Manuale Stufa a Pellet Kover Diva Mid PDF

In questa pagina è possibile scaricare gratuitamente il manuale di istruzioni della stufa a pellet Kover Diva Mid in formato PDF. Il manuale fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione, l’uso corretto e la manutenzione della stufa, includendo consigli utili per ottimizzare le prestazioni e garantire la massima sicurezza. Prima di utilizzare l’apparecchio, si raccomanda di leggere attentamente il manuale per familiarizzare con le sue funzionalità e seguire tutte le indicazioni riportate dal produttore.

Cosa Troverai nel Manuale Utente Stufa a Pellet Kover Diva Mid

Il manuale della termostufa a pellet Klover Diva Mid è una guida completa di installazione, uso, manutenzione e consigli pratici per un apparecchio domestico a pellet destinato al riscaldamento dell’abitazione e, nei modelli predisposti, anche alla produzione di acqua calda sanitaria. Il documento presenta la Diva Mid come una termostufa automatica a pellet di legno, cioè non una semplice stufa ad aria, ma un generatore collegabile all’impianto idraulico di riscaldamento, con acqua come fluido vettore. Il manuale insiste fin dall’inizio sul fatto che la prima accensione deve essere richiesta a un Centro Assistenza Tecnica Autorizzato, perché questa operazione è collegata anche all’avvio della garanzia. La macchina è dichiarata conforme a norme e direttive europee applicabili, tra cui quelle sui prodotti da costruzione, sulla bassa tensione e sulla compatibilità elettromagnetica; la dichiarazione di conformità identifica il prodotto come apparecchio per riscaldamento domestico con possibilità di produzione di acqua calda sanitaria, alimentato a pellet di legno.

La parte introduttiva del manuale ha soprattutto una funzione di sicurezza. L’installazione e la messa in esercizio devono essere eseguite da personale competente e consapevole delle norme di sicurezza vigenti. Klover precisa che non si assume responsabilità se non vengono rispettate queste prescrizioni. La termostufa deve essere collegata a una canna fumaria idonea, non può essere installata su una canna condivisa e, in caso di incendio del camino, bisogna usare sistemi adeguati per soffocare le fiamme o richiedere l’intervento dei vigili del fuoco. L’alimentazione elettrica deve avvenire tramite presa con messa a terra e non devono essere usati cavi danneggiati o prese sovraccaricate. Il manuale vieta di pulire l’apparecchio con sostanze infiammabili, di lasciare materiali combustibili nel locale, di usare la termostufa come inceneritore, di bruciare combustibili diversi dal pellet raccomandato o di usare combustibili liquidi. L’apparecchio raggiunge temperature elevate, soprattutto su vetro ceramico, tubo fumi e superfici esterne, quindi deve essere manovrato con cautela. Bambini e persone inesperte non devono usarlo, e la porta del focolare non deve mai essere aperta durante il normale funzionamento.

La destinazione d’uso è definita con precisione. La Diva Mid è progettata per riscaldare l’abitazione tramite funzionamento automatico a pellet di legno, esclusivamente con la porta del focolare chiusa. Il manuale segnala la presenza di un sistema di doppia combustione, pensato per ottenere fumi più puliti, basse emissioni di monossido di carbonio e un rendimento elevato. Questo non significa però che la macchina possa essere usata liberamente in qualsiasi condizione: deve essere installata solo all’interno, secondo il manuale, e deve essere mantenuta correttamente. L’impiego di pellet scadente o di materiali diversi può danneggiare le funzioni della termostufa e far decadere la garanzia. Anche modifiche, riparazioni non autorizzate e uso di ricambi non originali possono escludere la responsabilità del produttore.

Il manuale dedica poi alcune pagine alla verifica dei componenti presenti nella termostufa. Prima della prima accensione bisogna controllare che siano installati correttamente il cassetto cenere, la piastra di fondo del cassetto cenere, il frangifiamma, i supporti del frangifiamma e le bocchette per la pulizia del deposito cenere. Le immagini mostrano dove si trovano questi elementi nella camera di combustione e nella parte inferiore della macchina. In dotazione vengono forniti anche il libretto d’uso, installazione e manutenzione, il cavo di alimentazione, una chiave metallica per la valvola di sfiato, un tubo in gomma per la valvola di sfiato e il telecomando a infrarossi. La descrizione dei componenti mostra inoltre la valvola di sfiato aria con chiavetta e tubo in gomma, il manometro della pressione impianto e i pomellini di pulizia del giro fumi, presenti su entrambi i lati togliendo il frontalino sotto la porta fuoco.

