In questa pagina puoi trovare e scaricare facilmente il manuale di istruzioni in formato PDF dedicato al telecomando BFT CLONIX 1 – 2. Il manuale ti guiderà passo dopo passo nell’installazione, nella configurazione e nell’utilizzo corretto del dispositivo, fornendo tutte le informazioni necessarie per sfruttare al meglio le sue funzionalità. Scaricando la guida potrai consultare schemi, istruzioni dettagliate e suggerimenti utili per risolvere eventuali problemi, così da gestire il tuo telecomando in modo semplice e sicuro.
Cosa Troverai nel Manuale Utente Telecomando BFT CLONIX 1 – 2
Il manuale del Telecomando BFT CLONIX 1 – 2 riguarda un sistema radiocomando rolling-code con clonazione, abbinato ai trasmettitori MITTO 2 e MITTO 4 a 433 MHz. Non si tratta del manuale di un semplice telecomando, ma di una guida di installazione e programmazione del ricevitore Clonix, cioè del dispositivo che riceve i segnali radio inviati dai radiocomandi e li trasforma in comandi elettrici per una centrale di automazione. La copertina identifica il prodotto come “CLONIX1-2” e “MITTO 2-4 433MHz” e lo descrive come “sistema radiocomando rolling-code con clonazione”, quindi il cuore del manuale è la gestione sicura dei codici radio, la memorizzazione dei trasmettitori, la clonazione, l’uso dei canali di uscita e le avvertenze per l’installatore.
Il sistema Clonix nasce per comandare automazioni come cancelli, porte automatiche, serrande o altri dispositivi gestiti da una centrale elettronica. Il ricevitore può essere monocanale o bicanale, e la differenza pratica è il numero di uscite disponibili. Con un ricevitore a un canale si può comandare una sola funzione, per esempio lo start di una centrale. Con un ricevitore a due canali si possono comandare due funzioni distinte, per esempio lo start dell’automazione e l’apertura pedonale. La pagina illustrata della programmazione base mostra proprio questo caso: nel Clonix 2 l’uscita impulsiva 1 e l’uscita impulsiva 2 possono essere usate, per esempio, per comandare lo start di una centrale di comando e l’apertura pedonale della stessa automazione. In termini pratici, il ricevitore non apre da solo il cancello, ma fornisce alla centrale un contatto o un impulso che viene poi interpretato secondo la logica dell’impianto.
Il concetto più importante del manuale è il rolling-code con clonazione. Un radiocomando rolling-code non trasmette sempre lo stesso codice fisso, ma usa una codifica variabile, più sicura rispetto ai sistemi tradizionali. Il ricevitore Clonix unisce questa sicurezza alla possibilità di copiare o clonare trasmettitori. Il manuale spiega che clonare un trasmettitore significa generare un nuovo radiocomando capace di inserirsi automaticamente nella lista dei trasmettitori memorizzati nel ricevitore, aggiungendosi oppure sostituendo un trasmettitore già presente. Questa distinzione è importante. La clonazione in aggiunta permette di creare un nuovo radiocomando che si somma agli altri già autorizzati. La clonazione per sostituzione, invece, permette di creare un nuovo radiocomando che prende il posto di uno precedente, rendendo inutilizzabile quello vecchio. Questa funzione è utile soprattutto quando un trasmettitore viene smarrito, perché consente di sostituirlo senza lasciare attivo un dispositivo potenzialmente finito in mani sbagliate.
Il manuale segnala anche che, quando la massima sicurezza della codifica non è determinante, Clonix può lavorare con clonazione in aggiunta a codice fisso. In questo caso si rinuncia al vantaggio del codice variabile, ma si mantiene comunque una codifica con un elevato numero di combinazioni. Questa possibilità è pensata per contesti nei quali la semplicità di duplicazione può essere più importante della massima protezione. Il documento affronta anche il caso delle comunità di ricevitori, cioè impianti complessi con più ricevitori, come condomini, complessi residenziali, aziende o aree con diversi accessi. In queste situazioni può essere difficile distinguere tra cloni da aggiungere e cloni da sostituire in ricevitori particolari o collettivi. Il sistema Clonix, secondo il manuale, semplifica questa gestione e permette la memorizzazione dei cloni fino a 250 ricevitori particolari. È una funzione avanzata, non necessaria per un piccolo impianto domestico, ma molto utile quando bisogna amministrare molti utenti e molti accessi.
