Manuale Istruzioni Dieffematic EKOS 230 M2 PDF

In questa pagina è possibile scaricare gratuitamente il manuale di istruzioni in formato PDF per il modello Dieffematic EKOS 230 M2. Il manuale fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione, l’utilizzo e la manutenzione corretta dell’apparecchio, oltre a utili consigli per garantire sicurezza ed efficienza nel tempo. Si consiglia di consultare attentamente il documento prima di procedere con qualsiasi operazione, così da sfruttare al meglio tutte le funzionalità del prodotto e prevenire eventuali problemi.

Cosa Troverai nel Manuale Utente Dieffematic EKOS 230 M2

Il manuale Dieffematic EKOS 230 M2 è una scheda di istruzioni d’uso e configurazione dedicata a una centrale elettronica per automazioni di cancelli battenti a una o due ante, alimentata a 230 V. A differenza del manuale di un motoriduttore completo, questo documento non spiega il montaggio meccanico del cancello, ma descrive la scheda di comando che gestisce motori, lampeggiante, luce di cortesia, fotocellule, coste di sicurezza, finecorsa, elettroserratura, antenna e radiocomandi. La centrale è quindi il cervello dell’automazione: riceve i comandi dall’utente, controlla lo stato delle sicurezze, alimenta alcuni accessori, pilota i due motori e consente di programmare tempi di corsa, rallentamenti, passaggio pedonale e logiche di funzionamento. La prima pagina riporta il nome del prodotto, “EKOS 230 M2”, e presenta subito le caratteristiche tecniche principali: alimentazione 220 V AC con tolleranza del 10%, potenza motore 550 W, uscita alimentazione accessori a 12/24 V AC con corrente massima 250 mA, tempo di chiusura automatica regolabile da 5 a 120 secondi, tempo di manovra da 3 a 120 secondi, tempo luce di cortesia di 180 secondi, memoria fino a 254 codici, gestione dei trasmettitori a codice fisso o rolling code, frequenza 433,92 oppure 868 MHz, temperatura di lavoro da -20 a 70 °C, sensibilità migliore di -100 dBm e omologazione secondo gli standard ETS indicati nel manuale. Questi dati dicono molto sul tipo di centrale: è pensata per automazioni a 230 V, può gestire due motori, dispone di ricezione radio integrata o espandibile e permette una configurazione abbastanza completa, pur mantenendo una logica di programmazione semplificata.

La parte centrale della prima pagina è occupata dallo schema della scheda elettronica e dalla tabella dei morsetti. Il manuale identifica i morsetti 1 e 2 come ingresso linea 220 V AC, quindi punto di alimentazione della centrale. I morsetti 3 e 4 servono per il lampeggiante a 220 V, mentre i morsetti 3 e 5 servono per la luce di cortesia. Questa distinzione è utile perché il lampeggiante segnala il movimento del cancello, mentre la luce di cortesia può illuminare l’area per un tempo definito, indicato tra i dati tecnici in 180 secondi. I morsetti 6, 7 e 8 sono destinati al motore 1: i morsetti 6 e 7 sono gli ingressi delle fasi, con condensatore in parallelo, mentre l’8 è il comune. I morsetti 9, 10 e 11 svolgono la stessa funzione per il motore 2, con il comune sull’11. Questa configurazione è tipica delle centrali per motori monofase a 230 V con condensatore, nelle quali l’inversione del senso di marcia si ottiene tramite la gestione delle fasi. Il manuale ricorda infatti, nella parte sulla programmazione della corsa, che se la prima manovra non avviene nel verso corretto bisogna invertire il senso di marcia scambiando le fasi del motore sulla morsettiera.

