettitore. Lo spegnimento e riaccensione del led e del buzzer confermano l’avvenuta memorizzazione. Finché la segnalazione sonora resta attiva, si possono apprendere altri telecomandi ripetendo la procedura. Il manuale spiega anche che la fase di apprendimento resta aperta per circa 25 secondi al massimo, che durante questa fase le uscite della centralina sono disabilitate e che si può uscire premendo il tastino di cancellazione. È prevista anche la cancellazione di un singolo telecomando tenendo premuto il tastino, aspettando il suono continuo e poi premendo un tasto del trasmettitore da eliminare. Questa sezione è molto importante perché mostra che il T11 integra una vera logica di gestione radio, sufficientemente sofisticata per un impianto professionale ma ancora abbastanza semplice da usare sul campo.
La parte finale del manuale presenta gli accessori compatibili. Il modulo CA41 permette di aggiungere un ulteriore canale di ricezione, rendendo possibile, con la stessa apparecchiatura e lo stesso telecomando standard a due tasti Aprimatic, il comando di due utenze diverse. Il modulo di espansione memoria da 16 KB o 128 Kbits consente di abilitare la gestione fino a 1500 utenti, mostrando che la centralina può essere inserita anche in sistemi di controllo accessi piuttosto estesi. I tools di programmazione comprendono il programmatore APRITOOL per il controllo accessi, il software APRICOT-MANAGER e la base APRIBASE 1 per la programmazione dei trasmettitori. La Safety Card è una scheda accessoria che realizza la funzione di antischiacciamento per entrambi i motori elettromeccanici; il suo comportamento è preimpostato dalla fabbrica e non richiede regolazioni, e quando interviene si accende il led relativo al motore coinvolto. Completano il quadro il combinatore a tastiera, installabile tramite la scheda CT3 nel connettore K3, e il lettore badge tramite la scheda LB4 sullo stesso connettore. Anche da questa parte finale emerge chiaramente che la T11 – T1E non è una semplice centralina on/off per cancelli, ma una piattaforma abbastanza aperta, pensata per essere ampliata e integrata con funzioni di accesso e sicurezza.

Manuale di Istruzioni Aprimatic T11 – T1E PDF
Se sei alla ricerca del manuale di istruzioni per il modello Aprimatic T11 – T1E, qui troverai il file PDF ufficiale da scaricare comodamente. Questo documento ti consentirà di consultare tutte le informazioni necessarie per l’installazione, la programmazione e la manutenzione del tuo dispositivo, garantendo un utilizzo corretto e sicuro.