I dati tecnici del ricevitore indicano che Clonix può essere alimentato da 12 a 28 V in corrente continua oppure da 16 a 28 V in corrente alternata. L’antenna deve avere impedenza 50 ohm e il manuale consiglia cavo coassiale RG58. Il contatto relè supporta 1 A a 33 V in corrente alternata o 1 A a 24 V in corrente continua. La quantità massima di radiotrasmettitori memorizzabili dipende dalla versione: sono citate versioni monocanale e bicanale da 128 trasmettitori e versioni bicanale da 2048 trasmettitori, comprese varianti esterne. Per il trasmettitore MITTO, il manuale indica frequenza 433,92 MHz, temperatura di funzionamento da -20 °C a +55 °C, algoritmo rolling-code, 4 miliardi di combinazioni, alimentazione tramite pila alcalina 12 V tipo 23A, portata indicativa da 50 a 100 metri e versioni bicanale o quadricanale. Questi dati aiutano a capire perché la portata effettiva può variare: 50 o 100 metri sono valori indicativi e dipendono da antenna, ostacoli, strutture metalliche, disturbi radio e stato della batteria.
La parte sull’antenna è breve ma molto pratica. Il manuale raccomanda di usare un’antenna accordata sui 433 MHz e di collegarla al ricevitore con cavo coassiale RG58. Aggiunge che masse metalliche vicino all’antenna possono disturbare la ricezione radio, quindi, se la portata del trasmettitore è scarsa, bisogna spostare l’antenna in un punto più adatto. Questa è una delle indicazioni più utili per l’utente che lamenta un telecomando “debole”: spesso il problema non è il telecomando, ma l’antenna posizionata male, schermata da metallo, montata dentro una scatola sfavorevole o collegata con cavo non idoneo.
La programmazione manuale è la procedura centrale del manuale per gli impianti standard. Il ricevitore ha due pulsanti, SW1 e SW2, e un LED di segnalazione chiamato DL1. SW1 serve per programmare il canale CH1, mentre SW2 serve per il canale CH2. Il principio è questo: si sceglie prima il canale da programmare, poi si sceglie eventualmente la funzione, quindi si memorizza il tasto del trasmettitore. Nella procedura base del Clonix 2, per programmare l’uscita 1 si preme una volta SW1. Il LED comincia a lampeggiare. Poi si preme il tasto nascosto del telecomando fino a quando il LED del ricevitore resta acceso fisso. A quel punto si preme il tasto T1 del trasmettitore; il LED lampeggia velocemente per indicare l’avvenuta memorizzazione e poi riprende il lampeggio normale. Per programmare la seconda uscita si preme una volta SW2, si ripete il passaggio con il tasto nascosto e poi si preme T2. La sequenza illustrata in figura 2 mostra proprio questi passaggi, compresi i momenti in cui bisogna attendere lo spegnimento del LED prima di considerare conclusa la procedura.
Il tasto nascosto è un elemento tipico dei radiocomandi BFT MITTO e compatibili. Non è un normale tasto di comando dell’automazione, ma un comando usato per mettere il trasmettitore in condizione di programmazione. Il manuale precisa che il tasto nascosto può avere aspetto diverso a seconda del modello di trasmettitore. Nelle immagini viene mostrato che, nei MITTO, può essere raggiunto aprendo il telecomando o premendo un punto specifico; in altri dispositivi, come UNIMITTO o vecchi radiocomandi compatibili, la posizione dei contatti cambia. Questo spiega perché molte difficoltà di programmazione nascono proprio dal non sapere quale sia il tasto nascosto: non basta premere il tasto con cui si apre il cancello, bisogna prima attivare la funzione di apprendimento prevista dal trasmettitore.
La tabella A è la parte più tecnica della programmazione. Il manuale spiega che la prima pressione del tasto SW1, per il canale 1, o SW2, per il canale 2, mette la ricevente in modalità programmazione. Ogni pressione successiva dello stesso tasto fa passare il ricevitore alla funzione successiva, indicata dal numero di lampeggi del LED DL1. Per esempio, quattro pressioni consecutive di SW2 predispongono la ricevente alla memorizzazione del secondo canale come uscita timer, e il LED lo segnala con quattro lampeggi seguiti da una pausa. Dopo avere selezionato il canale e la funzione desiderata, si procede alla memorizzazione del tasto T1, T2, T3 o T4 del trasmettitore. Questa logica è molto importante: SW1 e SW2 non servono solo a dire “canale 1” o “canale 2”, ma permettono anche di scegliere il comportamento dell’uscita.
