In questa pagina è possibile scaricare gratuitamente il manuale di istruzioni in formato PDF dello scaldabagno Ariston Pro Eco Evo. Il manuale fornisce tutte le informazioni utili per l’installazione, l’utilizzo corretto e la manutenzione dell’apparecchio, oltre a consigli pratici per garantirne efficienza e sicurezza nel tempo. Scaricando il documento potrai consultare facilmente le indicazioni ufficiali Ariston ovunque ti trovi, risolvendo rapidamente dubbi o piccoli inconvenienti senza dover cercare altrove.
Cosa Troverai nel Manuale Utente Scaldabagno Ariston Pro Eco Evo
Il manuale dello scaldabagno Ariston Pro Eco Evo descrive uno scaldacqua elettrico ad accumulo destinato alla produzione di acqua calda sanitaria. Non si tratta di uno scaldabagno istantaneo a gas, né di una caldaia per il riscaldamento degli ambienti, ma di un apparecchio che accumula acqua in un serbatoio interno e la riscalda tramite resistenza elettrica, mantenendola disponibile per l’uso domestico. Il documento è strutturato come libretto multilingue, ma la parte italiana contiene tutte le informazioni principali per installazione, uso, manutenzione, sicurezza, diagnosi dei guasti, funzioni elettroniche, protezione antilegionella, risparmio energetico e smaltimento a fine vita. Il manuale distingue chiaramente ciò che può fare l’utente da ciò che deve essere eseguito da personale qualificato. L’utente può accendere l’apparecchio, impostare la temperatura, usare le funzioni disponibili, osservare eventuali segnalazioni e rispettare le regole di sicurezza. Installazione, collegamenti idraulici, collegamenti elettrici, manutenzione interna, sostituzione di componenti, controllo dell’anodo, interventi sulla resistenza e riparazioni devono invece essere affidati a personale abilitato.
La parte iniziale del manuale è dedicata alle istruzioni generali di sicurezza. Il libretto viene definito parte integrante ed essenziale del prodotto, quindi deve essere conservato con cura e deve accompagnare sempre lo scaldabagno, anche in caso di vendita, cessione a un altro utente o trasferimento su un altro impianto. Questo aspetto è importante perché il manuale contiene indicazioni che non riguardano solo il primo utilizzo, ma anche manutenzione, svuotamento, sicurezza contro il gelo, comportamento in caso di guasto e corretto smaltimento. Il manuale invita a leggere attentamente tutte le avvertenze, perché un’installazione errata o un uso improprio possono provocare danni a persone, animali o cose. L’installazione e la prima messa in servizio devono essere effettuate da personale professionalmente qualificato, nel rispetto delle normative nazionali e delle prescrizioni locali. Prima di accedere ai morsetti elettrici, tutti i circuiti di alimentazione devono essere scollegati.
L’apparecchio deve essere usato solo per lo scopo previsto, cioè il riscaldamento dell’acqua sanitaria a una temperatura inferiore a quella di ebollizione. Il costruttore non si considera responsabile per danni derivanti da usi impropri, errati o irragionevoli, oppure dal mancato rispetto delle istruzioni. Gli elementi dell’imballaggio, come graffe, sacchetti di plastica e polistirolo espanso, non devono essere lasciati alla portata dei bambini, perché possono essere pericolosi. Il manuale specifica che l’apparecchio può essere usato anche da bambini di età non inferiore a 8 anni e da persone con ridotte capacità fisiche, sensoriali o mentali solo se sorvegliati o istruiti sull’uso sicuro e sui rischi collegati. I bambini non devono giocare con lo scaldabagno e non devono effettuare pulizia o manutenzione senza sorveglianza.
Tra le avvertenze più importanti c’è il divieto di toccare l’apparecchio a piedi nudi o con parti del corpo bagnate. Questo perché lo scaldabagno è un apparecchio elettrico collegato alla rete e installato in ambienti dove può esserci umidità. Eventuali riparazioni, manutenzioni, collegamenti idraulici ed elettrici devono essere eseguiti da personale qualificato usando solo ricambi originali. Il mancato rispetto di questa indicazione può compromettere la sicurezza e fa decadere la responsabilità del costruttore. La temperatura dell’acqua calda è regolata da un termostato di funzionamento, che svolge anche la funzione di dispositivo di sicurezza riarmabile contro aumenti pericolosi di temperatura. Se il cavo di alimentazione deve essere sostituito, bisogna rivolgersi a un centro assistenza autorizzato o a personale qualificato.