Il documento descrive poi numerosi ingressi di sicurezza e comando. I morsetti 12 e 14 sono il contatto normalmente chiuso del finecorsa di chiusura del motore 2, mentre 13 e 14 sono il finecorsa di apertura del motore 2. I morsetti 19 e 18 sono il finecorsa di chiusura del motore 1, mentre 20 e 18 sono il finecorsa di apertura del motore 1. Il manuale precisa che, se questi finecorsa non vengono usati, bisogna inserire un ponticello. Questa è un’informazione essenziale: gli ingressi normalmente chiusi, se lasciati aperti, vengono interpretati dalla centrale come un finecorsa o una sicurezza attiva, impedendo il corretto funzionamento. Lo stesso principio vale per altri contatti normalmente chiusi, come la costa o fotocellula in apertura sui morsetti 15 e 17, la fotocellula di chiusura sui morsetti 16 e 17 e lo STOP sui morsetti 21 e 23. Anche qui, se il dispositivo non viene utilizzato, il manuale indica di inserire un ponticello. I morsetti 22 e 23 sono invece un contatto normalmente aperto per il comando pedonale, mentre 24 e 23 sono il contatto di START, definito come impulso alternativo apre, stop, chiude, stop. In pratica, il comando START serve per la gestione ciclica ordinaria dell’automazione, mentre il comando pedonale serve ad aprire solo la prima anta o comunque a gestire un’apertura parziale. I morsetti 25 e 27 forniscono alimentazione a 24 V AC per fotocellule e accessori, i morsetti 26 e 27 forniscono 12 V AC, i morsetti 28 e 29 alimentano l’elettroserratura a 12 V DC e i morsetti 30 e 31 sono l’ingresso antenna, con 30 come calza e 31 come segnale.

Il manuale dedica una parte alla lettura dei LED, fondamentale per installazione e diagnosi. Il LED L1 è il LED di stato e si accende quando la centrale è alimentata. Il LED L2 riguarda la radio e si accende quando si accede alla memoria radio. Il LED L3 riguarda la programmazione tempi e lampeggia durante la programmazione. I LED L4 e L5 indicano rispettivamente finecorsa chiusura e apertura del motore 2, accesi quando il finecorsa è in condizione normalmente chiusa. I LED L9 e L10 fanno lo stesso per il motore 1. Il LED L7 riguarda costa o fotocellula in apertura ed è acceso quando il contatto di sicurezza è chiuso. Il LED L8 riguarda la fotocellula in chiusura. La coppia L9 più L10 viene indicata anche per lo STOP, con entrambi accesi quando lo stop è in normalmente chiuso. Il LED L11 segnala un impulso pedonale e il LED L12 segnala un impulso di start. La lettura dei LED permette al tecnico di capire rapidamente se la centrale vede correttamente finecorsa, stop, fotocellule e comandi. Per esempio, se un contatto di sicurezza dovrebbe essere chiuso ma il relativo LED è spento, il problema può dipendere da un dispositivo aperto, da un cablaggio errato o da un ponticello mancante.

I pulsanti e i trimmer sono il cuore della configurazione. Il pulsante P1 è il tasto RADIO PROG, usato per memorizzare i trasmettitori. Il pulsante P2 è il tasto PROG TIME, usato per memorizzare la corsa. I pulsanti PG1 e PG2 sono dedicati alla programmazione della corsa delle ante: PG1 gestisce la prima anta, PG2 la seconda. Il jumper J1 serve a selezionare memoria radio interna o esterna; il manuale indica la possibilità di inserire una ricevente radio esterna tramite connettore CRX, per aumentare il numero di codici memorizzabili o cambiare frequenza. I trimmer sono tre. Il T1, indicato come Power, regola la coppia e la sensibilità in manovra normale. Il T2, Power Slow, regola coppia e sensibilità in fase di rallentamento. Il T3, Break, regola il tempo di pausa da 3 a 120 secondi. La presenza di T1 e T2 separati è una caratteristica importante, perché consente di differenziare la forza usata durante la corsa normale da quella usata nel rallentamento. Questo permette di ottimizzare il movimento, ridurre urti, rendere più morbido l’arrivo in battuta e cercare di rientrare nei parametri di sicurezza richiesti dalle norme applicabili.