La funzione più semplice è l’uscita impulsiva. In questa modalità, il relè dell’uscita abbinata resta attratto per 1 secondo. È la configurazione tipica per comandare lo start di una centrale, perché molte automazioni richiedono soltanto un impulso breve, come se si premesse un pulsante. Se per 10 secondi non si eseguono memorizzazioni, il ricevitore esce automaticamente dalla modalità di programmazione. La procedura è sempre basata sul tasto nascosto e sul tasto del trasmettitore: si preme il tasto nascosto fino a quando il LED resta acceso, poi si preme il tasto T desiderato fino alla ripresa del lampeggio, quindi si attende lo spegnimento del LED o si trasmette un tasto per uscire. A quel punto il tasto scelto è memorizzato.
Una funzione particolare della programmazione standard è la memorizzazione automatica MITTO2 o TRC2 con uscita impulsiva. In questo caso, il tasto T1 del trasmettitore viene memorizzato automaticamente sull’uscita CH1 e il tasto T2 sull’uscita CH2. Il manuale avverte di non usare questa funzione con TRC1, perché quel trasmettitore non dispone del tasto T2. Dal punto di vista pratico, questa modalità è comoda quando si vuole configurare rapidamente un radiocomando bicanale nel modo più comune: primo tasto per il primo canale, secondo tasto per il secondo canale. La procedura prevede di premere il tasto nascosto fino a LED acceso, poi premere T1; eventuali altri tasti vengono ignorati, e alla fine T1 e T2 risultano automaticamente assegnati a CH1 e CH2.
La programmazione avanzata introduce altre due modalità: uscita passo-passo e uscita timer. Nell’uscita passo-passo, il relè abbinato cambia stato a ogni pressione del tasto del trasmettitore. Questo significa che una pressione può attivare l’uscita e una successiva può disattivarla, secondo una logica bistabile. È diversa dall’uscita impulsiva, che dura solo 1 secondo. L’uscita passo-passo può essere utile per funzioni che devono restare attive fino a nuovo comando, purché l’impianto sia progettato per questo comportamento. L’uscita timer, invece, mantiene il relè attratto per 90 secondi a ogni pressione del tasto. Se il tasto viene premuto durante il conteggio, il conteggio riparte da capo. Questa funzione può servire, per esempio, per luci di cortesia, comandi temporizzati o funzioni ausiliarie che devono restare attive per un periodo definito. Il manuale segnala anche una funzione di eliminazione codice, ma nella tabella risulta non associata, quindi non viene descritta come procedura disponibile.
La cancellazione completa della memoria è una procedura delicata. Il manuale avverte chiaramente che cancella dalla memoria del ricevitore tutti i radiocomandi memorizzati sia sul canale 1 sia sul canale 2. Per eseguirla, durante il lampeggio del LED bisogna premere simultaneamente i pulsanti SW1 e SW2 per più di 10 secondi. Il LED lampeggia molto velocemente e, quando si spegne, tutte le trasmittenti sono state cancellate e il ricevitore esce dalla modalità di programmazione. È una funzione utile quando un impianto deve essere azzerato, quando sono stati persi telecomandi, quando cambia la gestione dell’accesso o quando si vuole ripartire da una memoria pulita. Però va usata con attenzione, perché dopo la cancellazione nessun telecomando precedentemente registrato funzionerà più fino a nuova memorizzazione.
Il manuale spiega anche la memorizzazione in autoapprendimento via radio, legata al DIP1 in ON. Questa modalità permette di copiare i tasti di un trasmettitore già memorizzato senza accedere fisicamente al ricevitore. È utile quando il quadro è lontano, chiuso o poco accessibile. La procedura richiede però che il primo trasmettitore sia stato memorizzato manualmente. Si preme il tasto nascosto del trasmettitore già memorizzato, poi il tasto che si vuole attribuire anche al nuovo trasmettitore. Entro 10 secondi si preme il tasto nascosto del nuovo trasmettitore e poi il tasto che si vuole assegnare al nuovo dispositivo. Per aggiungere un altro trasmettitore si ripete la parte finale entro il limite temporale. Il manuale aggiunge una nota di sicurezza importante: la massima protezione dalla memorizzazione di codici estranei si ottiene effettuando la programmazione in modo manuale o tramite programmatore palmare universale, con DIP1 in OFF. In sostanza, la programmazione via radio è comoda, ma meno controllata rispetto all’accesso diretto al ricevitore.