Il manuale dedica molta attenzione al dispositivo contro le sovrapressioni. Questo componente, o il gruppo di sicurezza conforme alla norma EN 1487 nei Paesi in cui è richiesta, non deve essere manomesso e deve essere fatto funzionare periodicamente per verificare che non sia bloccato e per rimuovere eventuali depositi di calcare. Un gocciolamento dal dispositivo contro le sovrapressioni durante la fase di riscaldamento è normale. Quando l’acqua si scalda, aumenta di volume e il dispositivo può scaricare una piccola quantità d’acqua per evitare pressioni eccessive. Per questo motivo lo scarico deve essere collegato a un tubo di drenaggio sempre aperto all’atmosfera, installato in pendenza continua verso il basso e in un luogo non soggetto al gelo. Non bisogna mai ostruire il foro di evacuazione del dispositivo, perché ciò potrebbe rendere pericoloso il funzionamento dell’apparecchio.
Un’altra avvertenza fondamentale riguarda le ustioni. L’acqua erogata a temperature superiori a 50 °C può causare rapidamente gravi scottature, soprattutto a bambini, anziani e persone con disabilità. Per ridurre il rischio, il manuale consiglia l’uso di una valvola miscelatrice termostatica da installare sul tubo di uscita dell’acqua calda, identificato dal collarino rosso. Questo consiglio è particolarmente importante quando si usa la funzione antilegionella o quando la temperatura impostata è elevata, perché l’acqua nel serbatoio può raggiungere valori molto alti. Il manuale ricorda anche che nessun oggetto infiammabile deve trovarsi a contatto o vicino all’apparecchio.
La sezione sulle norme generali di sicurezza spiega in modo pratico cosa evitare. Non bisogna aprire l’apparecchio o rimuoverlo dalla sua installazione, perché si rischiano folgorazioni, ustioni o ferite dovute a bordi e componenti caldi. Non bisogna avviare o spegnere lo scaldabagno inserendo o staccando direttamente la spina, perché si può danneggiare il collegamento elettrico. Non bisogna danneggiare il cavo di alimentazione, lasciare oggetti sopra l’apparecchio, salire sull’apparecchio o pulirlo senza aver prima tolto alimentazione. L’apparecchio deve essere installato su una parete solida, non soggetta a vibrazioni, perché quando è pieno d’acqua può raggiungere un peso considerevole. I collegamenti elettrici devono essere eseguiti con conduttori di sezione adeguata, e dopo ogni intervento devono essere ripristinate tutte le funzioni di sicurezza e controllo. La disincrostazione da calcare deve essere eseguita seguendo le indicazioni di sicurezza dei prodotti usati, aerando l’ambiente e proteggendo pelle, occhi, apparecchio e oggetti circostanti. Per la pulizia esterna non bisogna usare insetticidi, solventi o detergenti aggressivi, perché possono danneggiare parti plastiche e verniciate.
Il manuale contiene anche una sezione dedicata alla prevenzione della Legionella, basata sulla norma europea CEN/TR 16355. Spiega che la Legionella è un batterio naturalmente presente nelle acque dolci e che può proliferare negli impianti idrici quando si verificano condizioni favorevoli. Tra queste condizioni rientrano acqua stagnante, presenza di sedimenti e temperature dell’acqua comprese tra 25 °C e 50 °C. Per ridurre il rischio, il manuale raccomanda di evitare lunghi ristagni, usare o far scorrere l’acqua almeno una volta alla settimana e rimuovere periodicamente i sedimenti dagli scaldacqua ad accumulo. Se lo scaldabagno resta spento per mesi o se l’acqua viene mantenuta a lungo in un intervallo favorevole alla proliferazione batterica, può essere opportuno attivare il ciclo di sanificazione termica. Il prodotto viene venduto con software capace di eseguire un ciclo di disinfezione termica, ma questa funzione è disattivata di fabbrica e va abilitata seguendo la procedura indicata. Il manuale avverte però che il ciclo non garantisce l’eliminazione assoluta di ogni batterio e che, durante o dopo la sanificazione, l’acqua può raggiungere temperature capaci di provocare ustioni immediate.