La seconda pagina spiega le opzioni selezionabili tramite dip-switch. L’opzione 1 riguarda la chiusura automatica: in ON è inserita, in OFF è disinserita. Se attivata, il cancello richiude automaticamente dopo il tempo di pausa impostato con il trimmer T3. L’opzione 2 riguarda la logica condominiale o passo-passo. In ON, l’automazione termina sempre la manovra a finecorsa, in apertura non accetta impulsi e in chiusura un impulso provoca l’inversione di marcia. Questa logica è utile in contesti condominiali, dove molti utenti possono premere il radiocomando e non si vuole che un impulso casuale fermi il cancello durante l’apertura. In OFF, invece, ogni impulso arresta l’automazione, seguendo una logica più tradizionale passo-passo. L’opzione 3 riguarda l’attivazione della programmazione radio dal trasmettitore: in ON non si ha l’attivazione della memoria radio dal radiocomando, mentre in OFF la memoria radio può essere aperta dal radiocomando. L’opzione 4 attiva o disattiva il colpo d’ariete per elettroserratura, cioè una funzione utile quando l’elettroserratura ha bisogno di un piccolo movimento o impulso meccanico per sbloccarsi meglio. L’opzione 5 definisce il funzionamento della sicurezza in apertura: in ON, l’intervento della sicurezza blocca il movimento e inverte per 2 secondi; in OFF, blocca semplicemente il movimento. L’opzione 6 riguarda il lampeggiante, che può essere intermittente in ON o a luce fissa in OFF. L’opzione 7 attiva o disattiva il rallentamento. L’opzione 8 attiva un impulso periodico di pressione in chiusura: in ON la centrale ogni 180 minuti dà un impulso di chiusura ai motori per 2 secondi, evitando lo scostamento delle ante dalla battuta; in OFF la funzione è disattiva.

Il manuale definisce poi la centrale EKOS 230 M2 come apparecchiatura di controllo per sistemi a una o due ante battenti, con o senza finecorsa, alimentati a 230 V AC. Una particolarità evidenziata è la regolazione separata della coppia tramite T1 e T2: T1 lavora sulla corsa a velocità normale, T2 sulla fase di rallentamento. Il testo spiega che intervenendo su questi dispositivi si può ottimizzare il funzionamento dell’automatismo in modo da rientrare nei parametri delle norme vigenti. La programmazione della corsa e dei telecomandi è in autoapprendimento, quindi la centrale memorizza tempi e comandi attraverso sequenze guidate, senza richiedere impostazioni complesse con strumenti esterni. Inoltre, gli apprendimenti di corsa delle due ante avvengono separatamente, così da avere tempi differenziati. Questo è importante perché in un cancello battente a due ante le ante possono avere lunghezze, attriti o tempi di movimento diversi, e spesso una deve aprire o chiudere con uno sfasamento rispetto all’altra.

La programmazione dei trasmettitori è spiegata in modo pratico. La centrale può gestire radiocomandi a codice fisso e a codice variabile, cioè rolling code, ma i due sistemi non possono essere usati contemporaneamente. Il primo radiocomando programmato determina la codifica del sistema. La centrale può gestire fino a 254 radiocomandi. Per programmare un trasmettitore bisogna premere il tasto P1 per 2 secondi; il LED L2 si accende. Successivamente, premendo il tasto del radiocomando, un doppio lampeggio del LED L2 indica l’avvenuta memorizzazione. Dopo 6 secondi la centrale esce automaticamente dalla funzione di programmazione. Per il passaggio pedonale tramite radiocomando, la procedura è diversa: si preme P1 per 2 secondi, si rilascia e si preme nuovamente per 1 secondo. Il LED L2 inizia a lampeggiare e, a ogni pressione del tasto di un radiocomando, un doppio lampeggio veloce segnala la memorizzazione. Anche in questo caso dopo 6 secondi la centrale esce dalla programmazione. Il passaggio pedonale gestisce solo la manovra della prima anta. Per cancellare tutti i codici presenti in memoria bisogna mantenere premuto P1 per 6 secondi; al rilascio avviene un lampeggio veloce del LED L3, seguito dopo 6 secondi dallo spegnimento del LED L2.

