In questa sezione è possibile scaricare il manuale di istruzioni in formato PDF per i modelli BTicino SFERA NEW e SFERA ROBUR 351200. Il manuale fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione, l’utilizzo e la manutenzione corretta del prodotto, offrendo una guida dettagliata alle sue funzionalità principali. Scaricando il documento, avrai a disposizione un supporto pratico e completo per sfruttare al meglio le potenzialità del tuo sistema BTicino, assicurandoti un utilizzo sicuro ed efficiente.
Cosa Troverai nel Manuale Utente BTicino SFERA NEW – SFERA ROBUR 351200
Il manuale BTicino SFERA NEW – SFERA ROBUR 351200 descrive un modulo audio video che rappresenta il nucleo tecnologico del posto esterno nei sistemi videocitofonici 2 FILI di questa famiglia. Non si tratta quindi di un videocitofono completo da usare all’interno dell’abitazione, ma del modulo esterno che integra telecamera, microfono, altoparlante, pulsanti di chiamata, gestione della serratura e segnalazioni luminose di stato. Il documento è breve, ma molto denso, perché concentra in tre pagine tutto ciò che serve per capire che cosa faccia il dispositivo, come sia costruito, come vada configurato e quali siano i suoi limiti tecnici e installativi. La logica generale del manuale è molto chiara: il 351200 è un elemento modulare pensato per essere inserito nelle pulsantiere Sfera New e Sfera Robur, completato con i relativi frontali di finitura, configurato fisicamente oppure tramite software e installato in modo da garantire una buona ripresa video, una corretta comunicazione audio e una gestione affidabile del comando serratura.
Fin dalle prime righe, il manuale presenta il 351200 come un modulo audio video per la realizzazione di impianti video a colori 2 FILI. Questo dettaglio è importante perché colloca il prodotto all’interno del sistema BTicino Due Fili, cioè di una tecnologia impiantistica che semplifica il cablaggio ma richiede comunque una corretta configurazione dei dispositivi. Il modulo integra una telecamera a colori con sensore da un terzo di pollice, LED bianchi per l’illuminazione del campo di ripresa e una resistenza di preriscaldo antiappannamento. Già solo questa triade di caratteristiche dice molto sul tipo di utilizzo previsto. La telecamera a colori serve a fornire una visualizzazione chiara del visitatore, i LED bianchi permettono di mantenere visibile il volto o la scena anche in condizioni di scarsa luce e la resistenza antiappannamento indica che il dispositivo è stato progettato per installazioni esterne esposte a sbalzi termici e umidità, dove la condensa potrebbe compromettere la qualità della ripresa. Il manuale spiega anche che la telecamera è regolabile sugli assi orizzontale e verticale di più o meno dieci gradi, una possibilità che ha un valore pratico molto concreto perché consente all’installatore di perfezionare l’inquadratura una volta montato il modulo, senza dover necessariamente spostare l’intero telaio della pulsantiera.
Il contenuto del manuale chiarisce anche che il 351200 non si limita a trasmettere audio e video, ma svolge un ruolo di gestione accessi vero e proprio. Il modulo consente infatti l’apertura di un’elettroserratura collegata direttamente ai morsetti S+ ed S-, con una specifica di 18 volt, 4 ampere impulsivi e 250 milliampere di mantenimento su 30 ohm massimi. Questa indicazione tecnica è molto importante, perché non solo dice che il modulo può comandare direttamente una serratura, ma definisce con precisione i parametri entro cui questa funzione è garantita. Il manuale aggiunge inoltre la possibilità di collegare un pulsante apriporta locale ai morsetti PL, e specifica che il dispositivo è predisposto per alimentazione supplementare. Questi dettagli fanno capire che il 351200 è stato progettato per essere flessibile in fase impiantistica: può lavorare in configurazioni standard alimentate dal bus SCS, ma può anche essere sostenuto da una alimentazione aggiuntiva quando il progetto lo richiede. Allo stesso modo, il pulsante apriporta locale è una funzione utile nei casi in cui si voglia poter comandare il varco direttamente dal posto esterno o da una posizione locale associata.