Le caratteristiche tecniche devono essere verificate sulla targhetta dell’apparecchio, collocata in prossimità dei tubi di ingresso e uscita dell’acqua. Il manuale spiega che i dati energetici e la scheda prodotto sono definiti in base alle direttive europee 812/2013 e 814/2013. I modelli citati nella tabella riguardano capacità da 50, 80 e 100 litri, con installazioni verticali o orizzontali secondo la versione. Lo scaldabagno verticale dispone della funzione smart, indicata come controllo SMART, che permette di adattare il consumo ai profili di utilizzo dell’utente. Il prodotto è conforme alle norme internazionali di sicurezza elettrica IEC 60335-1 e IEC 60335-2-21 e riporta la marcatura CE per le direttive relative a bassa tensione, compatibilità elettromagnetica, restrizione delle sostanze pericolose e progettazione ecocompatibile.
L’installazione è una parte riservata all’installatore. Il manuale spiega che, salvo i modelli orizzontali, lo scaldabagno deve essere montato in posizione verticale per funzionare correttamente. Al termine dell’installazione, prima del riempimento e dell’alimentazione elettrica, bisogna verificare la verticalità con uno strumento come una livella a bolla. L’apparecchio deve essere collegato a una rete di adduzione dell’acqua sanitaria dimensionata in base alle sue prestazioni e capacità. Prima del collegamento bisogna controllare che le caratteristiche di targa soddisfino le esigenze dell’utente, che l’installazione sia compatibile con il grado di protezione IP dell’apparecchio e che siano rispettate le indicazioni presenti sull’etichetta dell’imballo e sulla targhetta.
Il luogo di installazione deve essere scelto con attenzione. Il prodotto è progettato per installazione esclusivamente interna, in locali conformi alle normative vigenti. Non deve essere installato in ambienti chiusi, non ventilati e umidi; non deve essere installato dove possa formarsi ghiaccio; non deve essere esposto direttamente ai raggi solari, nemmeno attraverso vetrate; non deve essere collocato in ambienti aggressivi con vapori acidi, polveri o gas saturi; non deve essere installato direttamente su linee elettriche non protette da sbalzi di tensione. Se la parete è realizzata con mattoni forati, blocchi forati o tramezzi di limitata solidità, bisogna verificare preventivamente la capacità di supporto. I ganci di fissaggio devono poter sostenere un peso triplo rispetto allo scaldabagno pieno d’acqua. Il manuale consiglia ganci di almeno 12 mm di diametro. È preferibile installare lo scaldabagno vicino ai punti di utilizzo, così da limitare le dispersioni di calore lungo le tubazioni.
Il collegamento idraulico richiede tubi e raccordi resistenti alla pressione di esercizio e alla temperatura dell’acqua calda, che può raggiungere e superare 80 °C. Sul tubo di ingresso dell’acqua, contraddistinto dal collarino blu, deve essere installato un raccordo a T con rubinetto di svuotamento e dispositivo contro le sovrapressioni. Nei Paesi in cui si applica la EN 1487, il gruppo di sicurezza deve avere pressione massima di 0,7 MPa, cioè 7 bar, e deve comprendere almeno rubinetto di intercettazione, valvola di ritegno, controllo della valvola di ritegno, valvola di sicurezza e dispositivo di interruzione del carico idraulico. Non si devono interporre valvole o rubinetti tra il dispositivo di sicurezza e lo scaldabagno. Lo scarico del dispositivo deve essere collegato a una tubazione con diametro adeguato e con imbuto che garantisca una distanza d’aria di almeno 20 mm, così da permettere controllo visivo e scarico sicuro. Se la pressione di rete è vicina alla taratura della valvola, bisogna installare un riduttore di pressione il più lontano possibile dall’apparecchio.