La scheda tecnica degli attacchi è fondamentale per l’installatore. Sul retro della termostufa sono presenti l’interruttore generale, l’attacco del cavo di alimentazione, due fusibili incorporati da 4 A a 250 V, la regolazione della velocità della pompa, lo sfiato pompa, il riarmo manuale del termostato di sicurezza, il morsetto per il collegamento del termostato ambiente, il vaso di espansione da 6 litri, il tubo di aspirazione aria, lo scarico fumi, l’attacco di carico impianto con tappo, il rubinetto di scarico impianto, la mandata con valvola di ritegno, il ritorno con valvola di sicurezza tarata a 2,5 bar, l’entrata acqua fredda sanitaria e l’uscita acqua calda sanitaria nei modelli predisposti. Gli attacchi principali sono mandata impianto da 3/4”, ritorno impianto da 3/4”, uscita fumi da 100 mm, aspirazione aria da 43 mm, carico impianto da 1/2” e scarico della valvola di sicurezza da 1/2”.

Le caratteristiche tecniche mostrano che si tratta di una macchina di potenza significativa. La portata termica nominale è 22,4 kW, la potenza termica nominale è 20 kW, la potenza nominale ceduta all’acqua di riscaldamento è 17,1 kW e quella ceduta all’ambiente per irraggiamento è 2,9 kW. Alla potenza ridotta, la potenza termica è 6,9 kW, con 5,4 kW ceduti all’acqua e 1,5 kW all’ambiente. Il rendimento è indicato intorno all’89%, sia a potenza nominale sia a potenza ridotta. Il serbatoio pellet contiene 42 kg, il corpo caldaia contiene 19 litri, la pressione massima di esercizio è 2,5 bar e quella consigliata è 1,5 bar. La distanza minima da materiali infiammabili è 200 mm. La macchina pesa circa 230 kg nella versione con fianchi in maiolica e circa 220 kg nella versione con fianchi in acciaio verniciato. L’assorbimento elettrico varia da 25 a 300 W, ma il valore più alto riguarda soprattutto la fase di accensione, che dura al massimo circa dieci minuti per ciclo.

La qualità del pellet è un tema ricorrente. Il pellet deve avere diametro di 6 mm, lunghezza massima di 35 mm, umidità massima dell’8-9%, essere composto al 100% da legno senza additivi e avere residuo ceneri massimo dell’1,1%. Il manuale consiglia pellet di buona qualità, da versare nel serbatoio con una paletta e non direttamente dal sacco. Un buon pellet ha cilindri di diametro costante, superficie liscia e lucida, poca polvere nella confezione e tende ad affondare se versato in acqua. Le confezioni dovrebbero essere integre e riportare certificazioni di qualità o riferimenti a norme come EN14961-2, DIN 51731 e O-NORM M7135. Il pellet deve essere conservato in luogo asciutto, perché l’umidità riduce il potere calorifico, aumenta i fumi e può gonfiare il materiale, creando problemi alla coclea e alla combustione.

I requisiti del luogo di installazione sono trattati con attenzione. La termostufa deve essere collocata in un punto che consenta una presa d’aria esterna, una canna fumaria il più possibile diritta e coassiale all’uscita della stufa, vicinanza al collettore idraulico o a un’eventuale caldaia esistente, facilità di collegamento alla rete idraulica e accessibilità per la pulizia. Il pavimento deve avere capacità di carico adeguata; se non la possiede, occorre adottare misure come una piastra di distribuzione del carico. La distanza minima da materiali infiammabili è di 200 mm sui lati e sul retro, ma le figure del manuale suggeriscono spazi più ampi per installazione e manutenzione: 50 cm lateralmente e 15 cm posteriormente. Mensole o controsoffitti sopra la termostufa devono stare ad almeno 110 cm dalla parte superiore.