La programmazione della corsa è una parte delicata. Il manuale precisa che la programmazione parte ad automazione chiusa e che la prima manovra deve essere l’apertura. Se avviene il contrario, bisogna invertire il senso di marcia scambiando le fasi del motore sulla morsettiera. La programmazione può essere effettuata con i pulsanti PG1 e PG2 sulla centrale oppure tramite un radiocomando precedentemente programmato. Nel caso del radiocomando, il primo canale è associato alla prima anta e il secondo alla seconda; se si programma tramite radiocomando, deve essere appreso solo il primo canale, perché il secondo viene riconosciuto automaticamente. Per entrare in programmazione bisogna premere P2 per 2 secondi: il LED L3 si accende. A quel punto, nella procedura a doppia anta con rallentamento, si preme PG1 e la prima anta inizia l’apertura, si attende lo sfasamento desiderato e si preme PG2 per avviare la seconda anta. Poi si preme PG1 nel punto in cui deve iniziare il rallentamento della prima anta e PG2 nel punto in cui deve iniziare il rallentamento della seconda. Si premono poi PG1 e PG2 per arrestare le rispettive manovre. La sequenza prosegue con la chiusura: parte la seconda anta con PG2, si attende lo sfasamento, parte la prima anta con PG1, si impostano i punti di rallentamento in chiusura e si arrestano le ante nei punti desiderati, con fine programmazione. Per una sola anta la logica è più semplice e si usa PG1 per avvio, punto di rallentamento e arresto. Se l’opzione 7 è OFF, cioè senza rallentamento, la procedura si esegue senza trasmettere gli impulsi relativi all’inizio del rallentamento; le manovre terminano direttamente con gli impulsi di arresto.

La logica delle sicurezze viene riassunta in modo essenziale ma importante. L’ingresso costa sui morsetti 15 e 17 protegge solo in apertura. Con opzione 5 in ON, durante l’apertura l’intervento dei dispositivi di sicurezza provoca l’arresto della manovra e l’inversione in chiusura per 2 secondi. Con opzione 5 in OFF, invece, l’intervento provoca l’arresto dell’automazione e, al disimpegno, dopo 3 secondi riprende la manovra di apertura. L’ingresso fotocellula sui morsetti 16 e 17 protegge solo in chiusura: se viene impegnato durante la chiusura, la centrale inverte la marcia. Il contatto STOP sui morsetti 21 e 23, se aperto, provoca l’arresto immediato dell’automazione in qualunque situazione. Questa distinzione è fondamentale perché ogni sicurezza ha una funzione diversa: la fotocellula di chiusura serve a evitare la chiusura su persone o ostacoli, la costa o fotocellula in apertura protegge il movimento in apertura, mentre lo stop prevale sempre su tutto.

Anche la logica del lampeggiante è codificata. In apertura si ha un lampeggio lento, in chiusura un lampeggio veloce, in pausa una luce fissa, mentre all’impegno di foto o costa il lampeggiante si spegne. Questo comportamento aiuta l’utente e l’installatore a leggere lo stato dell’automazione anche a distanza. Un lampeggio lento segnala che il cancello sta aprendo, uno veloce che sta chiudendo, la luce fissa che è in pausa prima della chiusura automatica, lo spegnimento su sicurezza che un dispositivo ha rilevato una condizione da bloccare.

La terza pagina è dedicata soprattutto a dichiarazioni e riferimenti del produttore. Viene ribadito che il marchio CE è conforme alla direttiva europea CEE 89/336 più 93/68, con richiamo al decreto legislativo indicato nel documento. Viene inoltre ripetuto, in più lingue, che i prodotti, se installati da personale specializzato idoneo alla valutazione dei rischi, rispondono alle normative UNI EN 12453 e UNI EN 12445. Sono indicati anche i dati della società Dieffematic S.r.l., con sede a Sambuceto, recapiti telefonici, email e sito web. Anche questa parte conferma che la centrale non deve essere valutata solo come componente elettronico, ma come parte di un sistema automatico che richiede installazione qualificata, valutazione dei rischi e rispetto delle norme di sicurezza applicabili.

Manuale Istruzioni Dieffematic EKOS 230 M2 PDF
Manuale Istruzioni Dieffematic EKOS 230 M2 PDF

Manuale di Istruzioni Dieffematic EKOS 230 M2 PDF

Se possiedi o utilizzi il modello Dieffematic EKOS 230 M2, avere a disposizione il manuale di istruzioni è fondamentale per garantire un utilizzo corretto e sicuro dell’apparecchio. Qui di seguito trovi il manuale in formato PDF, facilmente consultabile e scaricabile, che ti guiderà passo dopo passo nell’installazione, nell’uso quotidiano e nella manutenzione dell’impianto.

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