Il manuale richiama anche la qualità dell’acqua. L’apparecchio non deve operare con acque di durezza inferiore a 12 °F. Con acque molto dure, oltre 25 °F, è consigliato l’uso di un addolcitore opportunamente calibrato e monitorato, mantenendo comunque una durezza residua non inferiore a 15 °F. Questo aspetto è importante perché il calcare è uno dei principali nemici degli scaldabagni ad accumulo: si deposita sulla resistenza, riduce l’efficienza, aumenta i tempi di riscaldamento e può causare rumorosità o guasti. Prima di usare l’apparecchio è opportuno riempire il serbatoio con acqua e poi effettuare uno svuotamento completo per rimuovere eventuali impurità residue.
Il collegamento elettrico deve essere eseguito dopo aver scollegato l’apparecchio dalla rete tramite l’interruttore esterno. Prima dell’installazione bisogna verificare che l’impianto elettrico sia conforme alle norme e adeguato alla potenza massima assorbita dallo scaldabagno. Sono vietate prese multiple, prolunghe e adattatori. È vietato usare tubi dell’impianto idraulico, del riscaldamento o del gas come collegamento di terra. La messa a terra è obbligatoria e il cavo di terra deve essere giallo-verde e più lungo dei conduttori di fase. Se il prodotto non è fornito di cavo di alimentazione, può essere collegato alla rete fissa con tubo rigido oppure con cavo flessibile H05VV-F 3×1,5 mm², se l’apparecchio è dotato di fermacavo. Prima della messa in funzione bisogna verificare che la tensione di rete corrisponda ai dati di targa.
La messa in funzione prevede il riempimento completo del serbatoio prima di dare tensione. Il riempimento si effettua aprendo il rubinetto centrale dell’impianto domestico e un rubinetto dell’acqua calda fino alla fuoriuscita completa dell’aria. Solo dopo aver riempito l’apparecchio e verificato eventuali perdite, anche dalla flangia, si può alimentare elettricamente lo scaldabagno. Questo passaggio è essenziale: far funzionare uno scaldabagno elettrico senza acqua può danneggiare gravemente la resistenza e generare errori di funzionamento. In caso di inutilizzo in un locale soggetto al gelo, l’apparecchio deve essere svuotato. Per svuotarlo bisogna scollegare la corrente, chiudere il rubinetto di intercettazione o quello centrale dell’impianto, aprire un rubinetto dell’acqua calda e aprire il rubinetto di scarico previsto.
La manutenzione deve essere effettuata da personale abilitato. Per intervenire sulle parti elettriche si rimuove la calottina, ma il manuale dettaglia procedure diverse secondo il tipo di interfaccia utente. Alcuni modelli hanno pannello a led e tasti, altri hanno display e manopola. Gli interventi su termostato elettronico, pannello comandi, asta porta sensori, scheda elettronica, resistenza e anodo richiedono scollegamenti, smontaggi e rimontaggi accurati. Per intervenire su resistenza e anodo bisogna prima svuotare l’apparecchio. Dopo la rimozione della flangia è consigliata la sostituzione della guarnizione. Il manuale raccomanda di usare solo ricambi originali.
Per mantenere un buon rendimento, il manuale consiglia la disincrostazione della resistenza ogni due anni circa. Se non si usano liquidi appositi, la crosta di calcare può essere rimossa sbriciolandola con attenzione, evitando di danneggiare la corazza della resistenza. L’anodo di magnesio deve essere sostituito ogni due anni, tranne nei prodotti con caldaia in acciaio inossidabile. In presenza di acque aggressive o ricche di cloruri, lo stato dell’anodo deve essere verificato ogni anno. L’anodo protegge il serbatoio dalla corrosione e il suo consumo è normale; se viene trascurato, il serbatoio può deteriorarsi più rapidamente.
Le norme d’uso per l’utente sono semplici ma importanti. Non bisogna posizionare sotto lo scaldabagno oggetti o apparecchi che potrebbero essere danneggiati da una perdita d’acqua. In caso di inutilizzo prolungato, bisogna togliere alimentazione elettrica portando l’interruttore esterno su OFF e chiudere i rubinetti del circuito idraulico. L’utente non deve eseguire manutenzioni ordinarie o straordinarie interne. Può però osservare il comportamento dell’apparecchio, verificare eventuali gocciolamenti, controllare le segnalazioni e rivolgersi all’assistenza quando necessario. In caso di surriscaldamento anomalo, un interruttore termico di sicurezza interrompe l’alimentazione della resistenza; in questa situazione bisogna chiedere l’intervento dell’assistenza tecnica.