La prima pagina del manuale è particolarmente utile perché fornisce una legenda completa delle parti frontali e posteriori. Sul fronte del modulo si trovano gli altoparlanti, il connettore mini-USB per il collegamento al PC, la regolazione del volume del microfono, il LED verde dello stato porta, il LED verde della comunicazione attiva, il LED di stato sistema che può essere verde per indicare chiamata inoltrata o rosso per indicare sistema occupato, i pulsanti di chiamata, i LED bianchi per l’illuminazione notturna, il sensore luce per l’accensione automatica della retroilluminazione notturna, la telecamera a colori, il microfono e la regolazione del volume dell’altoparlante. Sul retro si trovano invece il connettore per il modulo teleloop 352700, i morsetti estraibili per la serratura, i morsetti estraibili per il pulsante apriporta locale, quelli per alimentazione locale e BUS SCS 2 FILI, il connettore per il collegamento ai moduli successivi e la sede dei configuratori. Questa elencazione è molto importante perché mostra la ricchezza funzionale del modulo. Non si tratta di una semplice placca con telecamera, ma di un centro di gestione del posto esterno, capace di fornire feedback luminosi, regolazioni audio, collegamenti verso dispositivi aggiuntivi e integrazione con moduli successivi del sistema Sfera.
La parte dedicata agli articoli correlati ha anch’essa un certo rilievo, perché spiega che il modulo 351200 va completato con specifici frontali di finitura. Il manuale elenca i codici 351201, 351202 e 351203 per i frontali audio/video Sfera New nelle finiture Allmetal, Allwhite e Allstreet, i codici 351211, 351212 e 351213 per le versioni con un pulsante, i codici 351221, 351222 e 351223 per le versioni con due pulsanti su doppia colonna, e poi i corrispondenti frontali Sfera Robur 351205, 351215 e 351225. Questo aspetto è significativo perché mostra la modularità del sistema. Il 351200 è il cuore funzionale, ma il risultato finale cambia in base al frontale scelto, sia dal punto di vista estetico sia dal punto di vista della robustezza meccanica, dato che il manuale distingue fra frontali Sfera New con grado di resistenza IK08 e frontali Sfera Robur con grado IK10. Ne consegue che il modulo può essere usato in contesti più o meno esposti a vandalismo o urti, scegliendo il frontale più adatto senza cambiare il nucleo audio-video.
Anche i dati tecnici riportati nella prima pagina sono molto istruttivi. L’alimentazione da BUS SCS è compresa tra 18 e 27 Vdc, l’assorbimento in stand-by è di 15 mA con LED di retroilluminazione spenti e di 20 mA con LED accesi, mentre l’assorbimento massimo in funzionamento è di 140 mA. Il sensore video è, come già detto, da un terzo di pollice, l’obiettivo è F2,5 con focale 3,3 mm, la risoluzione è di 330 linee TV orizzontali e la regolazione della luminosità è automatica. Il manuale ribadisce la presenza della resistenza di preriscaldo antiappannamento, indica una temperatura di funzionamento molto ampia, da -25 a +70 gradi, e un grado di protezione IP54 per la pulsantiera assemblata. Questi dati chiariscono bene l’ambiente operativo del prodotto: il 351200 è fatto per stare all’esterno, in condizioni anche impegnative, e per continuare a funzionare in presenza di freddo intenso, caldo elevato, umidità e polvere moderata. Non è un modulo pensato per l’interno o per condizioni protette. Il manuale aggiunge anche le dimensioni, 115 millimetri di larghezza per 91 di altezza, mostrando che il modulo ha una forma compatta ma sufficientemente ampia da ospitare in modo ordinato tutti gli elementi funzionali del frontale.