La presa d’aria esterna è indispensabile perché la termostufa preleva aria dal locale. Se la parete posteriore confina con l’esterno, bisogna realizzare un foro da 15 cm di diametro a circa 20 cm dal suolo, protetto all’esterno da una griglia fissa da controllare periodicamente. Se non è possibile realizzarlo dietro la stufa, si può creare in un’altra parete perimetrale dello stesso locale o in un locale adiacente comunicante in modo permanente. Il manuale richiama la norma UNI 10683 e vieta il prelievo di aria comburente da garage, magazzini di materiale combustibile o attività con pericolo d’incendio. È anche sconsigliato collegare direttamente la presa d’aria esterna alla termostufa mediante tubazione. Se nello stesso locale ci sono altri apparecchi o ventilatori di estrazione, le prese d’aria devono garantire aria sufficiente a tutti, perché eventuali depressioni possono creare problemi di funzionamento.

La canna fumaria viene definita un elemento fondamentale. Ogni termostufa deve avere una propria canna fumaria, senza immissioni di altri apparecchi. La sezione minima deve essere coerente con le caratteristiche tecniche e il comignolo deve avere una superficie utile di uscita almeno doppia rispetto alla sezione della canna fumaria. Il condotto deve essere a tenuta, impermeabile, isolato, resistente a calore, prodotti della combustione e condense. Dopo il primo tratto verticale, il percorso deve avere andamento ascensionale con pendenza minima del 5%, e il tratto sub-orizzontale non deve superare i limiti indicati. Sono vietati tubi in fibrocemento, tratti orizzontali, contropendenze e passaggi in locali dove non possono essere installati apparecchi a combustione. Il manuale aggiunge specifiche molto pratiche: la termostufa lavora con camera di combustione in depressione, quindi lo scarico deve essere ermetico; sono consigliati tubi rigidi in acciaio inox con guarnizioni, diametro minimo 120 mm, doppia parete o isolamento con lana di roccia. È obbligatorio un primo tratto verticale di almeno 1,5 metri per garantire la corretta espulsione dei fumi. Ogni cambio di direzione deve essere realizzato con raccordo a T e tappo d’ispezione, e non si devono superare quattro cambi di direzione, compreso il raccordo iniziale. Il manuale vieta espressamente l’installazione di valvole di regolazione del tiraggio.

L’allacciamento elettrico deve essere eseguito da personale qualificato. Bisogna verificare che alimentazione e frequenza siano 220 V e 50 Hz, collegare la macchina a un impianto di terra efficace e prevedere un interruttore magnetotermico differenziale da 6 A con Id 30 mA. I cavi devono essere posati in modo stabile e lontano da parti ad alta temperatura. La centralina elettronica gestisce tutte le funzioni della termostufa. Il manuale spiega anche il controllo di una caldaia abbinata: se la Diva Mid lavora sull’impianto, la caldaia esistente deve arrestarsi per evitare somma di potenze sullo stesso circuito. Sul retro sono predisposti fili blu e marrone che erogano 220 V quando il circolatore della termostufa funziona; questi fili possono comandare un relè collegato all’ingresso termostato ambiente della caldaia abbinata. La macchina può anche comandare una valvola a tre vie per il circuito sanitario, tramite un cavetto a quattro fili: blu comune, nero lato termostufa a pellet, marrone lato caldaia a gas e giallo-verde massa. Il collegamento deve essere fatto in modo che, a riposo, l’acqua passi dalla caldaia a gas e, quando la termostufa raggiunge temperatura sufficiente, la valvola apra il circuito della Diva Mid.

Il collegamento al termostato ambiente avviene tramite un morsetto ponticellato a contatto pulito. Quando il contatto è aperto, la termostufa passa in economia di funzionamento “ECO TOFF”, la pompa si spegne, la temperatura in caldaia continua a salire per inerzia fino al set acqua e, se rimane in economia per il tempo impostato o supera il differenziale previsto, la termostufa si spegne automaticamente. Si riaccenderà quando il termostato ambiente richiude il contatto e quando la temperatura acqua scende sotto il differenziale impostato. Questa logica dimostra che la termostufa non è un generatore istantaneo come una caldaia a gas: ha inerzia termica e deve poter smaltire il calore residuo, quindi l’impianto non deve chiudere tutte le valvole di zona in modo da impedire la circolazione.