La diagnostica cambia in base all’interfaccia. Nei modelli con pannello a led, quando si verifica un guasto tutti i led lampeggiano contemporaneamente. Il reset si esegue spegnendo e riaccendendo il prodotto tramite il tasto di accensione. Se la causa è scomparsa, l’apparecchio riprende a funzionare; se il problema resta, i led riprendono a lampeggiare e bisogna chiamare l’assistenza. La diagnostica si attiva tenendo premuto il tasto per 5 secondi e i led indicano il tipo di guasto: guasto interno scheda, guasto anodo nei modelli con anodo attivo, sonde NTC rotte o in corto circuito, sovratemperatura acqua, sovratemperatura generale, errore differenziale sonde o funzionamento senza acqua. Nei modelli con display compaiono codici come E01, E02, E03 per sovratemperature, E10, E11, E12, E13, E16 per errori sonde, E04 per funzionamento senza acqua, E14 ed E15 per errore anodo, E50 ed E51 per richiesta manutenzione, E60, E90, E91 ed E92 per errori software scheda.
La regolazione della temperatura dipende dal tipo di pannello. Nei modelli con led, si accende l’apparecchio con il tasto principale e si sceglie una temperatura tra 40 °C e 80 °C usando i pulsanti più e meno. Durante il riscaldamento, i led relativi alla temperatura raggiunta restano accesi fissi, mentre quelli successivi fino al valore impostato lampeggiano progressivamente. Se l’acqua si raffredda dopo un prelievo, il riscaldamento riparte automaticamente. Nei modelli con display, il prodotto può funzionare in modalità Manuale, Programmazione 1, Programmazione 2 e Programmazione 1 e 2. Il tasto mode permette di scorrere ciclicamente queste modalità. I programmi P1 e P2 sono impostati di fabbrica alle 07:00 e alle 19:00 con temperatura 70 °C, ma possono essere modificati scegliendo l’orario a scatti di 30 minuti e impostando la temperatura desiderata. In manuale si ruota la manopola set per scegliere la temperatura tra 40 °C e 80 °C e si conferma premendo la manopola.
La funzione di disinfezione termica antilegionella è disattivata di default. Nei modelli con interfaccia a led si attiva tenendo premuti insieme i tasti ECO e più per 4 secondi; la conferma avviene con il lampeggio rapido del led 70. Per disattivarla si ripete l’operazione e lampeggia rapidamente il led 40. Nei modelli con display, durante il ciclo il display alterna la temperatura dell’acqua e la scritta “Ab”. Per attivare o disattivare la funzione si tiene premuto il tasto mode per 3 secondi, si imposta Ab 1 per attivare o Ab 0 per disattivare tramite la manopola set e si conferma premendo la manopola. Se il prodotto viene spento durante il ciclo, la funzione non viene completata. Al termine, la temperatura torna al valore impostato dall’utente.
La funzione ECO EVO è una delle caratteristiche più importanti del Pro Eco Evo. È un software di autoapprendimento dei consumi dell’utente, pensato per ridurre le dispersioni termiche e migliorare il risparmio energetico. Nei prodotti dotati di controllo SMART, la funzione è attiva di default. Durante la prima settimana il prodotto osserva le abitudini di consumo e registra il fabbisogno energetico. Dalla seconda settimana continua ad apprendere e adatta la temperatura ora per ora, preparando l’acqua calda nei tempi e nelle quantità previste dai consumi abituali. Nei momenti della giornata in cui non sono previsti prelievi, il prodotto mantiene comunque una riserva di acqua calda. La funzione ECO si attiva con il tasto dedicato, che si illumina di verde. Se si usa la modalità manuale senza ECO, il prodotto continua a osservare i consumi ma non modifica la temperatura scelta dall’utente. Se si riattiva ECO dopo l’apprendimento, la funzione torna efficace rapidamente. Un hard reset dell’apprendimento può essere eseguito con pressione prolungata del tasto ECO, che fa lampeggiare il led e cancella la memoria dei fabbisogni.