I dip-switch hanno quindi un ruolo importante nella configurazione generale. Il DIP1 abilita o meno l’autoapprendimento via radio, mentre il DIP2 distingue tra clonazione rolling-code e clonazione a codice fisso. Il manuale rimanda alle istruzioni del Programmatore Palmare Universale e alla guida di programmazione Clonix per le procedure di clonazione più avanzate. Le immagini mostrano anche l’uso di dispositivi come PROXIMA, UNIFLAT, UNIMITTO e UNIDA, strumenti o interfacce pensati per la programmazione e la gestione dei radiocomandi. Questo fa capire che il sistema Clonix può essere usato in modo semplice, con programmazione manuale base, oppure in modo professionale, con gestione avanzata, database e comunità di ricevitori.
Le avvertenze per l’installatore occupano una parte consistente del manuale. BFT ribadisce che tutto ciò che non è espressamente previsto nel manuale di installazione non è permesso e che il buon funzionamento dell’operatore è garantito solo se vengono rispettati i dati riportati. Un’installazione errata può causare danni a persone, animali o cose. Il prodotto deve essere usato solo per l’utilizzo previsto, non deve essere installato in atmosfera esplosiva e deve essere verificata l’integrità prima dell’installazione. Prima di qualsiasi intervento bisogna togliere l’alimentazione elettrica e scollegare eventuali batterie tampone. A monte dell’impianto devono essere presenti protezione differenziale e protezione da sovracorrente adeguate, e la rete deve disporre di un interruttore o magnetotermico onnipolare da 16 A che consenta la disconnessione completa. L’impianto di terra deve essere corretto, le parti metalliche della chiusura devono essere collegate a terra e devono essere usati ricambi originali per manutenzione e riparazioni.
La parte sui collegamenti ricorda che, per l’alimentazione, bisogna usare cavi adeguati: per alimentazioni trifase sono indicati cavi multipolari da 5 x 1,5 mm² o 4 x 1,5 mm², mentre per alimentazioni monofase 3 x 1,5 mm². Per gli ausiliari la sezione minima dei conduttori è 0,5 mm². I pulsanti devono avere portata non inferiore a 10 A a 250 V. I conduttori devono essere fissati vicino ai morsetti, per esempio con fascette, per mantenere ben separate le parti in tensione dalle parti a bassissima tensione di sicurezza. Il cavo di alimentazione deve essere preparato in modo che il conduttore di terra arrivi al morsetto corretto e sia l’ultimo a tendersi in caso di allentamento del fissaggio. Il manuale insiste sulla separazione fisica tra conduttori a bassissima tensione di sicurezza e conduttori a bassa tensione, e precisa che l’accesso alle parti in tensione deve essere possibile solo per personale qualificato.
La demolizione e lo smaltimento completano il documento. Il manuale dice che l’eliminazione dei materiali deve avvenire rispettando le norme vigenti e che apparecchi scartati, pile o batterie usate non devono essere gettati nei rifiuti domestici. L’utente ha la responsabilità di consegnare i rifiuti da apparecchiature elettriche o elettroniche a un punto di raccolta dedicato al riciclo. Questo vale sia per il ricevitore sia per eventuali telecomandi e batterie esauste. In un sistema radiocomando, infatti, non c’è solo la scheda elettronica installata nel quadro, ma anche le pile dei trasmettitori, che devono essere smaltite separatamente e correttamente.

Manuale di Istruzioni Telecomando BFT CLONIX 1 – 2 PDF
In questa sezione, mettiamo a disposizione il manuale di istruzioni del telecomando BFT CLONIX 1 – 2 in formato PDF, facilmente consultabile e scaricabile. Il documento fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione, la programmazione e l’utilizzo corretto del dispositivo, risultando uno strumento utile sia per i nuovi utenti sia per chi desidera approfondire le funzionalità del telecomando.