L’allacciamento idraulico deve essere razionale e rispettare gli attacchi predisposti. Il manuale specifica che la termostufa può essere installata a vaso di espansione chiuso perché dotata di dispositivo di arresto carico combustibile, termostato di sicurezza a riarmo manuale e allarme acustico in caso di temperatura troppo elevata. Può essere installata nello stesso locale di un’altra caldaia solo se questa è a camera stagna. La pressione massima dell’acqua di rete in entrata non deve superare 3 bar e la pressione d’esercizio consigliata è 1,2 bar. Se l’acqua ha durezza superiore a 28 °f, è indispensabile installare un dispositivo anticalcare.

La messa in funzione inizia con il primo riempimento dell’impianto. Dopo i collegamenti, bisogna controllare la tenuta delle tubazioni, del vaso di espansione e della pompa, aprire la valvola di sfiato aria della termostufa con la chiave fornita, aprire lentamente la valvola di carico per permettere all’aria di uscire e portare la pressione a circa 1,2 bar. Se necessario si allenta il tappo di sfiato del circolatore e si sfiatano anche radiatori e altri dispositivi di disaerazione. Nei primi giorni è consigliato verificare la tenuta delle giunzioni idrauliche. Nei periodi molto freddi è opportuno mantenere l’impianto in funzione; in caso di assenza prolungata bisogna aggiungere antigelo idoneo o svuotare completamente l’impianto.

Il carico del pellet e l’avvio elettrico prevedono il riempimento del serbatoio, il collegamento del cavo di alimentazione, l’accensione dell’interruttore posteriore e l’avvio dal pannello comandi. Alla prima accensione assoluta il manuale consiglia di versare una manciata di pellet nel braciere per evitare il tempo necessario al riempimento del canale della coclea, operazione da ripetere ogni volta che la termostufa rimane senza pellet. Il pannello comandi permette di accendere e spegnere, scegliere la potenza da 1 a 5, impostare la potenza di ventilazione nei modelli predisposti, programmare il cronotermostato settimanale, controllare temperatura acqua, temperatura fumi e LED di pompa, aspiratore, resistenza, coclea e altri dispositivi, oltre a visualizzare gli allarmi. Il telecomando a infrarossi consente accensione e spegnimento, incremento o decremento della potenza e incremento o decremento della temperatura.

Il ciclo di accensione parte tenendo premuto il tasto ON/OFF per alcuni secondi. Il display mostra “Fun ASP”, si accende l’aspiratore fumi e, dopo circa dieci secondi, si attivano resistenza di accensione e motoriduttore della coclea, con scritta “LoAd PELL”. Questa fase dura circa dodici minuti. A fiamma accesa compare “FirE on” per circa sei minuti, così che il fuoco possa distribuirsi uniformemente nel braciere. Dopo circa diciotto minuti complessivi la termostufa passa in lavoro alla potenza impostata. Se il pellet non si accende, la macchina va in allarme “ALArM no FirE”, condizione che può verificarsi anche con braciere sporco. In lavoro, il display superiore mostra la potenza impostata, da P1 a P5 o modalità sanitaria, mentre il display inferiore mostra il set temperatura. La macchina modula automaticamente: se il set è 75 °C e la potenza è 5, al crescere della temperatura acqua riduce progressivamente la potenza fino a P1 e, raggiunti i 75 °C, passa in “Eco H2o”. Se resta in economia per più di due ore, si spegne automaticamente.

Lo spegnimento si effettua premendo ON/OFF. Il display mostra “OFF”, il flusso di pellet viene interrotto, il motoriduttore si spegne, l’aspiratore fumi sale alla massima velocità e dopo circa dieci minuti viene spento. Il set della temperatura massima dell’acqua in caldaia può essere modificato in qualsiasi momento premendo SET e usando i tasti di incremento e decremento temperatura. Il cronotermostato settimanale consente di programmare accensioni e spegnimenti automatici tramite parametri UT01-UT16: giorno corrente, ora, minuti, quattro programmi giornalieri con ora di accensione, ora di spegnimento e scelta dei giorni della settimana. Il parametro tecnico UT04 è riservato. Questa funzione permette di far partire la termostufa in orari prestabiliti, ma richiede che serbatoio, pulizia e condizioni di sicurezza siano corretti.