Nei modelli con programmazione, ECO EVO può lavorare insieme ai programmi P1 e P2. In questo caso il manuale parla di logica ECO PLUS: l’utente imposta l’orario in cui desidera avere acqua calda, mentre la temperatura viene gestita automaticamente dal prodotto. Se si ruota la manopola set mentre le funzioni sono combinate, il display mostra “PLUS”, indicando il funzionamento simultaneo di programmazione ed ECO EVO. Questo modo è presentato come quello che offre il maggior risparmio energetico, perché evita di mantenere costantemente tutto il serbatoio alla temperatura massima e prepara l’acqua in base agli orari di effettivo utilizzo.
Alcuni modelli dispongono anche della funzione EXTRA POWER. Normalmente il prodotto lavora alla potenza base; premendo il tasto luminoso dedicato si attiva una potenza aggiuntiva per velocizzare il riscaldamento dell’acqua. Il tasto si accende di colore giallo quando la funzione è attiva e si spegne quando viene disattivata. Il manuale descrive inoltre una funzione anticalcare: se viene rilevata una forte presenza di calcare, il prodotto passa in modalità limitata, di fatto manuale, con temperatura di riscaldamento a 65 °C e funzione ECO EVO disabilitata. Nei modelli a led lampeggiano contemporaneamente i primi tre led di riscaldamento; nei modelli con display si alternano “E70” e la temperatura del prodotto, mentre i led di riscaldamento lampeggiano. Questa segnalazione indica che è necessario far verificare l’apparecchio.
La parte finale contiene consigli utili per i problemi più comuni. Se l’acqua in uscita è fredda, bisogna far verificare la presenza di tensione sul termostato o sulla morsettiera e gli elementi riscaldanti della resistenza. Se l’acqua è bollente e compare vapore dai rubinetti, bisogna interrompere l’alimentazione elettrica e far verificare termostato, livello di incrostazione del serbatoio e resistenza. Se l’erogazione di acqua calda è insufficiente, bisogna far controllare pressione di rete, deflettore del tubo di ingresso acqua fredda, tubo di prelievo acqua calda e componenti elettrici. Se dal dispositivo contro le sovrapressioni esce acqua durante il riscaldamento, un certo gocciolamento è normale; se invece la fuoriuscita continua anche quando l’apparecchio non sta riscaldando, bisogna far verificare taratura del dispositivo e pressione di rete. In ogni caso il manuale ribadisce di non tentare riparazioni autonome e di rivolgersi sempre a personale qualificato.
Lo smaltimento è regolato dalle norme sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il simbolo del cassonetto barrato indica che, a fine vita, lo scaldabagno non deve essere gettato con i rifiuti comuni. Deve essere conferito presso centri di raccolta idonei o consegnato al rivenditore secondo le modalità previste. Una raccolta differenziata corretta permette riciclo, trattamento adeguato e riduzione degli impatti su ambiente e salute. Il manuale ricorda anche la conformità del prodotto al regolamento relativo ai materiali destinati al contatto con acque per consumo umano e al regolamento REACH.
Nel complesso, il manuale dello scaldabagno Ariston Pro Eco Evo spiega un apparecchio elettrico ad accumulo con funzioni evolute, ma che richiede rispetto rigoroso delle regole di installazione e manutenzione. I punti più importanti per l’utente sono evitare temperature inutilmente alte, proteggersi dal rischio di ustioni, non manomettere il dispositivo di sovrapressione, non intervenire sulle parti interne, non lasciare l’apparecchio in locali soggetti al gelo senza svuotarlo, usare correttamente le funzioni ECO EVO, programmazione, antilegionella ed eventualmente EXTRA POWER, e chiamare l’assistenza in presenza di errori, acqua fredda, acqua bollente, perdite anomale o segnalazioni di calcare. Per l’installatore e il manutentore, invece, il manuale fornisce indicazioni su fissaggio, verticalità, collegamenti idraulici, gruppo di sicurezza, collegamento elettrico, messa a terra, riempimento prima dell’alimentazione, svuotamento, sostituzione di componenti, disincrostazione e controllo dell’anodo. Usato correttamente, lo scaldabagno può garantire acqua calda sanitaria con buon comfort e consumo ottimizzato, soprattutto grazie alla funzione smart che apprende le abitudini dell’utente e adatta il riscaldamento ai reali momenti di utilizzo.

Manuale di Istruzioni Scaldabagno Ariston Pro Eco Evo PDF
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