La seconda pagina del manuale è quasi interamente dedicata alla configurazione, e qui emerge uno degli aspetti più interessanti del dispositivo. BTicino spiega che il modulo deve essere configurato e che la configurazione può avvenire in due modi differenti. La prima modalità è quella classica, cioè tramite inserimento fisico dei configuratori nelle apposite sedi. La seconda è tramite PC e software specifico scaricabile gratuitamente, che offre molte più opzioni rispetto alla configurazione fisica. Questa distinzione è cruciale, perché segnala che il prodotto può essere usato in modo essenziale con i configuratori tradizionali, ma può esprimere una maggiore flessibilità quando viene programmato da software. La modalità 1, cioè quella fisica, ruota attorno ai parametri P, N, S, T, M, J1 e J2. P assegna il numero del posto esterno all’interno del sistema e deve partire sempre da zero, con il posto esterno configurato con P=0 che deve essere quello comune o principale. N assegna invece la corrispondenza tra i pulsanti del posto esterno e i citofoni o videocitofoni. Nei posti esterni comuni realizzati con moduli pulsanti, in N del modulo fonico deve essere inserito 1, mentre nei posti esterni locali si deve inserire il numero del primo citofono del montante. Questa logica fa capire che P definisce l’identità del posto esterno nel sistema, mentre N definisce a chi corrispondono le chiamate generate dai pulsanti.
Il configuratore S riguarda il tipo di segnale di chiamata. Il manuale spiega che la sua configurazione determina il tono della chiamata sui posti interni e permette quindi di differenziare le chiamate provenienti da differenti posti esterni. Per i posti interni Classe100 e Classe300, S associa semplicemente il posto esterno a una delle suonerie programmabili del posto interno, fino a un massimo di 16 melodie preinstallate. Per i posti interni Sprint L2, invece, S determina in modo diretto il tono della chiamata secondo una tabella precisa: con configuratore 0, 1 o 2 si ottengono chiamate bitonali con diverse combinazioni di frequenza, mentre con il configuratore 3 si ottiene una chiamata monotonale. Il manuale aggiunge che negli impianti monofamiliari S=9 configura la chiamata generale. Questa parte è molto importante perché mostra che il modulo 351200 non genera una chiamata indistinta, ma può essere inserito in una logica di differenziazione dei toni, utile per riconoscere da quale ingresso o da quale posto esterno stia arrivando la chiamata.
Il configuratore T è dedicato alla temporizzazione della serratura. Anche qui il manuale offre una tabella chiara: senza configuratore si hanno 4 secondi di attivazione, con i configuratori da 1 a 3 si scende a 1, 2 o 3 secondi, con il configuratore 4 si ottiene il funzionamento come pulsante, mentre con 5, 6 e 7 si sale a 6, 8 e 10 secondi. Il documento precisa che il funzionamento come pulsante è limitato a 10 secondi, dopodiché il modulo entra in stand-by, e che se si desidera estendere tale funzionamento oltre i 10 secondi bisogna utilizzare l’attuatore 346210 configurato con MOD=5. Questo dettaglio è molto utile perché fa capire che la gestione della serratura è adattabile alle esigenze reali dell’impianto. Alcune serrature richiedono solo un impulso breve, altre possono richiedere un tempo più lungo, e il 351200 permette di scegliere la temporizzazione corretta senza dover ricorrere a circuiti esterni, almeno entro certi limiti.
Il configuratore M è uno degli aspetti più interessanti della configurazione fisica, perché serve a gestire sia l’attivazione o disattivazione dei toni di chiamata e del tono di apertura serratura, sia la possibilità di mantenere sempre accesa la retroilluminazione notturna, disattivando il sensore di luce. La tabella del manuale mostra che con M=0 tutti i toni sono attivati, con M=1 il tono serratura è disattivato, con M=2 è disattivato il tono di chiamata e con M=3 tutti i toni sono disattivati. Con M=4, 5, 6 e 7 si ripetono le stesse quattro possibilità ma con l’aggiunta della retroilluminazione sempre ON. Questo significa che il modulo può essere adattato non solo sul piano logico delle chiamate e della serratura, ma anche sul piano del comportamento acustico e visivo del posto esterno. In un contesto molto silenzioso o in cui non si desideri alcun beep di conferma, si possono disattivare i toni. In un’installazione poco illuminata o dove si voglia una visibilità continua del pannello, si può forzare la retroilluminazione notturna sempre attiva. È un buon esempio di come il manuale, pur brevissimo, riesca a far capire che il prodotto è stato progettato con una certa attenzione alla personalizzazione di installazione.