La sezione “Cosa succede se” spiega diversi casi pratici. Se manca energia elettrica per pochi secondi, al ritorno della tensione la termostufa riprende lo stato precedente. Se il blackout è più lungo, al ripristino va in “STOP FIRE”, esegue il ciclo di spegnimento fino al raffreddamento e poi ripropone l’accensione. Se la porta fuoco è aperta o chiusa male, il motoriduttore non viene alimentato e la termostufa non si accende; se viene aperta durante il funzionamento, brucia il pellet residuo e poi va in “ALAR NO FIRE”. Lo stesso può accadere se la canna fumaria è sporca, ostruita o mal costruita. In caso di sovratemperatura dell’acqua compare “ALAR HOT H2O” con allarme acustico e interviene il termostato a riarmo manuale, da ripristinare prima della riaccensione.

La pulizia e manutenzione sono decisive. Prima di qualsiasi intervento bisogna assicurarsi che termostufa e cenere siano completamente fredde e, prima di rimetterla in servizio, reinstallare tutti i componenti smontati. La frequenza della pulizia dipende dal tipo e dalla qualità del pellet, e i problemi derivanti da mancata pulizia non sono riconosciuti in garanzia. La pulizia ordinaria comprende braciere, cassetto cenere, camera di combustione, passaggi fumo e parti soggette ad accumulo di residui. La pulizia straordinaria riguarda zone più interne, giro fumi, deposito ceneri e controlli che possono richiedere maggiore competenza. Il vetro ceramico deve essere pulito con prodotti idonei e solo a freddo. La canna fumaria deve essere pulita periodicamente, perché un camino ostruito compromette accensione, tiraggio, sicurezza e rendimento. Il manuale richiama anche la manutenzione annuale e l’intervento di personale autorizzato per le operazioni straordinarie.

Le principali scritte visualizzate sul display aiutano l’utente a capire lo stato della macchina. “Fun ASP” indica il funzionamento dell’aspiratore fumi, “LoAd PELL” il caricamento pellet, “FirE on” la stabilizzazione della fiamma, “Po1” fino a “Po5” la potenza di lavoro, “CooL FirE” il ciclo di pulizia del braciere, “Eco H2o” il funzionamento in economia perché la temperatura acqua è uguale o superiore al set, “StoP FirE” il fuoco spento o la fase successiva a condizioni di spegnimento, “Eco toFF” il contatto del termostato ambiente aperto, “Eco Fumi” una temperatura fumi troppo elevata, “OFF Atte” l’attesa quando si tenta di riaccendere prima della fine dello spegnimento, “NO FirE” assenza di fuoco e “no H2o” mancanza d’acqua nel corpo caldaia. Nel complesso, il manuale della Klover Diva Mid descrive una termostufa potente e articolata, che richiede installazione corretta, pellet certificato, canna fumaria adeguata, aria comburente sufficiente, collegamenti idraulici sicuri, pressione impianto controllata, pulizia costante e manutenzione qualificata. L’utente può gestire accensione, spegnimento, potenza, temperatura, cronotermostato e pulizia ordinaria, ma installazione, prima accensione, verifiche idrauliche, canna fumaria, cablaggi e manutenzioni straordinarie devono restare affidate a personale competente.

Manuale Stufa a Pellet Kover Diva Mid PDF
Manuale Stufa a Pellet Kover Diva Mid PDF

Manuale di Istruzioni Stufa a Pellet Kover Diva Mid PDF

Per facilitare l’installazione, l’utilizzo corretto e la manutenzione della vostra stufa a pellet Kover Diva Mid, mettiamo a disposizione il manuale di istruzioni in formato PDF. Questo documento, completo e aggiornato, vi guiderà passo dopo passo attraverso tutte le fasi necessarie per sfruttare al meglio le funzionalità del vostro apparecchio, garantendo sicurezza ed efficienza nell’utilizzo quotidiano.

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