Anche J1 e J2 hanno un ruolo preciso. J1 consente la gestione dei pulsanti di chiamata presenti sul modulo fonico. Se è inserito, viene abilitata solo la colonna pulsanti di destra; se è disinserito, vengono abilitate entrambe le colonne, destra e sinistra. Questo è perfettamente coerente con la modularità dei frontali Sfera e con la possibilità di avere una sola colonna di chiamata oppure una doppia colonna. J2, invece, riguarda l’alimentazione supplementare del posto esterno. Se inserito, l’alimentazione supplementare è disabilitata; se disinserito, viene abilitata. In sostanza, questi due jumper permettono di adattare il modulo sia alla configurazione meccanica del frontale sia al tipo di alimentazione previsto dal progetto.
La terza pagina introduce la modalità 2 di configurazione, cioè quella tramite PC e software specifico. Il manuale chiarisce che questa modalità offre molte più opzioni rispetto alla configurazione fisica e che per collegare il modulo al computer bisogna usare un cavo USB–mini USB. Il software consente di configurare, programmare e aggiornare il firmware del modulo fonico. Il documento aggiunge una nota importante: per inviare correttamente la configurazione al dispositivo è necessario rimuovere il jumper J1 e assicurarsi che non ci siano configuratori inseriti nella sede sul retro del modulo. Questo fa capire che la configurazione avanzata non è semplicemente un’aggiunta facoltativa, ma una modalità alternativa vera e propria, che richiede di liberare il dispositivo dai vincoli della configurazione fisica. In pratica, il manuale sta dicendo che il 351200 può essere gestito come un modulo tradizionale, ma può anche diventare un dispositivo molto più raffinato se configurato via software, con possibilità di aggiornamento firmware e opzioni non accessibili tramite soli configuratori.
La stessa terza pagina contiene anche un diagramma molto utile sul campo di ripresa della telecamera. Il manuale mostra che, con il modulo 351200 installato a 160 centimetri dal suolo, il campo verticale inquadrato è di circa 60 centimetri con angolo di 60 gradi, mentre per il modello 351300 il campo sarebbe più ampio. Sul piano orizzontale, a 50 centimetri dalla pulsantiera, il campo di ripresa del 351200 è di circa 105 centimetri con angolo di 92 gradi. Questo schema è particolarmente importante perché trasforma in dati concreti ciò che altrimenti sarebbe soltanto una generica indicazione sulla telecamera. L’installatore può così valutare se l’altezza di 160 centimetri è adeguata al contesto, se il visitatore verrà inquadrato correttamente e se eventuali ostacoli o geometrie particolari dell’ingresso potrebbero limitare la resa del sistema. Anche qui il manuale si dimostra molto pratico: non si limita a dire che la telecamera vede una certa scena, ma mostra con quote e angoli il campo effettivo di copertura.

Manuale di Istruzioni BTicino SFERA NEW – SFERA ROBUR 351200 PDF
Se sei alla ricerca del manuale di istruzioni per il videocitofono BTicino SFERA NEW – SFERA ROBUR 351200, in questa sezione troverai la documentazione ufficiale in formato PDF pronta per il download. Il manuale fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione, la configurazione e l’utilizzo corretto del dispositivo, offrendo soluzioni dettagliate alle principali problematiche e domande frequenti. Scaricare il file ti permetterà di avere sempre a portata di mano una guida completa e aggiornata per sfruttare al meglio tutte le funzionalità del tuo videocitofono.